Eriogaster catax
Tassonomia
  • Regno: Animalia
  • Phylum: Arthropoda
  • Classe: Insecta
  • Ordine: Lepidoptera
  • Famiglia: Lasiocampidae
  • Genere: Eriogaster
Statistiche

Numero osservazioni: 9

Specie segnalata in 0 aree protette, 0 habitat e in 2 database

Liste Rosse
  • Regionale: NE (Not Evaluated - Non valutata)
Protezione internazionale
  • Convenzione di Berna
    • II (Appendice II)
  • Direttiva Habitat (92/43/EEC)
    • II (Allegato II)
    • IV (Allegato IV)
Descrizione generale (habitat, ecologia, minacce)

Il Bombice del prugnolo ha una distribuzione sud-europea, limitata a parti del versante mediterraneo della penisola iberica, Francia centro meridionale, arco alpino fino alle sue propaggini settentrionali, Italia, Cecoslovacchia, Romania e tutta la penisola balcanica, spingendosi ad est fino alla foce del Danubio. È assente dalle isole mediterranee.

La specie è ampiamente distribuita in tutta la nostra penisola, ma considerata poco comune. Più frequente sull’Appennino rispetto alle regioni alpine e prealpine, probabilmente è più comune di quanto si creda, considerando la frequenza con cui vengono trovate le larve rispetto agli adulti.

In Italia, E. catax è diffusa dal livello del mare fino a 1100 m di quota, legata a formazioni arbustive dominate da prugnolo (Prunus spinosa) e biancospino (Crataegus spp.).

La specie presenta una sola generazione annuale: l’adulto vola dalla tarda estate all’inizio dell’autunno e la femmina depone le uova in piccoli gruppi, spesso alla biforcazione dei rami e distanziati gli uni dagli altri, che schiuderanno nella primavera successiva.

Le larve sono gregarie fino al secondo o terzo stadio e costruiscono un nido sericeo di colore biancastro, nutrendosi soprattutto di prugnolo e biancospino: la metamorfosi avviene verso la fine della primavera, all’interno di un bozzolo.

Stato di conservazione

La specie è inserita negli allegati II e IV della Direttiva Habitat e nell'allegato II della Convenzione di Berna.

È stata segnalata solo in 2 siti in epoca storica e nei seguenti habitat:

  • agroecosistemi estensivi con siepi plurispecifiche

I principali fattori di minaccia sono rappresentati dall’alterazione e dalla frammentazione degli arbusteti a cui la specie è legata, dalla rimozione delle siepi tra i campi e dall’utilizzo di pesticidi, in generale dall’intensificazione delle pratiche agricole. Inoltre la specie risulta essere disturbata dall’eccessivo inquinamento luminoso che può interferire con il suo comportamento.