La Falena dell’edera presenta un’ampia distribuzione in tutta Europa ad eccezione delle regioni scandinave più settentrionali e di alcune isole come Islanda e Irlanda: in Italia la specie è ampiamente segnalata e piuttosto comune in tutta la penisola, isole incluse, spesso con popolazioni localmente molto abbondanti.
È inserita negli allegati della Direttiva Habitat a causa di un particolare fenomeno di gregarismo di alcune popolazioni insulari del Mediterraneo (molto nota la “Valle delle Farfalle” nell’isola di Rodi), in cui migliaia di individui si congregano durante l’estivazione.
In Italia questa falena è diffusa dal livello del mare fino a 2000 m circa, generalmente in ambienti boschivi, in particolare quelli con maggiore copertura arborea, caratterizzati da microclima fresco e umido.
L’adulto presenta attività diurna e notturna durante i mesi estivi, anche se lo sfarfallamento avviene di solito in luglio: è una specie floricola, nutrendosi soprattutto su Eupatorium cannabinum e Sambucus ebulus .
Le uova vengono deposte verso l’inizio dell’autunno; in circa due settimane schiuderà una larva che si alimenta su svariate piante erbacee, mentre la metamorfosi avviene all’inizio dell’estate quando la larva tesse un bozzolo all’interno della lettiera ad una profondità di pochi centimetri. Lo stadio di crisalide dura circa un mese.
