Phengaris arion - Licena azzurra del timo
Tassonomia
  • Regno: Animalia
  • Phylum: Arthropoda
  • Classe: Insecta
  • Ordine: Lepidoptera
  • Famiglia: Lycaenidae
  • Genere: Maculinea
Statistiche

Numero osservazioni: 55

Specie segnalata in 0 aree protette, 4 habitat e in 1 database

Liste Rosse
  • Regionale: LC (Least Concern - Minor preoccupazione)
Protezione internazionale

Nessuna informazione specifica sulla protezione internazionale disponibile per questo taxon.

Descrizione generale (habitat, ecologia, minacce)

La Licena azzurra del timo è ampiamente diffusa in tutto il settore temperato dell’Eurasia, ad eccezione delle più estreme regioni orientali e, in Europa, del Portogallo, Irlanda, Islanda e Scandinavia nord-occidentale. La specie e segnalata in tutta Italia, dall’arco alpino agli Appennini fino alla Sila e risulta essere assente nelle isole. Si trova all'interno dell'allegato IV della Direttiva Habitat e dell'allegato II della Convenzione di Berna.

La specie vive su pendii erbosi ardi e soleggiati, a quote comprese tra 200 ad oltre 2000 m sulle Alpi, e può colonizzare una grande varietà di ambienti, da quelli sub-mediterranei a quelli sub-alpini: l’adulto vola per alcune settimane da fine giugno a fine luglio e la femmina depone le uova all’interno dei boccioli florali di Thymus spp. nelle popolazioni alpine e di Origanum vulgare nelle popolazioni mediterranee.

Dopo aver trascorso 10-15 giorni nutrendosi sulla pianta ospite, la larva, essendo la specie parassita obbligata delle formiche delle specie Myrmica scabrinodis e M. sabuleti, si lascia cadere al suolo, in attesa di essere raccolta da operaie della formica ospite ed essere trasportata nel formicaio, dove diviene carnivora, predando larve e pupe della formica.

Benché la larva induca le operaie della formica a raccoglierla, la sua sopravvivenza sino allo stadio adulto dipende molto dalla specie di formica che la accudirà: le singole popolazioni sono monofaghe e parassite di una sola specie di Myrmica.

Stato di conservazione

La specie è stata segnalata in circa 20 siti e nei seguenti habitat:

Il declino di questa specie è legato soprattutto alla complessità del suo ciclo biologico che prevede un buono stato di salute sia delle piante nutrici che delle specie di formica ospite indispensabile per il suo sviluppo. Le cause più importanti di minaccia le sono costituite dalla modernizzazione delle pratiche colturali, dall’eccesso di pascolo o, viceversa, dalla riforestazione delle radure causata dall’abbandono dei pascoli.