Leucorrhinia pectoralis
Tassonomia
  • Regno: Animalia
  • Phylum: Arthropoda
  • Classe: Insecta
  • Ordine: Odonata
  • Famiglia: Libellulidae
  • Genere: Leucorrhinia
Statistiche

Numero osservazioni: 17

Specie segnalata in 0 aree protette, 0 habitat e in 3 database

Liste Rosse
  • Regionale: EN (Endangered - Minacciata)
Protezione internazionale
  • Convenzione di Berna
    • II (Appendice II)
  • Direttiva Habitat (92/43/EEC)
    • II (Allegato II)
    • IV (Allegato IV)
Descrizione generale (habitat, ecologia, minacce)

La Frontebianca maggiore è una specie a distribuzione euro-siberiana, presente dalla costa atlantica francese fino all’Asia centrale. A nord raggiunge la Scandinavia meridionale, mentre a sud è segnalata con piccole popolazioni nei Balcani e in Turchia. In gran parte dell’Europa è rara e con popolazioni molto isolate, mentre le aree dove è più comune sono le pianure dell’Europa centrale e orientale, dalla Germania alla Russia. In Italia, storicamente presente in Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia, è stata a lungo considerata estinta, fino al ritrovamento di piccole popolazioni inedite nel 2012 in provincia di Trento e Bolzano.

Specie legata ad ambienti con acque stagnanti, pulite e poco profonde, acide e mesotrofiche, prive di fauna ittica e situate all’interno di torbiere, brughiere o paludi circondate da zone boschive.

Il periodo di volo degli adulti è compreso fra fine aprile e metà agosto, con un picco di abbondanza tra fine maggio e metà giugno. Solitamente gli adulti sono fedeli ai luoghi di nascita, ma hanno una buona capacità di dispersione per colonizzare nuovi ambienti.

Le uova si schiudono in sei settimane e le ninfe completano il loro sviluppo in due-tre anni, nascoste tra la vegetazione acquatica o nel fango.

Stato di conservazione

La specie è inserita negli allegati II e IV della Direttiva Habitat e nell'allegato II della Convenzione di Berna e si riscontra nei seguenti habitat:

Il principale fattore limitante delle popolazioni alpine è costituito dall’isolamento delle piccole popolazioni relitte e dal degrado degli habitat acquatici, oltre che dall’immissione di specie alloctone (pesci e/o crostacei) e dall’inquinamento diffuso provocato dall’agricoltura intensiva.