IT3120084 / Roncon
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,03 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 1
Specie in Direttiva Uccelli: 0
Qualità

Esempio di torbiera con carattere misto, in area dolomitica. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili.

Altre caratteristiche

Piccola torbiera, in parte di sella e in parte di pendio, con tricoforeti, cariceti, molinieti e alcuni cumuli di sfagneto. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Caricion fuscae (75%), Magnocaricion (5%).

Protezione e conservazione
Habitat
5
Misure
5
Minacce
5

Misure di conservazione

È opportuno rimuovere periodicamente i rifiuti abbandonati al confine con la SS 241 e dissuadere i turisti nei confronti della loro dispersione. È presumibile che l’apposizione sul confine del biotopo coincidente con la carreggiata di un cartello indicante l’esistenza dell’area protetta e di un cartello con divieto di gettare rifiuti potrebbe contribuire significativamente alla mitigazione del problema in questione. Nel caso dei proprietari delle casette sarebbe opportuno trovare delle forme di sensibilizzazione o addirittura di responsabilizzazione, per impedire che gli stessi vivano la protezione della torbiera come un’indebita intromissione in un’area di loro proprietà, ed evitare ostracismi o peggio vandalismi nei confronti del biotopo.

Minacce e motivazioni

Il biotopo non sembra patire significativi problemi dal punto di vista del disturbo antropico. Le attività esistenti, come il pascolo e lo sfalcio dei prati, appaiono del tutto compatibili con il mantenimento di uno stato di conservazione ottimale. La presenza di alcune casette all'interno e nei pressi dell’area protetta non sembra comportare alcun disturbo al biotopo ed anzi potrebbe rappresentare un deterrente nei confronti di frequentazioni poco rispettose. L'attuale turbativa antropica maggiore è costituita dalla vicinanza della trafficata SS 241 e dalla zona di sosta situata subito a nord del biotopo. Oltre a un disturbo rumoroso che sfavorisce la presenza delle specie faunistiche più sensibili, è da sottolineare la grande quantità di rifiuti che dalla strada vengono gettati sulla sottostante scarpata, che appartiene appunto all’area protetta. Si tratta di bottiglie vuote, buste di plastica, cartacce, ecc, materiali che non possono essere considerati una vera minaccia all’integrità del biotopo ma che tuttavia si pongono come elementi chiaramente distonici rispetto alle finalità del sito.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 6170 - Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine
  • 6520 - Praterie montane da fieno
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

È importante mettere in opera una robusta staccionata di legno lungo l’intero perimetro della torbiera in modo da impedire l'accesso dei bovini. Vista la limitatissima qualità pabulare delle specie vegetali di torbiera e il terreno assai disagevole, l’interdizione del pascolo non presenta ricadute economiche negative sull’attività zootecnica locale. Per ovviare al danneggiamento del terreno che si verifica presso l’abbeveratoio appare necessario provvedere alla realizzazione di una fonte di abbeveraggio alternativa, da collocare preferibilmente lontano dai settori delicati della zona umida.

Minacce e motivazioni

La principale peculiarità del biotopo consiste nella presenza di un'interessante torbiera bassa che occupa una piccola sella in corrispondenza di un'emergenza idrica. La torbiera è caratterizzata dalla presenza di pozze temporanee con acqua poco profonda. Anche se lungo il confine della torbiera di sella è stata posizionata una recinzione elettrica, la turbativa di maggior significato a cui è sottoposta la torbiera è comunque rappresentata dalla sua frequentazione da parte delle mucche pascolanti, che la utilizzano come via di transito, venendo pure attirate verso di essa dalla presenza di un rustico abbeveratoio. Questo tipo di frequentazione risulta estremamente deleterio nei confronti del delicato ecosistema della torbiera, in quanto gli zoccoli degli animali devastano la cotica erbosa e le deiezioni sono in grado di alterare il naturale chimismo del suolo.

Habitat interessati

Misure di conservazione

Mantenere inalterate le condizioni idrologiche del biotopo, evitando qualsiasi intervento potenzialmente in grado di deviare l'acqua delle sorgenti presenti e di abbassare il livello della falda.

Minacce e motivazioni

In passato il biotopo è stato interessato dalla costruzione della strada forestale che conduce ai prati falciati e ad una casetta. Quest'opera ha avuto senza dubbio un impatto decisamente negativo sull’equilibrio idrologico dell'area protetta, ma attualmente tutto fa pensare che si sia ripristinata una situazione di stabilità.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 3140 - Lande e arbusteti temperatiAcque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di Chara spp.
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

È importante che lo sfalcio estensivo (una volta l'anno e con limitate concimazioni) continui ad essere esercitato in modo da evitare il precoce ingresso di elementi floristici indesiderati, quali erbe dei prati abbandonati o specie arbustive e arboree. Per quanto riguarda il pascolo, oltre a evitare che questo interessi le torbiere basse, fare in modo che venga ridistribuito anche nei settori meno raggiungibili. È infine da caldeggiare che i fili pastore, funzionanti o meno, vengano subito rimossi al termine del lasso temporale nel corso del quale sono realmente necessari.

Minacce e motivazioni

Pascoli e prati falciati occupano gran parte della superficie del biotopo. Mentre gli sfalci attualmente effettuati sono sufficienti a mantenere in un buon assetto i prati presenti, alcune radure del biotopo, che probabilmente erano in passato pascolate, oggi sono interessate da processi di successione secondaria, a causa dell'abbandono delle pratiche agricole tradizionali. Un impatto legato al pascolo è dato dalla presenza di fili pastori che vengono mantenuti in loco anche al termine del periodo di permanenza del bestiame pascolante. Questi fili, non più collegati alla sorgente di corrente elettrica, possono rimanere impigliati nelle corna dei cervidi e, soprattutto durante l’inverno, sono occasionalmente fonte di strangolamenti.

Habitat interessati
  • 6170 - Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine
  • 6520 - Praterie montane da fieno

Misure di conservazione

l bosco affermato potrebbe essere lasciato ad evoluzione naturale, evitando di asportare il legno morto.

Minacce e motivazioni

Un lembo di pecceta è inserita nel biotopo. Per quanto meno pregevole dal punto di vista floristico-vegetazionale rispetto agli ambienti umidi, riveste un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli quali picidi e strigidi, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intera area protetta.

Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
4
Specie (Direttiva)
7
Pressioni/Minacce
4
Classi habitat
5
Mappa delle osservazioni