La specie è presente in tutta l’Europa centro-occidentale, dalla Spagna alla Germania, e dalla Svezia meridionale all’Italia e alla Grecia. La specie è inserita all'interno dell'allegato II e IV della Direttiva Habitat e nell'allegato II della Convenzione di Berna. In Italia è diffusa dal livello del mare sino a 1.400 m di quota nelle regioni settentrionali e centrali fino al basso Lazio. In Italia meridionale (Campania, Basilicata e Calabria) è presente la sottospecie endemica Osmoderma eremita italicum, mentre in Sicilia settentrionale e segnalata la sottospecie Osmoderma cristinae. Questa suddivisione tassonomica è successiva alla redazione della Direttiva Habitat, di conseguenza tutte e tre e specie sono considerate protette in egual misura.
La specie è legata a vetusti alberi di latifoglie di grandi dimensioni, con cavità ricche di rosura legnosa e legno marcescente. Numerose sono le specie arboree colonizzate, tra cui molte specie di Quercia, Castagni, Tigli, Salici, Faggi, Gelsi, oltre a molte rosacee coltivate e selvatiche come Peri e Meli.
Gli adulti compaiono all’inizio dell’estate: il maschio emette una caratteristico feromone dall’odore di pesca matura per attirare la femmina e dopo l’accoppiamento ogni femmina depone da 20-80 uova all’interno della rosura presente nella cavità.
L’incubazione dura 2-3 settimane e la larva si nutre del legno marcescente e dell’humus che si accumula nella cavità: il suo sviluppo completo richiede 3-4 anni, al termine dei quali costruisce un bozzolo in cui si impupa durante l’autunno e da cui sfarfallerà l’adulto nell’estate successiva.
