Palù di Tuenno
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,06 km²
- Tipo: RNP, ZSC
- Codice: IT3120059
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,06 km²Qualità
Ultimo residuo delle paludi dei terrazzi fluvio-glaciali del piano montano, con interessanti associazioni vegetali. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.
Altre caratteristiche
Vasto pianoro presso Tuenno (Val di Non), ora quasi completamente posto a coltura, che ospita una piccola palude residua con prati umidi e canneti; al suo centro si trova uno specchio d'acqua. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Magnocaricion (20%), Molinion (acidofilo) (10%), Phragmition (30%).
Protezione e conservazione
È indispensabile programmare degli interventi che consentano di bloccare l'espansione dei fragmiteti a scapito delle formazioni vegetali più delicate e di rallentare il più possibile il processo di naturale interramento degli stagni. Questi obiettivi si potranno raggiungere tramite periodici tagli della cannuccia di palude e conseguente asporto della vegetazione oltre che attraverso la limitazione degli apporti di sedimenti presenti nelle acque della roggia, che alimenta lo stagno. Si ritiene opportuno che lo sfalcio sia manuale o con motofalciatrice condotta a mano e che venga effettuato a "scacchiera" rispettando quindi delle aree di crescita della cannuccia di palude, a partire dal mese di novembre quando il periodo migratorio di tutte le specie legate al canneto può essere considerato terminato. A questo fine risulterà importante individuare un agricoltore, che opera in uno dei terreni adiacenti il biotopo, per coinvolgerlo nelle opere di sfalcio, taglio piante e pulizia dei rifiuti all’interno dell’area protetta.
L'Ufficio Biotopi ha realizzato nel 1997-1998 un progetto volto al miglioramento ambientale del sito tramite l'ampliamento dello specchio d'acqua preesistente nella parte orientale dell'area protetta, la rinaturalizzazione di una parte dell’immissario e dell’emissario, la costruzione di barriere di protezione e la piantumazione di essenze arbustive e arboree sui bordi del biotopo, che ha avuto conseguenze molto positive sull'intero ecosistema. Oggi purtroppo ampi settori del biotopo sono occupati da fragmiteti in forte espansione che stanno minacciando i molinieti e i cariceti e stanno contribuendo ad interrare gli specchi d'acqua per la forte sedimentazione di biomassa.
Sarebbero da trovare delle mitigazioni per limitare il disturbo sul biotopo derivante dall’uso dell’area sportiva, del ristorante e delle aree agricole circostanti. Nell'area del ristorante è previsto l'ampliamento del tomo con vegetazione arbustiva e arborea lungo la linea di confine tra il ristorante e il biotopo. All'interno dell'edificio, inoltre, verrà allestito uno spazio espositivo per il biotopi. Sarebbe inoltre da costituire un tavolo di confronto Ufficio Biotopi – Comune di Cles che porti alla sigla di un protocollo d’intesa per attività di sport sostenibile.
Il biotopo costituisce l'ultimo lembo di una palude ben più vasta che è stata bonificata pochi anni fa per far posto oltre che a coltivi, anche ad un centro sportivo. La presenza di queste strutture ricreative risulta oggi problematica soprattutto per il disturbo provocato nel corso dell'organizzazione delle manifestazioni sportive nella coincidenza cioè stagione primaverile, in della fase riproduttiva di molte specie animali, che risulta di cruciale importanza per la permanenza delle specie all’interno del biotopo. Tra i maggiore disturbi alla componente faunistica rientra l’inquinamento luminoso legato all’uso del sistema di illuminazione dei campi da gioco. Questo infatti potrebbe andare ad incidere sui ritmi circadiani che risultano di fondamentale importanza nella produzione degli ormoni sessuali responsabili a loro volta dell’inizio del ciclo sessuale per diversi vertebrati. Un altro fattore di minaccia può provenire dall’inizio dell’attività del ristorante che comporterà un notevole aumento di automezzi e persone, non particolarmente motivate alla visita e alla tutela del biotopo, gravitanti intorno all’area protetta.
Va controllata la qualità delle acque dell’invaso allo scopo di monitorarvi l’eventuale presenza di concimi e/o biocidi provenienti dalle campagne circostanti. In caso di presenza di queste sostanze andrà vietato l'utilizzo di fitofarmaci e/o concimi nella fascia strettamente confinante con il biotopo. Sempre allo scopo di valorizzare ed accentuare le caratteristiche della zona umida si ritiene necessario compiere delle indagini da cui emergano in modo dettagliato tutti gli aspetti idrogeologici dell’area e che mirino a chiarire qual è il livello della falda, il drenaggio, le tipologie di terreni presenti, ecc. Sarà inoltre necessario programmare e realizzare una serie di incontri con gli agricoltori locali al fine di informarli sui contenuti del PSR della PAT circa la possibilità di ottenere finanziamenti con l'adozione di sistemi di agricoltura biologica ma anche di creare un maggior spirito di collaborazione e sensibilità nei confronti di una delle poche zone umide naturali ancora presenti in Val di Non.
Anche se è certo che alcune specie ornitiche frequentano i frutteti situati nelle adiacenze del biotopo alla ricerca di cibo in determinato periodi dell’anno, i delicati ambienti umidi all'interno dell'area protetta sono potenzialmente minacciati dall'uso di pesticidi e/o concimi utilizzati nei meleti circostanti.
Per contrastare i vari interventi distruttivi si dovrebbe intervenire con un progetto mirato di tipo educativo e formativo. Si ritiene inoltre che la realizzazione di una staccionata almeno lungo tutta la strada che corre lungo il confine sud-occidentale del sito, possa rendere meno agevole almeno lo scarico del materiale all’interno dell’area protetta. Il problema dell’accesso ai fondi privati potrebbe essere garantito dal posizionamento di alcune stanghe chiuse da lucchetti così da garantire il passaggio solo dei proprietari. È da evitare che gli utenti del Centro Sportivo attraversino l'area protetta per accedere all'area di tiro con l'arco.
La facilità di accesso, i forti interessi economici che gravitano nell'area e la presenza di strade interpoderali aperte alla circolazione che circondano il biotopo, sono i principali fattori che contribuiscono a far si che nell'area protetta si verifichino periodicamente atti vandalici come ad esempio varie discariche abusive per materiali inerti ed altri prodotti di rifiuto, tentativi di drenaggio e incendi dolosi. È in fase di realizzazione una pista ciclopedonale di collegamento tra Tuenno e Cles che interessa gran parte la viabilità esistente, In tale ambito è prevista la realizzazione di un parapetto in legno e di impianti di siepe che dovrebbero sfavorire gli episodi di abbandono di rifiuti.
Sarebbe utile coltivare "a perdere" il frutteto e conservare la presenza degli arrenatereti tramite 1-2 tagli l'anno non accompagnati da concimazioni.
Nella parte occidentale del biotopo è localizzato un resto di un frutteto e dei prati da sfalcio. Entrambe queste tipologie ambientali sono attualmente abbandonate e si presentano ampiamente colonizzate da specie invasive (es: luppolo, solidago, ortica, ecc.) che stanno lentamente degradando questo settore dell'area protetta.
Habitat interessati
- 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
Direttiva Habitat (Natura 2000)