Torbiere del Lavazé
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,19 km²
- Tipo: ZSC
- Codice: IT3120169
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,19 km²Qualità
Area umida distribuita in due aree separate e di indubbio interesse botanico, confermato dalle numerose specie ivi osservate e dalla varietà di raggruppamenti vegetali. Numerose le specie di vertebrati presenti.
Altre caratteristiche
Torbiera di elevato interesse floristico-vegetazionale situata in Val di Fiemme nei pressi del Passo di Lavazè. L'area umida è circondata da pascoli e boschi di peccio e pino cembro ed è collegata ad un'altra area torbosa, il Becco della Palua, da un'apprezzabile fascia boschiva. La fauna vertebrata è ricca e varia, numerose le specie di mammiferi, uccelli, anfibi, rettili che popolano l'area. Sono presenti habitat di particolare interesse ai fini della della direttiva 92/43/CEE, in particolare quelli relativi alle formazioni torbose a sfagni.
Protezione e conservazione
Evitare la costruzione di nuove strade forestali e di piste da sci e il loro ampliamento a spese delle aree umide. Anche il mantenimento delle piste da sci deve essere rispettoso delle tipologie vegetazionali più preziose quali le torbiere, molinieti e i magnocariceti.
L'area protetta nel suo complesso è interessata dalla presenza di piste di sci nordico e di piste/impianto di sci alpino). Recentemente la strada forestale sul lato settentrionale è stata ampliata, soprattutto per consentire il transito di mezzi battipista.Il pendio palustre nel biotopo Becco della Palua è stato interessato da lavori che avevano lo scopo di creare una pista da sci nordico non in pendenza; in quel punto sono state collocate delle passerelle in legno su alcuni torrentelli.
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 7110* - Torbiere alte attive
- 4060 - Lande alpine e boreali
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7230 - Torbiere basse alcaline
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
- 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
- 9420 - Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra
Evitare le eccessive captazioni idriche e qualsiasi altro intervento potenzialmente in grado di modificare il livello della falda. Evitare i danni alla vegetazione della torbiera, in particolare ai cumuli di sfagno, a causa delle operazioni di movimentazione e battitura delle piste durante il periodo del disgelo.
Le piste da sci nordico sono fornite di impianto di innevamento artificiale.
Habitat interessati
- 7110* - Torbiere alte attive
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7230 - Torbiere basse alcaline
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
Porre delle tabelle che indichino la presenza dell'area protetta con i vincoli di legge in essa previsti. Regolamentare il calpestio dei turisti nelle aree più sensibili, incanalando gli escursionisti e i biker su percorsi stabiliti.
Il sito è localizzato nei pressi del Passo del Lavazè, un'area turistica molto frequentata sia in estate che in inverno. Segni di sentieramento e addirittura di passaggio di pneumatici (soprattutto lungo la pista di sci alpino) sono presenti all'interno dell'area protetta.
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 7110* - Torbiere alte attive
- 4060 - Lande alpine e boreali
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7230 - Torbiere basse alcaline
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
- 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
- 9420 - Foreste alpine di Larix decidua e/o Pinus cembra
Promuovere l’adozione di criteri di gestione forestale basati sulla selvicoltura naturalistica attenta alla conservazione delle piante deperienti con cavità naturali, all’articolazione strutturale del bosco con mantenimento delle radure colonizzate da cespuglieti, al mantenimento di piante ad alto fusto utilizzate come posatoi, al rispetto delle specie eduli, alla conservazione di formicai e necromassa vegetale.
Nella zona meridionale il biotopo è interessato da boschi di abete rosso e pino cembro e da cespuglieti subalpini impreziositi da presenze floristiche notevoli.
Monitorare il pascolo al fine di evitare stazionamenti delle mandrie troppo prolungati che potrebbero apportare un eccessivo carico di sostanza organica e/o procurare danni al cotico erboso delle formazioni vegetali più delicate.
L'area protetta è interessata marginalmente da pascolamento bovino, che, purché non eccessivo, rappresenta la condizione fondamentale per la conservazione delle praterie al di sotto del limite del bosco.
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 7110* - Torbiere alte attive
- 4060 - Lande alpine e boreali
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7230 - Torbiere basse alcaline
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
Monitorare e, laddove necessario, prevedere interventi manuali di contenimento (estirpazione) a carico degli abeti rossi e dei pini cembri che manifestano maggior vigore, rispettando viceversa i bonsai, deboli, in cattive condizioni vegetative e con accrescimenti molto limitati. Il materiale sradicato dovrà essere allontanato dalla torbiera (può essere rilasciato sul terreno nella pecceta limitrofa oppure esboscato).
In alcuni tratti della torbiera Selva di Ega è in atto un’invasione arborea-arbustiva a causa sia dell’affermazione di piante sparse, sia dell’avanzamento della torbiera boscata. Le giovani piantine colonizzatrici (soprattutto abeti rossi e pini cembri), si affermano singolarmente o a gruppetti di 2-3 individui sui piccoli dossi o nei tratti meno bagnati della torbiera. Il più delle volte lo sviluppo di questi individui non ha futuro e termina nel giro di pochi anni, in altri casi le piante sopravvivono per lungo tempo rimanendo però di dimensioni piccolissime ("bonsai"). Talvolta però le piante riescono a trovare le condizioni favorevoli ad un loro sviluppo (soprattutto nei punti interessati in passato dall'estrazione della torba) e cominciano a crescere più o meno rapidamente, favorendo in tal modo l’ulteriore prosciugamento della area su cui si sono stabilite e di conseguenza innescando una dinamica evolutiva di trasformazione della torbiera verso formazioni più mesofile.
Direttiva Habitat (Natura 2000)