IT3120142 / Val Campelle
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 11,36 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 4
Specie in Direttiva Uccelli: 7
Qualità

Sito di grande importanza per la presenza di boschi di abete bianco, in regressione su tutta la catena alpina. Nei differenti siti censiti, sono sviluppate associazioni diverse di abete bianco. Il sito è di rilevante interesse nazionale e/o provinciale per la presenza e la riproduzione di specie animali in via di estinzione, importanti relitti glaciali, esclusive e/o tipiche delle Alpi.

Altre caratteristiche

Versante della Val Campelle nel gruppo del Lagorai (Trentino orientale), con foreste di abete bianco che si pongono a contatto, al loro limite superiore, con foreste di abete rosso e di pino cembro. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Vaccinio - Abietetum.

Protezione e conservazione
Habitat
13
Misure
14
Minacce
6

Misure di conservazione

Non sono ammesse le bonifiche, i drenaggi e qualsiasi altro intervento potenzialmente in grado di modificare il livello della falda. Sono ammesse esclusivamente in aree non collegate ecologicamente alle torbiere, captazioni idriche ad uso potabile o a servizio delle attività di malga, o rimessa in funzione di vecchi drenaggi e incanalamenti di acque in aree pascolive, .nei termini e con modalità da stabilire mediante valutazione di incidenza.

Minacce e motivazioni

Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche pastorali e ai cambiamenti nelle modalità di conduzione delle stesse, si assiste ad una riduzione degli spazi prativi e pascolivi aperti per un processo di riforestazione spontanea, e a una concentrazione delle attività pastorali residue nelle zone più convenienti. Nelle aree di torbiera in Val di Caldenave ad esempio le attività di pascolamento arrivano ad incidere sui delicati ambienti turficoli. Le successioni vegetazionali tendono attualmente a ripristinare le originarie condizioni naturali, si affermano nuclei di bosco (nella parte più interna anche di pino cembro) notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Le numerose ampie fratte da vento riforestate necessitano di un graduale riequilibrio compositivo, così come le peccete e i lariceti secondari. Nelle aree di minor quota si assiste ad una riaffermazione delle latifoglie.

Habitat interessati
  • 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 3220 - Fiumi alpini con vegetazione riparia erbacea
  • 3240 - Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili

Misure di conservazione

Evitare l’apporto di azoto e di altri minerali in grado di favorire fenomeni di eutrofizzazione.

Minacce e motivazioni

Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche pastorali e ai cambiamenti nelle modalità di conduzione delle stesse, si assiste ad una riduzione degli spazi prativi e pascolivi aperti per un processo di riforestazione spontanea, e a una concentrazione delle attività pastorali residue nelle zone più convenienti. Nelle aree di torbiera in Val di Caldenave ad esempio le attività di pascolamento arrivano ad incidere sui delicati ambienti turficoli. Le successioni vegetazionali tendono attualmente a ripristinare le originarie condizioni naturali, si affermano nuclei di bosco (nella parte più interna anche di pino cembro) notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Le numerose ampie fratte da vento riforestate necessitano di un graduale riequilibrio compositivo, così come le peccete e i lariceti secondari. Nelle aree di minor quota si assiste ad una riaffermazione delle latifoglie.

Habitat interessati
  • 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
  • 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 3220 - Fiumi alpini con vegetazione riparia erbacea
  • 3240 - Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6520 - Praterie montane da fieno
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili

Misure di conservazione

L’attività di pascolo va contenuta e monitorata laddove si svolge a carico di habitat umidi, specialmente di torbiera Essa va invece concretamente incentivata e facilitata nelle aree olive asciutte, quale presidio di biodiversità, se di tipo tradizionale e regolamentato con idonee turnazioni, evitando stabulazioni prolungate e ripetute nelle medesime aree e cercando di favorire una omogenea redistribuzione delle deiezioni ed un prelievo uniforme delle risorse foraggere.

Minacce e motivazioni

Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche pastorali e ai cambiamenti nelle modalità di conduzione delle stesse, si assiste ad una riduzione degli spazi prativi e pascolivi aperti per un processo di riforestazione spontanea, e a una concentrazione delle attività pastorali residue nelle zone più convenienti. Nelle aree di torbiera in Val di Caldenave ad esempio le attività di pascolamento arrivano ad incidere sui delicati ambienti turficoli. Le successioni vegetazionali tendono attualmente a ripristinare le originarie condizioni naturali, si affermano nuclei di bosco (nella parte più interna anche di pino cembro) notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Le numerose ampie fratte da vento riforestate necessitano di un graduale riequilibrio compositivo, così come le peccete e i lariceti secondari. Nelle aree di minor quota si assiste ad una riaffermazione delle latifoglie.

Habitat interessati
  • 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6520 - Praterie montane da fieno
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili

Misure di conservazione

Valorizzare e conservare anche mediante idonei interventi selvicolturali le latifoglie mesofile e mesoigrofile, in particolare l’ontano bianco e le latifoglie nobili.

