La specie è diffusa in tutta Europa, ma con popolazioni sempre più localizzate e frammentate. In Italia è presente con nuclei sporadici lungo gran parte dell’arco alpino, dal Piemonte al Friuli, anche se le popolazioni più occidentali, in Piemonte, così come quelle dell’area planiziale padana, sembrano essersi estinte. La specie è inserita nell'allegato IV della Direttiva Habitat e nell'allegato II della Convenzione di Berna.
L. achine è una specie mesofila, tipica di foreste montane di latifoglie decidue o miste a conifere, anche igrofile, con prevalenza di aceri, faggi, frassini, larici e abeti rossi, che vive fra tra 300 e 1850 m di quota, anche se più frequentemente fra i 700 e i 1200 m.
L’adulto è attivo tra giugno e luglio e si alimenta prevalentemente di melata prodotta da omotteri, di linfa che fuoriesce da ferite degli alberi e dei sali minerali che ricava dallo sterco e dal terreno umido, mentre la larva si nutre soprattutto di Brachypodium, ma anche di altre graminacee (Poa, Lolium, Bromus, Calamagrostis, Dactylis, Deschampsia e Melica).
Presenta una sola generazione annuale: la larva entra in ibernazione al terzo stadio, sino alla primavera successiva e la metamorfosi avviene all’inizio della stagione estiva.
