IT3120078 / Torbiera Echen
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,08 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 1
Specie in Direttiva Uccelli: 3
Qualità

L'importanza del sito è dovuta alla contemporanea presenza in esso di due serie di vegetazione palustre: quella dei substrati organici (sugli strati di torba) e dei substrati minerali (sui depositi fluvio- glaciali). Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi.

Altre caratteristiche

Pianoro sull'Altopiano di Folgaria, con una vasta torbiera piana a Ciperacee e Graminacee (cariceti e molinieti); sul bordo orientale del pianoro sono presenti alcune doline a fondo drenante, con la vegetazione dei magnocariceti; il laghetto che si trovava al centro della torbiera ha oggi una forma geometrica, a causa di scavi parziali di torba eseguiti nel corso degli anni. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Magnocaricion (40%), Molinion (20%).

Protezione e conservazione
Habitat
5
Misure
5
Minacce
5

Misure di conservazione

È necessario evitare ulteriori tentativi di drenaggio e qualsiasi intervento che possa abbassare il livello della falda. Valutare l'opportunità di elevare gradualmente la soglia di scolmamento al livello primitivo.

Minacce e motivazioni

L'area protetta è stata interessata da diversi interventi distruttivi che hanno profondamente modificato il suo assetto idrico. Oltre all'attività estrattiva della torba, il biotopo è stato oggetto di molti tentativi di bonifica. Ad esempio all'inizio del 1900 fu effettuato lo scavo di un fosso, che ha abbassato la soglia di scolmamento della zona umida, per insediare un piccolo aeroporto di appoggio per i biplani della caccia aerea imperiale. Nel 1986 è stato approfondito l'alveo del canale emissario della torbiera allo scopo di favorire il deflusso dell'acqua stagnante, onde eliminare la presenza di insetti ematofagi, con conseguente abbassamento del livello dell'acqua. L'intervento è risultato inefficiente: le sciamature delle zanzare si sono infatti nuovamente verificate. Negli ultimi inverni infine, la scarsità di precipitazioni nevose ha fatto si che venisse attuato anche all'interno del biotopo il prelievo di neve, con ruspe e camion, per la sistemazione delle piste vicine, con inevitabili danni al cotico erboso e con il rischio di creare nuovi drenaggi con il passaggio delle macchine operatrici.

Habitat interessati
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

Il taglio della molinia può essere un intervento importante per evitare l'infeltrimento della cotica erbosa e l'ingresso di specie erbacee eccessivamente competitive. È tuttavia è opportuno che le operazioni di sfalcio siano effettuate con mezzi leggeri per non provocare danni al terreno e non prima della seconda metà di luglio, così da evitare interferenze con l’avifauna terricola che qui si potrebbe riprodurre.

Minacce e motivazioni

Documenti inoppugnabili mostrano come vi sia un continuo arretramento dei cariceti verso l'interno, cioè verso le zone più umide del biotopo. Questo fenomeno è accelerato dall'aggressività della molinia che tende a formare popolamenti puri e dominanti a scapito delle specie meno competitive.

Habitat interessati
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

È assolutamente da evitare l'ingresso di turisti e visitatori al di fuori delle stradine e del percorso di visita attualmente esistenti. Anche le piste da sci andrebbero tracciate lungo percorsi che non interessino il delicato habitat di torbiera che, come dimostrano gli studi palinologici effettuati, e’ una fonte insostituibile di conoscenza del passato sia esso riferito alla storia dell’uomo che del clima o della vegetazione dell’ambiente alpino. Un particolare aiuto, in questo tentativo di contenere e soprattutto disciplinare la presenza turistica, potrebbe essere fornito dalla piantumazione di siepi lungo le stradine ed i muretti che delimitano, in direzione settentrionale, il biotopo. Le siepi, magari intervallate da qualche essenza arborea, oltre a fungere da schermo per l'area protetta, determinerebbero un aumento della complessità ambientale e della disponibilità trofica, a tutto vantaggio della fauna. Le siepi dovrebbero essere costituite da cespugli di salice e da entità baccifere.

Minacce e motivazioni

La vicinanza con Folgaria fa si che uno tra gli impatti maggiori sull'area protetta sia rappresentata dallo sfruttamento turistico dell'area. Durante la bella stagione è in funzione un campo da golf ai suoi margini settentrionali e le carrarecce circostanti sono utilizzate per passeggiate a piedi ed a cavallo. In inverno invece la collinetta che definisce a nord la conca viene impiegata quale pista da discesa per sci e slitte ed il biotopo, oltre ad essere attraversato da una pista da fondo, è usato quale "solarium".

Habitat interessati
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

È necessario attuare uno sfalcio annuale dei lembi di prato stabile. Le operazioni di sfalcio, da effetture con mezzi leggeri, non dovranno iniziare prima della seconda metà di luglio, in modo da evitare la distruzione delle nidiate. Lo sfalcio, per quanto possibile dovrà seguire un andamento di tipo centrifugo, in modo da evitare l’accerchiamento degli animali eventualmente presenti e permettere loro di trovare rifugio nelle aree limitrofe. È importante limitare le concimazioni sia nei prati stabili all'interno del biotopo, sia soprattutto all'esterno dello stesso, per evitare l'ulteriore eutrofizzazione dell'area protetta.

Minacce e motivazioni

All'interno dei confini del biotopo sono presenti dei lembi di prato falciato, che possono ospitare specie faunistiche e floristiche notevoli. In situazioni analoghe ad esempio nella zona di Carbonare è stata segnalata la presenza di Crepis mollis, unica stazione nota per il Trentino.

Habitat interessati
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

Misure di conservazione

In tale contesto va previsto uno studio organico che prenda in esame un'area più vasta circostante la torbiera e che determini le linee guida idonee ad ottimizzare la lotta alle zanzare.

Minacce e motivazioni

Da studi di fine anni 90 si è appurata la presenza di una specie di zanzara di origine siberiana, che ha un ciclo riproduttivo molto precoce. Da circa 10 anni si è quindi attivato una controllo biologico annuale delle larve con B.T, che ha abbattuto in misura notevole le popolazioni le popolazioni. Da notare comunque che nei boschi circostanti il biotopo si formano parecchie pozze temporanee, che alimentano incontrollatamente la riproduzione..

Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
6
Specie (Direttiva)
23
Pressioni/Minacce
4
Classi habitat
6
Mappa delle osservazioni