Minacce e motivazioni

Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche pastorali e ai cambiamenti nelle modalità di conduzione delle stesse, si assiste ad una riduzione degli spazi prativi e pascolivi aperti per un processo di riforestazione spontanea, e a una concentrazione delle attività pastorali residue nelle zone più convenienti. Nelle aree di torbiera in Val di Caldenave ad esempio le attività di pascolamento arrivano ad incidere sui delicati ambienti turficoli. Le successioni vegetazionali tendono attualmente a ripristinare le originarie condizioni naturali, si affermano nuclei di bosco (nella parte più interna anche di pino cembro) notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Le numerose ampie fratte da vento riforestate necessitano di un graduale riequilibrio compositivo, così come le peccete e i lariceti secondari. Nelle aree di minor quota si assiste ad una riaffermazione delle latifoglie.

Habitat interessati
  • 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)

Misure di conservazione

Mantenere le formazioni ad abete bianco migliorandone la unzionalità ecologica attraverso interventi selvicolturali mirati.

Minacce e motivazioni

Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche pastorali e ai cambiamenti nelle modalità di conduzione delle stesse, si assiste ad una riduzione degli spazi prativi e pascolivi aperti per un processo di riforestazione spontanea, e a una concentrazione delle attività pastorali residue nelle zone più convenienti. Nelle aree di torbiera in Val di Caldenave ad esempio le attività di pascolamento arrivano ad incidere sui delicati ambienti turficoli. Le successioni vegetazionali tendono attualmente a ripristinare le originarie condizioni naturali, si affermano nuclei di bosco (nella parte più interna anche di pino cembro) notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Le numerose ampie fratte da vento riforestate necessitano di un graduale riequilibrio compositivo, così come le peccete e i lariceti secondari. Nelle aree di minor quota si assiste ad una riaffermazione delle latifoglie.

Habitat interessati
  • 9110 - Faggeti del Luzulo-Fagetum
  • 9130 - Faggeti dell’Asperulo-Fagetum

Misure di conservazione

Rispetto degli alberi e dei nuclei arborei notevoli per dimensioni, portamento età ecc

Minacce e motivazioni

Di fronte ad una tendenza all’abbandono delle tradizionali pratiche pastorali e ai cambiamenti nelle modalità di conduzione delle stesse, si assiste ad una riduzione degli spazi prativi e pascolivi aperti per un processo di riforestazione spontanea, e a una concentrazione delle attività pastorali residue nelle zone più convenienti. Nelle aree di torbiera in Val di Caldenave ad esempio le attività di pascolamento arrivano ad incidere sui delicati ambienti turficoli. Le successioni vegetazionali tendono attualmente a ripristinare le originarie condizioni naturali, si affermano nuclei di bosco (nella parte più interna anche di pino cembro) notevoli per imponenza, portamento, statura ecc. Le numerose ampie fratte da vento riforestate necessitano di un graduale riequilibrio compositivo, così come le peccete e i lariceti secondari. Nelle aree di minor quota si assiste ad una riaffermazione delle latifoglie.

Habitat interessati
  • 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
  • 9420 - Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra

Misure di conservazione

Evitare l’apporto nei sistemi acquatici di azoto e di altri elementi inquinanti per lo più derivanti dall’agricoltura o pastorizia intensive o da scarichi fognari/reflui.

Misure di conservazione

Evitare manomissioni del regime idrico naturale dei rivi e torrenti principali (arginature, bonifiche, canalizzazioni) se non per motivate ragioni di difesa idraulica/idrogeologica.

Misure di conservazione

Evitare ogni forma di disturbo nei pressi di nidi occupati e nelle vicinanze delle arene di canto (Gallo forcello), ad es. lavori forestali, riprese fotografiche e osservazione diretta non a scopo scientifico.

Misure di conservazione

Conservare in maniera generalizzata l’abete bianco, in quanto essenza arborea preferita dai picidi per lo scavo delle cavità di nidificazione, successivamente utilizzate dalla civetta caporosso o da altri animali minori.

Misure di conservazione

Promuovere l’adozione di criteri di gestione forestale basati sulla selvicoltura naturalistica attenta alla conservazione delle piante deperienti con cavità naturali, all’articolazione strutturale del bosco, al rispetto degli alberi e i nuclei notevoli per dimensioni, portamento età ecc, al mantenimento di piante posatoio, al rispetto delle specie eduli, alla conservazione in bosco di formicai e necromassa vegetale.

Misure di conservazione

Mantenere e incentivare le attività di sfalcio/pascolo con i criteri di cui sopra.

Misure di conservazione

È’vietata la raccolta delle specie del gruppo Licopodium sp e Sphagnum sp. La raccolta delle erbe officinali/utili è regolamentata nell’ambito della legislazione provinciale. Per quanto riguarda l’arnica è comunque necessario provvedere al monitoraggio delle popolazioni delle specie interessate e delle quantità di prelievo autorizzato, stabilendo ove necessario appropriati limiti o sospensioni della raccolta.

Misure di conservazione

Va programmato il monitoraggio delle specie di fauna inferiore per conoscere la reale consistenza delle popolazioni e il loro stato di conservazione.

Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
14
Specie (Direttiva)
60
Pressioni/Minacce
4
Classi habitat
6
Mappa delle osservazioni