Torbiere di Monte Sous
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,99 km²
- Tipo: ZSC
- Codice: IT3120058
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,99 km²Qualità
Sito di eccezionale interesse, per le numerose e vaste torbiere sparse nella pecceta, in parte sviluppata sugli strati torbosi (esempio di taiga alpina), assolutamente raro in tutto il versante meridionale delle Alpi. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili, nonchè di interesse ornitologico per la presenza di specie tipiche dell'avifauna alpina.
Altre caratteristiche
Complesso di torbiere sui rilievi montuosi dell'alta Val di Non sviluppate in posizione di pendio, di sella e in un circo glaciale a morfologia poco accentuata, tutte in vaste radure nel bosco di abete rosso e larice. La vegetazione è quella delle torbiere piane fonticole, delle torbiere di transizione e delle torbiere alte; sul bordo esterno di alcune torbiere sono presenti anche lembi di pecceta su torba (torbiere boscate).
Protezione e conservazione
Mantenere inalterate le condizioni idrologiche del biotopo, evitando qualsiasi intervento potenzialmente in grado di abbassare il livello della falda.
Gli ambienti più sensibili del biotopo sono costituiti da un complesso di torbiere che si trovano nella parte nord-orientale dell'area protetta. In passato questa zona è stata parzialmente interessata dai lavori per la realizzazione della strada forestale di malga Castrin. La strada può avere avuto un impatto negativo sull’equilibrio idrologico delle torbiere, ma attualmente tutto fa pensare che si sia ripristinata una situazione di stabilità.
Sarebbe opportuno vigilare affinché il disturbo connesso con la frequentazione occasionale dell’area (soprattutto nel periodo di raccolta funghi) rimanga comunque basso. Evitare che il pur limitato disturbo legato alle utilizzazioni forestali e alle operazioni di esbosco rimangano limitate e comunque al di fuori delle torbiere. Nel caso dei pastori di malga Castrin sarebbe importante ribadire l'importanza delle torbiere al fine di evitare stazionamenti delle mandrie troppo prolungati che potrebbero apportare un eccessivo carico di sostanza organica e/o procurare danni al cotico erboso di queste delicate formazioni vegetali.
Il biotopo non pare attualmente interessato da turbative ambientali significative. La presenza della strada forestale sul lato nord-orientale, non sembra determinare una frequentazione antropica capace di incidere negativamente sull’ecosistema; infatti sono stati osservati solo pochi segni di calpestio nella zona umida (dovuti forse a cercatori di funghi). Tale situazione è da porre in relazione soprattutto al fatto che l'area protetta può essere raggiunta dagli autoveicoli esclusivamente tramite strade a transito limitato, e a piedi solo con un lungo percorso: questo ha fino ad oggi scongiurato forme di massiccia frequentazione turistica, estremamente pericolose per i delicati equilibri della torbiera. Anche la presenza di malga Castrin a ca. 750 m di distanza in direzione nord-nord-ovest non sembra influire negativamente sul biotopo, che risulta pascolato in maniera molto limitata e occasionale essendo inserito in un contesto boscato e dallo scarso valore pabulare.
Habitat interessati
- 91D0* - Torbiere boscate
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 7110* - Torbiere alte attive
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
Promuovere la selvicoltura naturalistica, ad esempio con rilascio permanente in bosco di alberi superiori ai 90 cm di diametro e di un numero indicativo di 15-20 piante adulte ad ettaro (tali soggetti potranno anche essere segnati). Rilascio in bosco di necromassa da schianti o morie naturali in quantità indicativa pari a 10 mc/ha. Riduzione del periodo delle utilizzazioni forestali, escludendo le stagioni invernale e primaverile. È infine da evitare l’ulteriore frammentazione della pecceta con infrastrutturazioni o cambi di copertura.
La pecceta rappresenta la struttura base che caratterizza la quasi totalità della superficie del biotopo. Per quanto meno pregevole dal punto di vista floristico- vegetazionale rispetto agli ambienti di torbiera, riveste un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli quali picidi e strigidi, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intera area protetta.
Habitat interessati
- 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
Direttiva Habitat (Natura 2000)