Rosalia alpina
Tassonomia
  • Regno: Animalia
  • Phylum: Arthropoda
  • Classe: Insecta
  • Ordine: Coleoptera
  • Famiglia: Cerambycidae
  • Genere: Rosalia
Statistiche

Numero osservazioni: 24

Specie segnalata in 0 aree protette, 0 habitat e in 2 database

Liste Rosse
  • Regionale: NT (Near Treathened - Quasi minacciata)
Protezione internazionale
  • Convenzione di Berna
    • II (Appendice II)
  • Direttiva Habitat (92/43/EEC)
    • II (Allegato II)
    • IV (Allegato IV)
Descrizione generale (habitat, ecologia, minacce)

La Rosalia alpina è una specie ampiamente distribuita nell’Europa centro-meridionale, dalla Scandinavia meridionale fino all’Italia, alla Grecia e ad alcune aree isolate dell’Anatolia. La specie è inserita nell'allegato II e IV della Direttiva Habitat e nell'allegato II della Convenzione di Berna. In Italia è presente lungo tutta la penisola, fatta eccezione per la Valle d’Aosta e la Sardegna, e si trova anche nell’intero arco alpino, lungo l’Appennino e in Sicilia, ma sempre con popolazioni sparse e frammentate. Nonostante l’ampio areale, è considerata una specie rara poiché le sue popolazioni sono generalmente poco numerose e localizzate.

L’adulto ha caratteristiche eco-etologiche variabili in base ad altitudine, latitudine e caratteristiche climatiche, ma in generale lo sfarfallamento dell’adulto avviene tra maggio e agosto, anche se in Italia il periodo di maggiore attività è compreso tra luglio ed agosto.

La specie è legata alla faggeta matura, con alberi senescenti e morti, in piedi o a terra, di grandi dimensioni: l’adulto è attivo durante il giorno e si nutre degli essudati dei tronchi o di frutti maturi.

La femmina depone le uova nel legno secco privo di corteccia di alberi maturi e senescenti, ma ancora vivi, ricchi di legno in vari stadi di decadimento, con una netta propensione per alberi ben esposti al sole.

Una volta fuoriuscita dall’uovo, la larva scava delle gallerie di alimentazione nello xilema della pianta ospite, rimanendovi per circa 2-3 anni sino al termine dello sviluppo.

Stato di conservazione

La specie è stata segnalata in 5 siti: Monte Baldo, Piccole Dolomiti, Monti Lessini (Tagliapietra e Zanocco, 1998), Tonadico (Gobbi et al. 2007), Santa Caterina (Trento) (von Peez & Kahlen, 1977) e nei seguenti habitat:

Le principali minacce sono rappresentate dalla perdita e dalla frammentazione degli habitat idonei, soprattutto a causa delle pratiche forestali che prevedono la rimozione dei grandi alberi in fase di deperimento.