IT3120051 / Stagni della Vela - Soprasasso
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,87 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 10
Specie in Direttiva Uccelli: 12
Qualità

Boscaglia arida e vegetazione umida secondaria presentano un certo interesse didattico. Notevole dal punto di vista floristico l'ambiente rupestre, sia per la presenza di pregevoli felci casmofitiche che di rare specie spontaneo-ruderali in ambiente di sottoroccia. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Sito storico di presenza di specie di lepidotteri compresi nell'allegato II, in forte declino.

Altre caratteristiche

Il sito si trova sulla destra idrografica dell'Adige, poco a nord di Trento, ed è caratterizzato da alcuni piccoli stagni di recente origine (cava di ghiaia), dal versante con boscaglia arida e, al di sopra, dall'inaccessibile parete strapiombante. Il substrato è totalmente calcareo. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Orno-Ostryon, Lappulo-Asperginetum (1%).

Protezione e conservazione
Habitat
5
Misure
6
Minacce
6

Misure di conservazione

La frequentazione dell’intero biotopo protetto, ma in particolare della fascia perimetrale basale (orientale), soprattutto tra la località di Vela–Finisterre e Ex Polveriera, deve essere regolata e sorvegliata con estrema precisione e rigore. È infatti da evitare qualsiasi atto vandalico (es: discariche abusive) ed ogni turbativa e/o danneggiamento alla vita e agli equilibri ecosistemici nei 3 Stagni di Vela e nelle paludi pendenti, fermando anche ogni prelievo abusivo di qualsiasi essere vivente (in particolare di anfibi).

Minacce e motivazioni

Il biotopo, posto a ridosso di aree fortemente antropizzate quali il fondovalle atesino, è uno degli ultimi siti sopravvissuti agli innumerevoli interventi di modificazione del territorio operati al suo intorno. Esso purtroppo è però caratterizzato da una frequentazione antropica condotta in totale assenza (o inosservanza) di qualsiasi regola. Ad esempio è forte la presenza di rifugi di persone molto povere e reiette, che prelevano senza alcuna regola piante e animali, ed elevato è il numero delle vie di roccia lungo le rupi basali del monte Soprasasso, che possono danneggiare alcune specie casmofite (es: Asplenium lepidum). Questi luoghi sono inoltre spesso candidati come sede ottimale di iniziative e attività ad alto impatto ambientale e paesaggistico (es: polo rottamazione, attività industriali di lavorazione, deposito e stoccaggio di rifiuti, ecc.), necessarie alla città ma da questa non gradite.

Habitat interessati
  • 7210* - Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae
  • 7220* - Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion)
  • 3140 - Lande e arbusteti temperatiAcque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.
  • 8210 - Pareti rocciose calcaree con vegetazione casmofitica

Misure di conservazione

La realizzazione della nuova area industriale ha interrotto la continuità ecologica tra il fiume e l'area protetta. Esiste ancora la possibilità di intervenire sulla fascia cuscinetto che dovrà essere vegetata ed interessata da interventi di miglioramento ambientale.

Minacce e motivazioni

A partire dalla fine dell’anno 2002, all’interno del biotopo il Comune di Trento ha iniziato la messa in sicurezza delle pareti rocciose che sovrastano un tratto della strada Vela–Zambana Vecchia. Un primo lotto è stato compiuto nel corso dell’anno 2003 e purtroppo l’intervento ha comportato la totale distruzione della vegetazione nelle aree interessate dai lavori, la captazione di alcune piccole sorgenti almeno per tutta la durata dell’operazione (1 anno), l’alterazione della ricettività nei confronti della fauna e, nel complesso, un grave danno all’integrità del biotopo. Ora è in programma l’esecuzione di un secondo lotto di ben maggiore estensione. Si tratta di un’opera imponente di grande impatto sull’ambiente. L’intervento consta di disgaggi sulle pareti rocciose, seguiti dalla posa di reti metalliche aderenti al terreno e di paramassi, dopo la totale eliminazione della vegetazione. Vi è il reale pericolo che venga irrimediabilmente distrutto il sottoroccia con la rarissima Chorispora tenella, captate alcune sorgenti in parete che tenderebbero ad inaridire gli habitat sottostanti e realizzate nuove barriere paramassi in corrispondenza delle paludi pendenti.

Habitat interessati
  • 7210* - Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae
  • 7220* - Sorgenti pietrificanti con formazione di tufi (Cratoneurion)
  • 3140 - Lande e arbusteti temperatiAcque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.

Misure di conservazione

È necessaria una radicale pulizia di tutta la fascia del biotopo a ridosso della strada Vela–Zambana Vecchia, eliminando ogni sorta di discarica e cumulo di terra, in modo che al termine delle operazioni la vegetazione giunga fino al ciglio della strada. Il stagione migliore per compiere questo intervento è l'inverno.

Minacce e motivazioni

Lungo la strada Vela–Finisterre e Ex Polveriera, che costituisce il confine orientale dell'area protetta, si trovano diverse discariche abusive con ogni sorta di rifiuto. Oltre a provocare un degrado paesaggistico, queste discariche possono contenere sostanze tossiche o comunque fortemente inquinanti.

Habitat interessati
  • 3140 - Lande e arbusteti temperatiAcque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.

Misure di conservazione

È importante che la coltivazione del bosco segua criteri di selvicoltura naturalistica, evitando interventi che possano favorire le specie alloctone.

Minacce e motivazioni

Soprattutto nell’estremità nord dell’area protetta, così come in quella meridionale posta a bassa quota presso Vela, la gestione del bosco è decisamente intensiva. Singole particelle vengono periodicamente tagliate a raso e ciò provoca una forte avanzata di specie arboree alloctone (soprattutto ailanto).

Habitat interessati
  • 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion

Misure di conservazione

Sono necessari, previo studio e progetto di tipo naturalistico, interventi di rinaturalizzazione dei corpi idrici al fine di rendere la loro condizione idonea nei confronti della fauna acquatica. In alternativa si devono prendere provvedimenti “speciali” come il posizionamento di alcuni grandi recipienti interrati fino all’orlo e contenenti acqua, collegati tra loro da una serie di barriere. È infine da valutare la possibilità di realizzare un quarto corpo idrico in un piccolo lembo di bosco disposto in piano a sud del secondo stagno di Vela.

Minacce e motivazioni

Tra gli ambienti più sensibili e interessanti del biotopo rientrano i tre stagni, il cui stato però desta serie preoccupazioni soprattutto in relazione al loro generale processo di inaridimento. Nell'ultimo anno l'assenza o la ridottissima presenza d'acqua ha reso questi corpi idrici totalmente inadatti alla riproduzione degli anfibi.

Habitat interessati
  • 3140 - Lande e arbusteti temperatiAcque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.

Misure di conservazione

In relazione alla presenza di elettrodotti la soluzione ottimale sarebbe costituita dal loro spostamento o interramento. Ovviamente si tratta di operazioni talmente complesse e costose da potersi considerare di fatto irrealizzabile o quasi.

Minacce e motivazioni

Il biotopo è interessato da alcune linee elettriche ad alta tensione che lo attraversano in direzione nord-sud. Esse si configurano come potenziali fonti di pericolo per l'avifauna, sia stanziale che migratoria, di maggiori dimensioni.

Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
3
Specie (Direttiva)
40
Pressioni/Minacce
7
Classi habitat
6
Mappa delle osservazioni