IT3120097 / Catena di Lagorai
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 28,55 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 5
Specie in Direttiva Uccelli: 6
Qualità

Ambiente ancora pressoché intatto ad elevata naturalità. Sono presenti notevoli rarità floristiche. Il sito è di rilevante interesse nazionale e/o provinciale per la presenza e la riproduzione di specie animali in via di estinzione, importanti relitti glaciali, esclusive e/o tipiche delle Alpi. Presenza di invertebrati, anche prioritari, compresi nell'allegato II, indicatori di boschi con elevato grado di naturalità.

Altre caratteristiche

Parte più elevata (dal limite del bosco fino alla fascia alpina) della catena del Lagorai tra Passo Manghen e Cima Cece, costituita da un susseguirsi di crinali e vette, con vasti ambienti rupestri e praterie d'altitudine. Il substrato è completamente porfirico. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Caricetalia curvulae 20%, Caricion fuscae (1%).

Protezione e conservazione
Habitat
6
Misure
10
Minacce
5

Misure di conservazione

Evitare le captazioni idriche, le bonifiche, i drenaggi e qualsiasi altro intervento potenzialmente in grado di modificare il livello della falda.

Minacce e motivazioni

Il sito conserva ancora un carattere selvaggio e quindi al momento non si ravvedono particolari elementi di disturbo. Va comunque segnalata una pressione turistica crescente lungo le alcune direttrici escursionistiche, che vale la pena monitorare. In alcuni punti si può notare una ripresa del bosco a scapito delle praterie subalpine, nell’ambito di una dinamica del tutto naturale. Le rare e circoscritte zone pascolive tradizionali vanno salvaguardate e gestite secondo le buone pratiche alpicolturali.

Habitat interessati
  • 3130 - Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili

Misure di conservazione

Evitare le manomissioni / trasformazioni delle sponde lacuali e della vegetazione perilacustre. Monitorare lo stato di conservazione delle zone umide, in particolare delle torbiere.

Minacce e motivazioni

Il sito conserva ancora un carattere selvaggio e quindi al momento non si ravvedono particolari elementi di disturbo. Va comunque segnalata una pressione turistica crescente lungo le alcune direttrici escursionistiche, che vale la pena monitorare. In alcuni punti si può notare una ripresa del bosco a scapito delle praterie subalpine, nell’ambito di una dinamica del tutto naturale. Le rare e circoscritte zone pascolive tradizionali vanno salvaguardate e gestite secondo le buone pratiche alpicolturali.

Habitat interessati
  • 3130 - Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili

Misure di conservazione

La gestione forestale deve essere improntata a criteri naturalistici, con particolare riguardo alla valorizzazione e conservazione di alcuni tratti di larici-cembreta con presenza di alberi monumentali o con conformazioni caratteristiche

Minacce e motivazioni

Il sito conserva ancora un carattere selvaggio e quindi al momento non si ravvedono particolari elementi di disturbo. Va comunque segnalata una pressione turistica crescente lungo le alcune direttrici escursionistiche, che vale la pena monitorare. In alcuni punti si può notare una ripresa del bosco a scapito delle praterie subalpine, nell’ambito di una dinamica del tutto naturale. Le rare e circoscritte zone pascolive tradizionali vanno salvaguardate e gestite secondo le buone pratiche alpicolturali.

Habitat interessati
  • 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
  • 9420 - Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra

Misure di conservazione

Il mantenimento delle residue attività pastorali deve essere organizzato e supportato mediante un approccio realistico che preveda comunque una regolare turnazione delle superfici percorse dalle greggi, evitando stabulazioni prolungate e ripetute nelle medesime aree e cercando di favorire una omogenea redistribuzione delle deiezioni ed un prelievo uniforme delle risorse foraggere.

Minacce e motivazioni

Il sito conserva ancora un carattere selvaggio e quindi al momento non si ravvedono particolari elementi di disturbo. Va comunque segnalata una pressione turistica crescente lungo le alcune direttrici escursionistiche, che vale la pena monitorare. In alcuni punti si può notare una ripresa del bosco a scapito delle praterie subalpine, nell’ambito di una dinamica del tutto naturale. Le rare e circoscritte zone pascolive tradizionali vanno salvaguardate e gestite secondo le buone pratiche alpicolturali.

Habitat interessati
  • 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
  • 6150 - Formazioni erbose boreo-alpine silicicole

Misure di conservazione

Monitorare la pressione turistica, mantenere i flussi lungo la sentieristica segnalata, prevenendone i fenomeni di concentrazione.

Minacce e motivazioni

Il sito conserva ancora un carattere selvaggio e quindi al momento non si ravvedono particolari elementi di disturbo. Va comunque segnalata una pressione turistica crescente lungo le alcune direttrici escursionistiche, che vale la pena monitorare. In alcuni punti si può notare una ripresa del bosco a scapito delle praterie subalpine, nell’ambito di una dinamica del tutto naturale. Le rare e circoscritte zone pascolive tradizionali vanno salvaguardate e gestite secondo le buone pratiche alpicolturali.

Habitat interessati
  • 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 6150 - Formazioni erbose boreo-alpine silicicole

Misure di conservazione

Evitare nei periodi di riproduzione e di cova ogni forma di disturbo nei pressi di nidi occupati e nelle vicinanze delle arene di canto (Gallo forcello), ad es. lavori forestali, riprese fotografiche e osservazione diretta non a scopo scientifico, evitando la costruzione nelle immediate vicinanze di opere o infrastrutture che possano incidere negativamente sulle specie.

Misure di conservazione

Nelle piccole aree forestali comprese nel sito, laddove praticata Promuovere l’adozione di criteri di gestione forestale basati sulla selvicoltura naturalistica attenta alla conservazione delle piante deperienti con cavità naturali, all’articolazione strutturale del bosco, al mantenimento di piante ad alto fusto utilizzate come posatoi, al rispetto delle specie eduli, alla conservazione in bosco di formicai e necromassa vegetale.

Misure di conservazione

Il mantenimento delle residue attività pastorali deve essere organizzato e supportato mediante un approccio realistico che preveda comunque una regolare turnazione delle superfici percorse dalle greggi, evitando stabulazioni prolungate e ripetute nelle medesime aree e cercando di favorire una omogenea redistribuzione delle deiezioni ed un prelievo uniforme delle risorse foraggere.

Misure di conservazione

È’vietata la raccolta di Artemisia genipi e delle specie del gruppo Licopodium sp° La raccolta delle erbe officinali/utili è regolamentata nell’ambito della legislazione provinciale. Per quanto riguarda l’arnica è comunque necessario provvedere al monitoraggio delle popolazioni delle specie interessate e delle quantità di prelievo autorizzato, stabilendo ove necessario appropriati limiti o sospensioni della raccolta.

Misure di conservazione

Va programmato il monitoraggio delle specie di fauna inferiore per conoscere la reale consistenza delle popolazioni e il loro stato di conservazione.

Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
10
Specie (Direttiva)
72
Pressioni/Minacce
3
Classi habitat
8
Mappa delle osservazioni