Dopo i Parchi naturali, le Riserve Naturali Provinciali sono il primo strumento di tutela della biodiversità adottato in Trentino. La Legge Provinciale 14/86 portò infatti all'individuazione di una settantina di siti, in particolare zone umide del fondovalle, fondamentali per la conservazione di habitat e specie altrimenti destinati a scomparire.
Nei primi anni Duemila, la graduale implementazione della Rete Natura 2000, frutto dell'attuazione delle due Direttive Habitat e Uccelli, porta infine all'individuazione di una serie di SIC-Siti di Importanza Comunitaria (successivamente "promossi" in ZSC-Zone Speciali di Conservazione) e di ZPS-Zone di Protezione Speciale finalizzati alla tutela di contesti naturalistici di rilevanza continentale.
È importante sottolineare che queste diverse forme di tutela non si escludono a vicenda, ma spesso si sovrappongono sullo stesso territorio: un medesimo sito può quindi ricadere contemporaneamente sotto più livelli di protezione. Una ZSC può ad esempio coincidere, in tutto o in parte, con una ZPS, e trovarsi al tempo stesso all'interno di un Parco naturale, di una Riserva Naturale Provinciale o di una Rete di Riserve. A ciascun livello corrispondono obiettivi, normative e strumenti di gestione propri, che sullo stesso luogo agiscono in modo complementare.
Insieme, queste piccole aree protette danno vita ad un sistema estremamente articolato, bisognoso però di una gestione il più possibile coordinata e in grado di garantire un opportuno grado di connettività.
