IT3120043 / Pizé
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,16 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 2
Specie in Direttiva Uccelli: 0
Qualità

Ansa di lago eutrofico, con nuclei di vegetazione idrofitica natante e sommersa di notevole interesse, cintura di elofite e ontaneta ripariale. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.

Altre caratteristiche

Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Ansa occidentale del Lago di Levico (Valsugana), completamente occupata da ontanete a ontano nero; il bordo delle rive é orlato da una fascia di magnocariceti, mentre nelle acque del lago è presente la ninfea gialla. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Magnocaricion (5%), Phragmition (10%):

Protezione e conservazione
Habitat
3
Misure
4
Minacce
4

Misure di conservazione

Evitare le bonifiche, le eccessive captazioni e qualsiasi altro intervento in grado di modificare il livello di falda come ad esempio l'ulteriore approfondimento del letto del Rio Vignola che sarebbe destinato ad accelerare il processo di inaridimento del biotopo. Valutare la possibilità di reidratare parzialmente l'area protetta, restituendole almeno in parte le caratteristiche che le erano proprie. Si potrebbero costruire una serie di “sbarramenti” e di meandri lungo il corso del Rio Vignola. In questa maniera sarebbe possibile sia realizzare delle mini aree lentiche sia allagare l’area circostante determinandone così la reidratazione. L’utilizzo di materiali naturali quali il legno e le pietre dovrebbe assicurare un sufficiente grado di “mimetismo”. Ovviamente queste operazioni dovono essere condotte avendo ben presenti due ineludibili aspetti. In primo luogo la necessità di evitare che i lavori di ripristino naturalistico possano danneggiare le cenosi naturali già ora presenti nell’area; nel contempo è parimenti opportuno evitare che gli stessi vadano a interferire negativamente con le aree agricole esterne al biotopo.

Minacce e motivazioni

In passato numerosi sono stati gli interventi di bonifica di ampi settori del biotopo al fine di creare coltivi. Relativamente recente invece è la captazione a scopi potabili di una sorgente situata alla base del Dosso degli Uccelli di fronte all'abitato di Visintainer e più in generale una non irrilevante modificazione dell'assetto idrico causata dalla rettificazione e dell'approfondimento del corso del Rio Vignola, effettuata in occasione dei lavori di costruzione della presa in oggetto, sempre all'altezza dell'abitato di Visintainer. L'assetto idrico del biotopo già oggi si presenta fortemente compromesso. Sul medio/lungo periodo gli impatti citati, uniti alle eccessive captazioni possono concretizzarsi nell’insorgere di condizioni sfavorevoli all’ontano nero, favorendo l’insediamento di comunità maggiormente xerofile e quindi di minor pregio naturalistico. Anche per quanto attiene gli animali è assai probabile che in passato, quando le caratteristiche di zona umida dell’area dovevano essere più marcate, le presenza faunistiche fossero di maggior spessore.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile

Misure di conservazione

È necessario sfalciare la cannuccia di palude e le entità nemorali spesso alloctone almeno una volta l'anno al di fuori del periodo riproduttivo dell’avifauna (dopo la seconda metà di agosto) così da contenerne l’invadenza.

Minacce e motivazioni

I pochi molinieti presenti sono fortemente minacciati dall'invasione della cannuccia di palude e di specie nitrofile o comunque antropofile.

Misure di conservazione

Rilasciare ad evoluzione naturale i boschi igrofili con gli obiettivi di ripristinare le ontanete parzialmente degradate a seguito di utilizzazioni forestali passate, favorire la creazione di habitat naturali poco disturbati e di rilevante valore per la fauna, all’interno di un contesto fortemente antropizzato. Valorizzare le latifoglie nobili e gli alberi di grosse dimensioni, anche marcescenti nei lembi di bosco a tiglio e carpino bianco, eliminando progressivamente le specie alloctone o invasive, soprattutto la robinia.

Minacce e motivazioni

Il biotopo è caratterizzato dalla presenza di boschi igrofili a ontano nero e mesofili a tiglio e carpino bianco, che un tempo caratterizzavano i fondovalli del territorio provinciale oggi ormai completamente occupati da centri abitati o coltivazioni. Nel biotopo i tagli eccessivi effettuati nel recente passato a carico soprattutto dei boschi igrofili hanno comportato un notevole ingresso di rovi che caratterizzano il sottobosco di ampi settori di ontaneta.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)

Misure di conservazione

Per le poche aree coltivate sono da limitare i diserbi, le concimazioni e le irrorazioni con fitofarmaci. Nell’ottica di una gestione integrata ed ottimale del biotopo si potrebbe considerare l'opportunità di un recupero delle superfici di taluni prati da sfalcio marginali abbandonati e ad esempio invasi da robinia. È auspicabile la pubblicizzazione delle misure compensative previste dal PSR della PAT, inerenti la conversione all’utilizzo di pratiche biologiche per la conduzione delle coltivazioni che comporterebbe una significativa riduzione dell’impatto negativo sull’ambiente circostante. La realizzazione inoltre di una schermatura di siepi, composte da specie come frangola, crespino, biancospino, acero campestre, evonimo, farnia, frassino, bagolaro, tutt’attorno le aree agricole, potrebbe fungere da barriera nei confronti dei fitofarmaci veicolati sotto forma di aerosol e più in generale del disturbo causato nel corso delle varie attività.

Minacce e motivazioni

Attualmente il biotopo non pare essere particolarmente pressato dalle pratiche agricole. Le eccezioni sono rappresentate da una coltivazione di piccoli frutti presso l’abitato di Visintanier e da un vasto frutteto che si interna nella porzione occidentale dell’area protetta su di una superficie appositamente bonificata. Nel resto del biotopo e nelle sue immediate adiacenze gli originari arativi, alcuni frutteti e anche parte dei prati da sfalcio sono in stato di progressivo abbandono con conseguenze negative per l'ambiente. L'abbandono delle pratiche agricole tradizionali, rappresentate qui soprattutto dallo sfalcio dei prati, dalla cura delle siepi e dalla pulizia del bosco, che in passato hanno consentito l’instaurarsi di una condizione di equilibrio tra attività umane e ambiente vegetale, ha determinato in alcuni casi situazioni di degrado, sia perchè i vecchi coltivi sono invasi da rovi e specie invasive, sia perché alcuni terreni, un tempo coltivati, sono stati utilizzati come aree di deposito o di discarica, sia pur temporanea.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
2
Specie (Direttiva)
33
Pressioni/Minacce
3
Classi habitat
5
Mappa delle osservazioni