IT3120046 / Prati di Monte
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,06 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 1
Specie in Direttiva Uccelli: 3
Qualità

Torbiera di transizione ben conservata, interessante anche per la sua vastità. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili.

Altre caratteristiche

Bacino di origine glaciale sul Dossone di Cembra, scavato nei porfidi e completamente occupato dalla vegetazione delle torbiere di transizione.

Protezione e conservazione
Habitat
6
Misure
4
Minacce
4

Misure di conservazione

Ogni tentativo di ripristinare la situazione originaria è probabilmente foriero di danni superiori agli eventuali benefici. Sul medio periodo sarà comunque opportuno vigilare affinché l’”occhio di torbiera” (del diametro di ca. 2 m) non si ostruisca. Se ciò dovesse accadere andrebbe riaperto artificialmente. È inoltre importante controllare l'espansione della molinia che, se necessario, dovrà essere in futuro contenuta attraverso periodiche operazioni di sfalcio, che al momento si possono procrastinare per evitare, finché possibile, i danni da calpestio e compattazione sulla delicata flora turficola. In ogni caso sarà utile affrontare l’intervento con un approccio sperimentale comparativo con relativi monitoraggi per valutarne l’efficacia o l’insorgere di eventuali influenze negative. Si sta studiando, assieme ad esperti e attori locali coinvolti, un'intervento di ripristino di un piccolo specchio d'acqua nella zona marginale della torbiera interessata dal molinieto, in modo da renderlo compatibile con la conservazione degli habitat ed attivare una fruizione didattico-ricreativa.

Minacce e motivazioni

A distanza di parecchi anni dal prosciugamento artificiale del lago di Valda, la torbiera pare comunque aver acquisito un suo equilibrio fitosociologico, presentando un dinamismo molto lento verso il ritorno al bosco. Merita forse di essere citata la consistente presenza di molinia nella parte nord-occidentale della zona umida. Ciò può rappresentare un campanello di allarme nei confronti di una possibile diminuzione della risorsa idrica e deve pertanto essere attentamente valutato onde stabilirne l’effettiva minaccia per la conservazione della torbiera. Infatti, se da un lato la presenza diffusa della molinia può venire interpretata come una fase naturale del processo di evoluzione della torbiera, dall’altro, la sua aggressività e la sua tendenza a dominare possono in futuro escludere dal consorzio altre specie vegetali meno competitive e più interessanti dal punto di vista distributivo. Recentemente gli amministratori locali ed alcuni residenti hanno portato avanti l'idea di un ripristino di uno specchio d'acqua libero anche a scopo educativo-didattico che possa prevedere una fruizione controllata dell'area umida.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion

Misure di conservazione

Sarebbe necessario accertare l'entità degli scarichi delle baite. Infatti, l'orografia dell'area fa supporre un deflusso quasi diretto verso la torbiera, che potrebbe correre il rischio di eutrofizzarsi. Sarebbe inoltre opportuno vigilare affinché il disturbo e le manomissioni ambientali (es: accumulo di ramaglie nel molinieto) connessi con le utilizzazioni forestali e con la frequentazione occasionale dell'area rimangano comunque bassi.

Minacce e motivazioni

Il biotopo gode di una relativa tranquillità. La presenza antropica nell’area si concretizza in alcune baite localizzate lungo i confini nord-orientali del biotopo e in una viabilità forestale (pur con divieto di transito) piuttosto diffusa (tra l'altro la pista che costeggia il Lago di Valda lungo il suo lato nord orientale è stata parzialmente pavimentata con scarti di porfido). Le baite sono abitate presumibilmente solo in occasione dei fine settimana o comunque di giorni festivi. Nel periodo invernale un sicuro disturbo è causato dall’utilizzo di motoslitte lungo la viabilità forestale.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion

Misure di conservazione

Il bosco affermato potrebbe essere lasciato ad evoluzione naturale, evitando di asportare il legno morto.

Minacce e motivazioni

La pecceta rappresenta la struttura base che caratterizza l'ambiente in cui è inserita la torbiera. Per quanto meno pregevole dal punto di vista floristico-vegetazionale rispetto agli ambienti di torbiera, riveste un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli quali picidi e strigidi, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intera area protetta.

Habitat interessati
  • 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)

Misure di conservazione

La gestione della risorsa idrica del biotopo non risulta necessitare di specifici interventi diretti. Ad ogni modo, fatto salvo il divieto di effettuare captazioni idriche forzate, di eseguire drenaggi all’interno del biotopo e in genere di realizzare qualsiasi tipo di intervento che possa direttamente o indirettamente arrecare disturbo o danneggiare l’equilibrio idrico della torbiera, si consiglia, dato l’estremo valore naturalistico del biotopo, di procedere alla realizzazione di un’indagine sugli aspetti idrologici dell’area protetta mediante la quale determinare dimensioni, caratteristiche e vulnerabilità dell’acquifero che sottintende alla zona umida e definire una zona di rispetto all’interno della quale garantire la tutela della risorsa idrica, stabilendo le eventuali misure da intraprendere a tal fine.

Minacce e motivazioni

Una comune causa di depauperamento della risorsa idrica nelle zone umide è data dai drenaggi, il più delle volte effettuati negli ambienti di torbiera per permetterne lo sfalcio o il prelievo della torba. All'ex Lago di Valda non sono stati rilevati fenomeni di drenaggio tali da compromettere la conservazione della zona umida. Anche se alcuni interventi di bonifica sono ancora oggi presenti e ben visibili in talune delle piccole zone umide presenti nei pressi del biotopo, nessun problema sotto questo punto di vista sembra sussistere per l'area protetta.

Habitat interessati
  • 91D0* - Torbiere boscate
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
4
Specie (Direttiva)
63
Pressioni/Minacce
4
Classi habitat
4
Mappa delle osservazioni