Monte Brione
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,66 km²
- Tipo: RNP, ZSC
- Codice: IT3120075
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,66 km²Qualità
La presenza di un clima submediterraneo favorisce lo sviluppo di vegetazione assai particolare a livello alpino, della quale la lecceta e l'olivaia sono gli aspetti più appariscenti. Vanno inoltre ricordate alcune rarità floristiche di rilievo. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi. Sono presenti invertebrati compresi nell'allegato II e legati a boschi in buone condizioni di naturalità.
Altre caratteristiche
Il sito interessa la parte più elevata del caratteristico rilievo calcareo che si trova al centro del vasto fondovalle tra Arco e il Lago di Garda. Esso è caratterizzato da boscaglia di leccio, lembi di prati aridi (in parte anche in ambiente rupestre), una parte dell'olivaia che copre il lato occidentale della collina.
Habitat 6210 prioritario (stupenda fioritura di orchidee).
Protezione e conservazione
È estremamente importante effettuare un contenimento attivo degli arbusti attraverso un taglio routinario degli stessi (ogni due-tre anni) al fine di conservare i pochi lembi di prati aridi ancora presenti.
Il Monte Brione ospita una flora straordinariamente ricca e pregevole. Le specie floristiche più interessanti del biotopo si concentrano nei prati aridi e semiaridi che sono in una fase di forte incespugliamento a causa dell'abbandono delle tradizionali pratiche agricole (pascolo e sfalcio). Molte specie tipiche di questi habitat e rarissime in Trentino con il passare degli anni stanno mostrando un regresso nel numero di esemplari progressivo e preoccupante. In particolare Orchis provincialis è attualmente considerata estinta dalla Provincia di Trento visto che nell'unica stazione di crescita nota, costituita da un prato arido semicespugliato sulla cresta del Monte Brione poche decine di m a sud del ripetitore televisivo, non è stata più osservata dopo il 1996, nonostante ricerche mirate.
Nella gestione selvicolturale della lecceta va considerata anche la necessità di scoraggiare il calpestio nel bosco da parte dei turisti. A tal fine nelle zone a margine di vie d'accesso va lasciata una fascia di vegetazione intricata che funga da schermo scoraggiando l'entrata. Vanno salvaguardati gli esemplari più maturi e quelli che presentano strutture idonee alla nidificazione.
Le fasce boscate a leccio sono in fase di lenta conversione ad altofusto. Ciò permette una graduale rinaturalizzazione, dovuta all'arricchimento della fertilità del suolo e alla possibilità di maturazione e invecchiamento del soprassuolo.
Habitat interessati
- 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia
Incanalare i turisti e soprattutto i biker su percorsi segnalati impedendo loro di poter creare sentieramenti al di fuori di questi ambiti. È opportuno differenziare completamente i percorsi pedonali da quelli ciclistici, mettendo in sicurezza il panoramico percorso pedonale e rendendolo inaccessibile alle biciclette. Sul percorso ciclistico mettere in opera segnaletica e accorgimenti ad hoc che inducano a moderare la velocità e non sconfinare.
Il Monte Brione è localizzato in prossimità di grossi centri turistici. La presenza di strade relativamente comode e lo straordinario panorama che si può godere della sommità del colle sono le principali cause che determinano un grande afflusso di escursionisti e di biker. L'elevata frequentazione (soprattutto di gruppi di mountain-biker) determina situazioni di dissesto a causa dell'erosione del suolo e della sua costipazione.
Habitat interessati
- 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)
- 62A0 - Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneretalia villosae)
- 5110 - Formazioni stabili xerotermofile a Buxus sempervirens sui pendii rocciosi (Berberidion p.p.)
È importante attuare una stretta sorveglianza, in particolare nel periodo primaverile, al fine di evitare raccolte di specie floristiche (soprattutto orchidee) a rischio di estinzione.
Esistono reali minacce dovute al prelievo di specie floristiche notevoli ad opera soprattutto di collezionisti.
Evitare che vi sia un ampliamento delle superfici coltivate soprattutto a scapito dei prati aridi e della lecceta che vanno assolutamente tutelati.
La mancata inclusione nel biotopo degli oliveti che occupano il piano basale del versante occidentale, se si fa eccezione per alcune limitatissime porzioni, rende le attuali attività agricole praticamente ininfluenti per l'area protetta.
Habitat interessati
- 62A0 - Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneretalia villosae)
- 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)
- 5110 - Formazioni stabili xerotermofile a Buxus sempervirens sui pendii rocciosi (Berberidion p.p.)
- 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia
Direttiva Habitat (Natura 2000)