Palù Longa
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,06 km²
- Tipo: ZSC
- Codice: IT3120020
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,06 km²Qualità
Torbiera di transizione con specie turficole rare in tutta la catena alpina. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili.Presenza storica di invertebrati dell'allegato II indicatori di zone umide integre, in forte declino. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.
Altre caratteristiche
Torbiera di sella, fra la Val di Cembra e la Val di Fiemme, le cui acque defluiscono pertanto da due versanti. La vegetazione è quella delle torbiere di transizione; una piccola zona della torbiera è occupata da un boschetto di betulle pubescenti.
Protezione e conservazione
Il fragmiteto andrebbe controllato, e se la sua avanzata progredirà ulteriormente andrebbe bloccato con tagli selettivi da effettuare ad esempio ogni 3-4 anni quando il terreno è ormai perfettamente gelato ma non ancora coperto di neve (fine novembre-dicembre). La cannuccia ottenuta non va accumulata nella zona umida ma va allontanata dal biotopo.
Attualmente una delle poche minacce per la conservazione delle zone umide è legato alla cannuccia di palude che, nonostante la quota (1450 m s.l.m.), soprattutto nella porzione meridionale (al confine con l'Alto Adige) sembra in progressiva diffusione a discapito soprattutto del molinieto. In futuro ciò può provocare l'inaridimento di questo settore del biotopo e l'ingresso di cespugli; nuclei di Betula pubescens sono tra l'altro già presenti e in espansione.
Evitare qualsiasi intervento potenzialmente in grado di modificare il livello della falda.
Nel 1991 il biotopo è stato oggetto di un importante intervento di riqualificazione ambientale, concretizzatosi con il ripristino dell’originario livello della falda tramite l’occlusione di un canale di drenaggio e la rinaturalizzazione del piazzale abbandonato dove veniva accumulata la torba estratta. Il piccolo specchio d’acqua creato con l’estrazione della torba, grazie allo sviluppo della vegetazione, ha assunto tratti meno artificiali, e attualmente si configura con un elemento di grande importanza naturalistica e paesaggistica.
Importante mantenere agli attuali livelli, e quindi basso, il disturbo connesso con la frequentazione occasionale dell’area (es: sentierino che conduce al lago).
La zona protetta è costeggiata nella parte settentrionale e occidentale da una strada sterrata, che coincide con il sentiero S.A.T. e dell’Alpenverein, assai frequentata dagli escursionisti che si recano a Malga Krabesalm, dove in estate è attivo un servizio di ristorazione, e verso il Monte Corno. Fortunatamente tale strada è chiusa al traffico veicolare e può essere quindi percorsa solamente a piedi (ad eccezione di pochi autorizzati). Ciò ha fino ad oggi preservato la zona della Palù Longa dall’invasione estiva da parte di gitanti e amanti del pic-nic. Ai confini del biotopo è presente una sola costruzione rustica (Baito del Felice) abitata saltuariamente.
Si consiglia di arrestare l'evoluzione verso la pecceta, effettuando tagli mirati sui pecci e sui larici che poi andranno esboscati e conservando e valorizzando le latifoglie nobili.
Nel lato nord-orientale della zona protetta è presente un boschetto igrofilo che, forse anche per interventi di drenaggio passati, è in fase di colonizzazione da parte di resinose.
Habitat interessati
- 91D0* - Torbiere boscate
Le specie non autoctone vanno rimosse
Nel laghetto sono state introdotte in passato da ignoti piante di Nimphaea ornamentale, che si sono notevolmente espanse.
Habitat interessati
- 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
Direttiva Habitat (Natura 2000)