Torbiera Lomasona
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,26 km²
- Tipo: RNP, ZSC
- Codice: IT3120069
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,26 km²Qualità
Ambiente torboso di grandissimo interesse, in buon stato di conservazione, sia per l'ubicazione in una stretta valle delimitata da pareti rocciose strapiombanti, sia per la presenza di prati umidi tipici dei substrati calcarei. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi.
Altre caratteristiche
Torbiera di forma allungata e ristretta, in posizione di fondovalle, nel Lomaso (Giudicarie esteriori) e attraversata da un ruscelletto che quasi al suo centro forma alcune pozze con vegetazione idrofitica natante e sommersa. La vegetazione della torbiera è rappresentata da prati umidi (molinieti) e palustri (cariceti), con alcuni cumuli di sfagno.
Protezione e conservazione
Sono da evitare captazioni idriche e qualsiasi altro intervento che possa abbassare il livello della falda. Per quanto riguarda la pescicoltura è fondamentale che venga previsto un sistema di controllo dell'uso delle acque, affinché per operazioni di pulizia, di disinfestazione o per ogni altro motivo non si provveda a maggiori prelievi con l'abbassamento conseguente del livello idrico nel bacino. È inoltre opportuno che venga attivato un processo di monitoraggio chimico e biochimico delle acque in ingresso e in uscita dal bacino, al fine di valutare il trend dell'eventuale inquinamento e di predisporre, nel caso, gli opportuni rimedi.
Il biotopo, forse anche a causa dell'isolamento della valle, è stato interessato solo marginalmente da interventi distruttivi. In passato c'è stato un tentativo di bonifica agricola con lo scavo di canali di drenaggio per ottenerne un prato falciato. Nella porzione mediana ad ovest è in funzione un'opera di presa di acqua, che sembra in equilibrio con la condizione idrologica assunta dalla zona umida. Va tenuto presente infine che l'attuale livello freatico del biotopo è artificiale in quanto determinato da una soglia utilizzata per regimentare le acque che transitano per la piscicoltura posta alla sua estremità settentrionale.
Habitat interessati
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
- 7230 - Torbiere basse alcaline
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
La presenza di capi bovini nel biotopo è accettabile; verificare che la dimensione dei pascoli non aumenti verso la torbiera e che i carichi zootecnici siano dimensionati con la capacità portante del luogo e quindi non influiscano negativamente sui suoi assetti fisici e biologici.
A monte del biotopo è presente malga Lomasone, i cui pascoli sono confinanti con l'area protetta. L'attività di pascolamento, limitata apparentemente a due piccoli settori, in prossimità della malga e all'estremo opposto del biotopo, pare non influisca in misura rilevante sulla struttura della zona umida.
È importante che lo sfalcio estensivo continui ad essere esercitato in modo da evitare il precoce ingresso di elementi floristici indesiderati, quali erbe dei prati abbandonati o specie arbustive e arboree (abete rosso).
Lo sfalcio estensivo dei prati al confine occidentale del biotopo é importante per la conservazione di questa tipologia ambientale.
Habitat interessati
- 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
Pur essendo fuori del biotopo si prospetta l'opportunità di risanare la vecchia cava di inerti sia con l'asporto dei rifiuti più voluminosi, sia con il ricoprimento dei rimanenti con uno strato di terriccio sul quale sia possibile il pronto recupero della vegetazione spontanea. La strada di accesso andrebbe chiusa con sbarra per evitare che continui la pratica della discarica incontrollata e per evitare di arrecare disturbo ai mammiferi che scendono dal monte verso la zona umida.
Sul margine occidentale del biotopo, servita da una strada sterrata di accesso che segna il confine nord-orientale dell'area protetta, vi è una discarica da tempo ufficialmente abbandonata, ma occasionalmente, quasi di certo impiegata per depositarvi rifiuti.
Il fragmiteto andrebbe controllato, bloccandone l’avanzata con tagli selettivi da effettuare ad esempio ogni 3-4 anni quando il terreno è ormai perfettamente gelato ma non ancora coperto di neve (fine novembre-dicembre). Questo intervento potrebbe essere effettuato alternativamente su due metà dell'area, per non sottrarre completamente l'habitat ad eventuali presenze faunistiche legate al canneto. La cannuccia ottenuta non va accumulata nella zona umida ma va allontanata dal biotopo.
Buona parte del biotopo è colonizzata da un esteso fragmiteto, che rispetto ad un recente passato appare più denso e più ricco di specie arbustive (es: frangola, abete rosso, pino silvestre). Nel prossimo futuro è presumibile un'ulteriore progressiva diffusione della cannuccia di palude e un aumento della copertura arbustiva con effetti negativi sopratutto sul molinieto e sui prati palustri a carici.
Lasciare ad evoluzione naturale l'ontaneta di ontano bianco. Attuare alcuni interventi di naturalizzazione nei rimboschimenti di peccio più recenti, evidenti per l'elevata copertura e per la disposizione in appezzamenti geometrici. Potrebbero risultare utili alcune azioni di diradamento per conferirgli un aspetto meno artificiale.
La superfici boscate presenti nel biotopo sono costituite soprattutto da un'ontaneta di ontano bianco al confine sud del sito e da alcuni rimboschimenti artificiali di peccio. Per quanto meno pregevoli dal punto di vista botanico rispetto agli ambienti di zona umida, potrebbero rivestire un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli quali picidi e strigidi, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intera area protetta.
Habitat interessati
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
Direttiva Habitat (Natura 2000)