Il gambero di fiume è inserito all'interno degli allegati II e IV della Direttiva Habitat e nell'allegato III della Convezione di Berna. Si tratta di una specie tipica dell’Europa occidentale, con distribuzione che si estende dalla Spagna nord-occidentale al Montenegro, e dalla Scozia alla penisola iberica.
In molte aree, la sua presenza è frutto di introduzioni storiche, come nel caso del Regno Unito e dell’Irlanda, dove fu traslocato dai monaci francesi in epoca medievale.
Attualmente, l’areale è in contrazione.
In Italia è diffuso, ma con popolazioni piccole e frammentate, su gran parte della penisola, dagli ambienti costieri alle aree montane, escluse Sicilia e piccole isole. In Sardegna è presente probabilmente per introduzione recente.
La specie abita fiumi, torrenti, laghi, anche artificiali e canali, fra i 90 e i 1050 metri di quota, ma le acque devono essere fresche e non inquinate: la sua presenza è, infatti, indicatrice di buona e/o ottima qualità ambientale dei corpi idrici.
La maturità sessuale viene raggiunta alla terza-quarta estate di vita, quando i maschi raggiungono una lunghezza di circa 6-7 cm e le femmine 5,5-6 cm: la stagione riproduttiva è quella autunnale.
Una volta fecondate le uova, le femmine si ritirano in un rifugio idoneo da cui non usciranno sino al termine dell’incubazione, che a seconda delle caratteristiche termiche delle acque può variare dai quattro ai sette mesi. Al termine del periodo, in primavera, dalle uova nasceranno piccole larve, lunghe 6-8 mm dall’aspetto simile ad un gambero adulto, che durante primi giorni di vita rimangono adese al corpo della madre.
Dopo una settimana avviene la prima muta e inizia la vita libera delle larve di 2° fase: durante il primo anno di vita questi piccoli gamberetti compiranno 5-6 mute.
I gamberi d’acqua dolce possono vive fino a 10 anni e raggiungere una lunghezza di circa 12 cm con un peso di 70-80 grammi.
