IT3120082 / Taio di Nomi
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,05 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 3
Specie in Direttiva Uccelli: 47
Qualità

La zona del "Taio" è sempre stata considerata della massima importanza dal mondo naturalistico trantino. Ancora negli anni '30 un ornitologo locale non esitava a definirla "un vero Eldorado per i Trampolieri e i Palmipedi". La stretta contiguità con il corso del fiume Adige ha fatto sì che essa abbia funto da sempre da autentica "oasi" per l'avifauna migratrice, in particolar modo per le specie acquatiche. Ancor'oggi il Taio mantiene queste sue preziose caratteristiche e, assieme a pochissime altre aree situate sulla direttrice Verona-Bolzano, funge da "posto-tappa" per gli spostamenti migratori. La sua importanza in questo senso è stata recentemente riaffermata grazie agli importanti lavori di rinaturalizzazione di cui è stato fatto oggetto.

Altre caratteristiche

Taio è una zona umida situata lungo l'asta del fiume Adige a poche decine di metri dalla golena, artificiale, del corso d'acqua. Per la precisione si tratta dell'ultimo lembo di un meandro del fiume, isolato dallo stesso in occasione della rettifica del corso d'acqua che ebbe luogo nella seconda metà dell'ottocento. Successivi lavori di bonifica hanno cancellato quasi completamente il vasto corpo idrico lentico, traccia del quale è rimasta solamente nella piccola zona umida residuale in parola. Di fatto la sua elezione a biotopo è stata assolutamente determinante per evitare la completa scomparsa anche di quest'ultimo limitato lembo di palude. Grazie ai profondi lavori di ripristino ambientale degli anni successivi è stato possibile ricrearvi le tipologie ambientali originarie. In particolare reidratandone il canneto, aprendo degli specchi d'acqua, realizzando dei tratti di sponda limosa. L'influenza antropica locale è limitata alla presenza di meleti nell'area circostante la zona umida e della tratta ferroviaria Verona-Bolzano.

Protezione e conservazione
Habitat
2
Misure
6
Minacce
6

Misure di conservazione

Il raggiungimento del livello potenziale di ricettività del biotopo potrà avvenire solo nell’arco di alcuni anni. È importante però che il livello dell'acqua nelle lanche, regolato artificialmente da una paratia gestita da un Consorzio di bonifica, rimanga costante e adeguato alle necessità sopratutto avifaunistiche. È utile accordarsi con il Consorzio al fine di armonizzare le esigenze gestionali (es: modifica del livello del pelo libero dell'acqua, pulizia del canale, ecc.) con quelle del biotopo. Se necessario è anche da prevedere una limitazione alle captazioni idriche a scopi agricoli. Sul medio periodo sono da prevedere regolari interventi di sfalcio e di svaso del fragmiteto volti a impedire la chiusura dei chiari d’acqua e il progressivo interramento dei corpi idrici. La scadenza degli affitti di parte delle terre di recente bonifica (p.f. 1022 C.C. Volano) concessi dal comune di Volano renderebbe possibile la loro acquisizione e procedere alla loro " rinaturalizzazione", asportando il terreno di riporto a suo tempo impiegato per il colmamento del vecchio alveo dell'Adige sarebbe sicuramente un progetto ambizioso da prendere in considerazione.

Minacce e motivazioni

Gli interventi di miglioramento ambientale realizzati nell'ambito del progetto Nemos, che si sono concretizzati in un primo tempo nella rimozione della discarica e nella sua sostituzione con uno specchio d'acqua libera e in un secondo tempo nell’ampliamento in due fasi degli specchi d’acqua e nell'impianto di essenze arboree a protezioni dai coltivi, hanno sicuramente accresciuto la presenza di specie ornitiche. L'ampliamento della zona umida e la sua "reidratazione" hanno reso disponibili ambienti vitali per le componenti faunistiche di maggior pregio della biocenosi, sensibili a queste rinaturalizzazioni.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Monitorare regolarmente la qualità delle acque che vengono convogliate nel biotopo. pubblicizzare presso gli agricoltori dei terreni siti nell'area protetta le misure previste dal PSR della P.A.T. per far adottare metodi di agricoltura alternativi e/o biologici necessari per la tutela delle importanti risorse naturali presenti nel biotopo. Ad esempio si potrebbe raggiungere un accordo con le cantine sociali per un protocollo di produzione di vino biologico nell'area del Taio, attestato dal marchio del biotopo.

