Lago di Cei.jpg
Dettagli dell'Area Protetta
  • Estensione: 1,17 km²
  • Tipo: Riserva Naturale Provinciale, ZSC
  • Codice: IT3120081
  • Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 1,17 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 6
Specie in Direttiva Uccelli: 12
Qualità

L'interesse del sito è dovuto alla vegetazione della palude e all'eccezionale sviluppo di idrofite natanti e sommerse nel lago, con relativo orlo di elofite. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili, nonchè di interesse ornitologico per la presenza di specie tipiche dell'avifauna alpina.

Altre caratteristiche

Cei è un lago di tipo eutrofico situato alla testata della valle omonima (Gruppo del M. Bondone) con abbondante vegetazione di idrofite natanti e sommerse e circondato da una fascia di canneto, con alcuni lembi di cariceto; Prà dell'Albi è una palude con prati umidi e un magnocariceto, situata in un bacino nei pressi di quello di Cei. Nelle zone circostanti i due bacini sono sviluppate ovunque faggete calcicole ad impronta termofila. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Caricetum elatae (10%), Phragmition (10%).

Protezione e conservazione
Habitat
9
Misure
5
Minacce
5

Misure di conservazione

È ancora presto per valutare con precisione gli interventi di ripristino ambientale apportati ad un settore del Lago di Cei. Di sicuro questi lavori hanno permesso ad alcune rive di essere meno raggiungibili dai turisti e quindi di godere di una maggior tranquillità. È opportuno quindi mantenere i turisti lungo i percorsi stabiliti, magari evitando che il Lagabis sia fruibile dagli stessi. Il controllo della vegetazione galleggiante, effettuato per molti anni con il metodo dello strappo radicale, ha dato buoni risultati e ora il lago si presenta con ampi spazi d'acqua libera, tra l'altro sicura per la balneazione. Si consiglia di proseguire con questa attività solo in caso di eccessiva occupazione degli spazi da parte della vegetazione galleggiante. È importante risolvere l'annoso problema dell'individuazione della quota demaniale, al fine di individuare le proprietà demaniali circumlacuali.

Minacce e motivazioni

Il lago di Cei, e l'attiguo Lagabis, risultano profondamente modificati dalla forte pressione antropica cui sono soggetti. Tale utilizzo, amplificato negli ultimi anni con la costruzione in zona di moltissimi nuovi edifici adibiti a seconde case e dal riutilizzo come Hotel tutto l'anno dell'ex Colonia dei Vigili del fuoco Le ninfee, è incentivato da percorsi circumlacuali, "aree verdi" e punti di sosta lungo le rive. La notevole frequentazione estiva si ripercuote sulla gestione del biotopo che deve essere condotta con criteri meno restrittivi per la fruizione e volta alla sicurezza dei bagnanti con il controllo della vegetazione galleggiante. Gli interventi di rinaturalizzazione condotti in un settore del Lago di Cei dovrebbero consentire il graduale recupero di una situazione di relativa tranquillità che potrebbe favorire l’insediamento di qualche specie faunistica e floristica.

Habitat interessati
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Promuovere la selvicoltura naturalistica, ad esempio allungando i turni di taglio e prevedendo il rilascio degli alberi maturi e marcescenti che rappresentano preziosi punti di alimentazione e nidificazione per molte specie di uccelli forestali. Valutare attentamente la possibile apertura di sentieri o piste forestali, o il riattamento delle esistenti, al fine di non incentivare la presenza antropica nelle porzioni di bosco attualmente poco disturbate, come ad esempio i rilievi situati ad oriente del Prà dell'Albi, boschi "fondivallivi" situati tra Casa Camoscol e Casa Vecchia, Bocche di Cimana.

Minacce e motivazioni

La faggeta, in alcuni casi con la partecipazione di abete rosso e bianco, rappresenta la struttura base che caratterizza la quasi totalità delle superfici boscate del biotopo. Per quanto meno pregevole dal punto di vista floristico-vegetazionale rispetto agli ambienti di torbiera, riveste un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli quali picidi e strigidi, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intera area protetta.

Habitat interessati
  • 9130 - Faggeti dell’Asperulo-Fagetum

Misure di conservazione

Verificare che l'allacciamento alla rete fognaria di tutti gli edifici presenti nel bacino imbrifero del biotopo sia effettuato in tempi brevi.

Minacce e motivazioni

Il biotopo è inserito in una zona che in passato è stata oggetto di numerose costruzioni abusive caratterizzate da servizi igienici con scarichi a dispersione. Ciò ha determinato un rischio concreto di inquinamenti delle acque e di eutrofizzazione degli habitat umidi presenti nel biotopo. I vari comuni che insistono sul sito protetto hanno iniziato un progetto di regolarizzazione degli abusi e di allacciamento alla rete fognaria dei vari edifici per limitare questa minaccia.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

Sono da evitare ulteriori captazioni delle sorgenti situate a monte del biotopo, l'emungimento delle sorgenti situate subito a valle e qualsiasi tipo di intervento che possa direttamente o indirettamente arrecare disturbo o danneggiare l’equilibrio idrico della torbiere e delle zone umide. Particolare attenzione deve essere riservata alla conservazione delle caratteristiche del piccolo corso d'acqua che funge da emissario del lago di Cei, che attualmente appare ancora in discrete condizioni di naturalità, e della sorgente sul bordo sud-occidentale del Prà dall'Albi che garantisce un continuo flusso di acqua ossigenata e a temperatura costante. Un intervento attivo da valutare nella zona del Lagabis potrebbe essere l'approfondimento dei piccoli meandri e delle pozze che rappresenterebbero l'habitat di crescita dell'Utricularia minor, non più osservata di recente. Sarebbe utile affiancare a quest'azione anche il taglio della cannuccia di palude nei pressi delle piccole raccolte d'acqua per evitare il loro rapido interramento.

Minacce e motivazioni

Molte torbiere e zone umide del biotopo, anche se si trovano nelle fasi finali del loro stadio evolutivo, possiedono ancora un elevato interesse naturalistico. Minacce che possono accelerare il loro processo di prosciugamento sono i drenaggi, le captazioni idriche e l'eccessiva sedimentazione di biomassa vegetale. Anche per far fronte a quest'ultima problematica negli ultimi anni l'Ente Pubblico ha realizzato un intervento di sradicamento della Nuphar lutea.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

È necessario attuare uno sfalcio annuale dei prati stabili e dei molinieti, limitando la diffusione della cannuccia di palude e dei cespuglieti. Le operazioni di sfalcio, da effetture con mezzi leggeri, non dovranno iniziare prima della seconda metà di luglio, in modo da evitare la distruzione delle nidiate. Lo sfalcio, per quanto possibile dovrà seguire un andamento di tipo centrifugo, in modo da evitare l’accerchiamento degli animali eventualmente presenti e permettere loro di trovare rifugio nelle aree limitrofe. È importante limitare le concimazioni sia nei prati stabili all'interno del biotopo, sia soprattutto all'esterno dello stesso, per evitare l'ulteriore eutrofizzazione dell'area protetta.

Minacce e motivazioni

All'interno dei confini del biotopo sono presenti dei lembi di prato falciato, che nelle situazioni più depresse presentano un elevato grado di umidità e ospitano specie floristiche notevoli. La cannuccia di palude in alcuni settori del biotopo sta conquistando ampie porzioni di territorio a scapito delle entità meno competitive.

Habitat interessati
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
  • 6520 - Praterie montane da fieno
  • 62A0 - Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneretalia villosae)
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
10
Specie (Direttiva)
83
Pressioni/Minacce
5
Classi habitat
6
Mappa delle osservazioni