Valle del Vanoi
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 32,46 km²
- Tipo: ZSC
- Codice: IT3120143
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 32,46 km²Qualità
Sito di grande importanza per la presenza di boschi di abete bianco, in regressione su tutta la catena alpina. Nei differenti siti censiti, sono sviluppate associazioni diverse di abete bianco. Il sito è di rilevante interesse nazionale e/o provinciale per la presenza e la riproduzione di specie animali in via di estinzione, importanti relitti glaciali, esclusive e/o tipiche delle Alpi.
Altre caratteristiche
Settore della Valle del Vanoi nel gruppo di Cima d'Asta (Trentino orientale), con foreste di abete bianco sviluppate nella fascia altitudinale dell'abete rosso. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Calamagrosti - Abietetum.
Protezione e conservazione
Evitare le captazioni idriche, le bonifiche, i drenaggi e qualsiasi altro intervento potenzialmente in grado di modificare il livello della falda. se non per motivate esigenze di sicurezza idraulica/idrogeologica di versante.
Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche silvopastorali, si assiste ad un graduale ritorno ad un carattere di “wilderness”. Le successioni vegetazionali vanno verso popolamenti ad elevata naturalità, si affermano nuclei di bosco notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Contemporaneamente, per un processo di riforestazione spontanea, si vanno perdendo spazi prativi e pascolivi (soprattutto in destra orografica).
Habitat interessati
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
- 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
- 3130 - Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea
- 3220 - Fiumi alpini con vegetazione riparia erbacea
- 3240 - Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
Valorizzare e conservare le formazioni a ontano bianco/salici e quelle a latifoglie nobili.
Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche silvopastorali, si assiste ad un graduale ritorno ad un carattere di “wilderness”. Le successioni vegetazionali vanno verso popolamenti ad elevata naturalità, si affermano nuclei di bosco notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Contemporaneamente, per un processo di riforestazione spontanea, si vanno perdendo spazi prativi e pascolivi (soprattutto in destra orografica).
Ridurre progressivamente le specie sostitutive e riequilibrare la composizione di peccete e lariceti secondari.
Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche silvopastorali, si assiste ad un graduale ritorno ad un carattere di “wilderness”. Le successioni vegetazionali vanno verso popolamenti ad elevata naturalità, si affermano nuclei di bosco notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Contemporaneamente, per un processo di riforestazione spontanea, si vanno perdendo spazi prativi e pascolivi (soprattutto in destra orografica).
Mantenere le formazioni ad abete bianco migliorandone la funzionalità ecologica attraverso interventi selvicolturali mirati. Garantire un’idonea tutela degli alberi e dei nuclei arborei notevoli per dimensioni, portamento età ecc.
Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche silvopastorali, si assiste ad un graduale ritorno ad un carattere di “wilderness”. Le successioni vegetazionali vanno verso popolamenti ad elevata naturalità, si affermano nuclei di bosco notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Contemporaneamente, per un processo di riforestazione spontanea, si vanno perdendo spazi prativi e pascolivi (soprattutto in destra orografica).
Incentivare quelle residue attività pastorali e di sfalcio, condotte in modo regolamentato, che garantiscono il mantenimento della diversificazione paesaggistica ed ecologica.
Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche silvopastorali, si assiste ad un graduale ritorno ad un carattere di “wilderness”. Le successioni vegetazionali vanno verso popolamenti ad elevata naturalità, si affermano nuclei di bosco notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Contemporaneamente, per un processo di riforestazione spontanea, si vanno perdendo spazi prativi e pascolivi (soprattutto in destra orografica).
Evitare nei periodi di riproduzione e di cova ogni forma di disturbo nei pressi di nidi occupati e nelle vicinanze delle arene di canto (Gallo forcello), ad es. lavori forestali, riprese fotografiche e osservazione diretta non a scopo scientifico, evitando la costruzione nelle immediate vicinanze, evitando la costruzione nelle immediate vicinanze opere o infrastrutture che possano incidere negativamente sulle specie
Evitare le trasformazioni del regime idrico naturale (es: regimazione corsi d’acqua, sistemazioni idrauliche non necessarie, cementificazioni, ecc. se non per motivate esigenze di sicurezza idraulica/idrogeologica di versante
Incentivare le residue attività pastorali e di sfalcio del fondovalle, condotte in modo regolamentate, che garantiscano il mantenimento della diversificazione paesaggistica.
Promuovere l’adozione di criteri di gestione forestale basati sulla selvicoltura naturalistica attenta alla conservazione delle piante deperienti e/o con cavità naturali, alla valorizzazione dell’abete bianco, all’articolazione strutturale del bosco, al mantenimento di piante ad alto fusto utilizzate come posatoi, al rispetto delle specie eduli, alla conservazione in bosco di formicai e necromassa vegetale.
È’vietata la raccolta di Artemisia genipi e delle specie del gruppo Licopodium sp° La raccolta delle erbe officinali/utili è regolamentata nell’ambito della legislazione provinciale. Per quanto riguarda l’arnica è comunque necessario provvedere al monitoraggio delle popolazioni delle specie interessate e delle quantità di prelievo autorizzato, stabilendo ove necessario appropriati limiti o sospensioni della raccolta.
Va programmato il monitoraggio delle specie di fauna inferiore per conoscere la reale consistenza delle popolazioni e il loro stato di conservazione.
Direttiva Habitat (Natura 2000)