Minacce e motivazioni

All'interno dei confini del biotopo e nelle aree adiacenti allo stesso sono presenti estesi meleti. È ragionevolmente ipotizzabile che vi sia un negativo apporto di sostanze chimiche nelle zone più delicate dell'area protetta, quali concimi, fitofarmaci e pesticidi in genere.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Al fine di ottenere il ripristino almeno parziale delle condizioni ittiche naturali si ritiene utile la bonifica del popolamento ittico dalle specie esotiche potenzialmente nocive (es: Persico sole, Rutilo, Pseudorasbora) e il ripopolamento, tramite trasferimento controllato da altri ambienti e previa verifica del ripristino delle condizioni ambientali naturali, delle specie caratteristiche del popolamento ittico originario oggi assenti o scarsamente presenti (Spinarello, Sanguinerola, Scazzone, Vairone, Triotto, Alborella, Cavedano, Pesce persico). È inoltre importante conservare un adeguato livello d'acqua nelle lanche realizzate recentemente, mantenendo aree con profondità differenziata e alimentate tramite la falda freatica. Sarebbe infine utile migliorare il contatto tra le lanche del biotopo e l'ambiente fluviale dell'Adige (ad esempio con un potenziamento dell'emissario Fossa Maestra di Volano), con un conseguente miglioramento delle possibilità di scambio reciproco della fauna acquatica.

Minacce e motivazioni

Gli interventi compiuti nell'ambito del progetto Nemos, hanno permesso un certo recupero anche dell'ittiocenosi. La presenza e l'elevata abbondanza di taxa esotici di pesci (Rutilo, Persico sole e Pseudorasbora) diffusisi ampiamente in tempi recenti lungo l'intera asta del medio corso del Fiume Adige a seguito di immissioni accidentali (immissioni di pesce bianco e rilascio di pesci esca) e l'alterazione della qualità dell'acqua (dilavamento dei terreni agricoli circostanti etc.) hanno comunque determinato la riduzione o la scomparsa di molti dei taxa ittici caratteristici delle risorgive pedemontane (Scazzone, Spinarello, Vairone, Lampreda padana etc.).

Misure di conservazione

L'habitat umido (canneto soprattutto) nel quale ornitofauna trova gli spazi per le soste durante le migrazioni e nel periodo riproduttivo si sta evolvendo verso assetti con minore presenza d'acqua. È necessario ripristinare le zone allagate e gli ambiti privi di vegetazione per favorire gli uccelli acquatici.

Minacce e motivazioni

Il biotopo ha una notevole importanza per l’avifauna, soprattutto per molte specie di uccelli migratori che si trovano e percorrere il “corridoio” rappresentato dalla valle dell’Adige e che in questo sito trovano uno dei pochi punti di sosta "naturali". Il canneto sta però naturalmente regredendo verso fasi meno umide.

Misure di conservazione

È necessario convogliare la fruizione sopratutto sulle strutture di visita (torretta - sentiero di visita) e attuare una vigilanza particolarmente assidua in modo da evitare che la frequentazione si traduca in un disturbo eccessivo a carico della fauna. Necessario un ridimensionamento periodico della vegetazione arborea attorno alla torretta di avvistamento, in modo tale che essa possa esplicare al meglio la propria funzione e potenzialità. Così essa sarà frequentata con soddisfazione da parte dei visitatori, senza che sia arrecato disturbo all'avifauna.

Minacce e motivazioni

La fruizione, facilitata dal percorso di visita e dalla presenza di strade determina un disturbo agli uccelli presenti nel sito durante le migrazioni.

Misure di conservazione

Va realizzato l'aumento della superficie a disposizione dell'ecosistema umido, in modo tale che esso possa migliorare la propria la funzionalità.

Minacce e motivazioni

Il biotopo ha una superficie umida di circa cinque ettari. Da osservazione fatte sembra che una così esigua superficie a matrice umida collocata in un contesto di estesi coltivi, non assicuri stabilità bioecologica in quanto l'ecosistema è spazialmente compresso e carente di adeguati ecotoni.Ne deriva uno squilibrio nella produzione di biomassa, che si riverbera nelle caratteristiche morfologiche degli habitat umidi.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
1
Specie (Direttiva)
28
Pressioni/Minacce
6
Classi habitat
7
Mappa delle osservazioni