Il cervo volante è una specie presente in gran parte d’Europa: si estende dalle regioni meridionali di Inghilterra e Svezia fino al nord della penisola iberica, all’Italia, alla Grecia e all’Anatolia. La specie è inserita nell'allegato II della Direttiva Habitat e nell'allegato II della Convenzione di Berna. In Italia è diffuso dal nord fino al centro della penisola, raggiungendo la Campania sul versante tirrenico e le Marche su quello adriatico, con popolazioni che localmente possono risultare anche abbondanti.
La specie è tipica dei querceti maturi, con vecchi alberi di grandi dimensioni, anche se può colonizzare anche altre specie arboree come Pioppi, Salici, Faggi, Tigli, Ippocastani, Castagni, Frassini: vive anche in parchi e viali urbani.
In Italia l’adulto compare solitamente a fine maggio, rimane attivo per circa 3-4 settimane e il periodo di volo si protrae al massimo fino ad agosto inoltrato, nutrendosi della linfa degli alberi o di frutta matura.
Il maschio è attivo principalmente al tramonto ed è spesso osservabile in volo, mentre la femmina può essere più facilmente osservata mentre si sposta a terra. Durante il periodo riproduttivo i maschi ingaggiano lunghi duelli utilizzando le grandi mandibole.
La femmina depone le uova in prossimità dell'apparato radicale di grossi alberi e le larve si sviluppano all’interno del tronco in decomposizione, scavando gallerie e nutrendosi del legno morto: lo sviluppo larvale è molto lungo richiedendo anche fino a 6-7 anni, al termine dei quali costruiscono una celletta formata da detriti di legno e terriccio, dove si impupano.
