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Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,08 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 3
Specie in Direttiva Uccelli: 10
Protezione e conservazione
Habitat
2
Misure
10
Minacce
10

Misure di conservazione

Oltre ad evitare le eccessive captazioni idriche, si può prospettare l'intubazione del rio che alimenta l'area umida, per una lunghezza di circa 120 metri, nel tratto di vigneto sottoposto a vincolo di tutela. In tale maniera si otterrebbe anche il vantaggio di ridurre il carico inquinante delle acque che si immettono nella zona umida protetta. Solo nei periodi di più acuta crisi idrica si può prospettare l'immissione nel biotopo di acque ottenute attraverso il collegamento con il consorzio irriguo locale, che per altro preleva dalla stessa falda che sostiene il biotopo.

Minacce e motivazioni

La palude e' ormai da qualche decennio l'unica zona umida superstite della bassa Val Lagarina. Assume importanza anche in quanto testimonianza di un paesaggio naturale ormai scomparso. Il biotopo occupa infatti un paleoalveo del Fiume Adige e tra l'altro pare risentire ancora delle piene del fiume e di piogge persistenti, che provocano variazioni del livello dell'acqua. In passato l'area e' stata fatta oggetto di tentativi di drenaggio tramite lo scavo di due canali usati in seguito per emungervi acqua per l'irrigazione. Il mantenimento di specchi d'acqua è di fondamentale importanza per le comunità ornitiche e per l'erpetofauna. Da questa esigenza deriva il problema del controllo idrico del sistema, che patisce di oscillazioni del livello delle acque soprattutto a causa dei prelievi a scopo irriguo attuati prevalentemente a carico della falda che lo sostiene o dalle rogge che lo alimentano.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

È opportuno provvedere al mantenimento di una parte del bacino libero dalla cannuccia di palude. In quest’ottica si dovrà prevedere un intervento routinario di sfalcio del canneto (con allontanamento della biomassa). È altresì importante continuare, al fine del miglioramento funzionale del canneto, con la sua periodica apertura realizzando specchi d'acqua libera per l'avifauna (100-150 mq) e per gli anfibi (5-10 mq). Il periodo migliore nel quale attuare queste operazioni è quello tardo-autunnale o invernale, così da evitare di interferire negativamente con la biologia delle specie che vivono e si riproducono nella palude. È altresì da prevedere il taglio del canneto in una o più aree periferiche per consentire la sopravvivenza di specie vegetali meno competitive della cannuccia di palude. Anche questo intervento va eseguito nel periodo tardo-autunnale o invernale.

Minacce e motivazioni

L’indubbia validità degli interventi di riqualificazione ambientale realizzati nel presente passato nell'ambito dl progetto Nemos (es:creazione di superfici di acqua libera) sono ben evidenziati dall’evoluzione dell’ornitocenosi e dell'erpetofauna. Numerosi sono infatti i segnali positivi che hanno interessato l’avifauna acquatica dell’area protetta. Dalla fine dei lavori però la cannuccia di palude si è sviluppata a dismisura limitando la superficie degli specchi d’acqua e favorendo il loro l'impaludamento causato anche dalla caduta delle foglie dalle piante delle rive.

Habitat interessati
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Va controllata la qualità delle acque dell’invaso allo scopo di monitorarvi l’eventuale presenza di concimi e/o biocidi provenienti dalle campagne circostanti. In caso di presenza di queste sostanze andrà vietato l'utilizzo di fitofarmaci e/o concimi nella fascia strettamente confinante con il biotopo.

Minacce e motivazioni

La forma a catino del biotopo determina il convogliamento delle acque provenienti dai campi coltivati limitrofi (soprattutto vigneti), con grosso rischio per l'equilibrio bio-chimico.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Al fine di valutare l’incidenza di questi lavori sull’ornitocenosi e sull'erpetofauna, è opportuno programmare una serie di monitoraggi nel prossimo quinquennio; solo così si potranno interpretare correttamente su scala locale, le variazioni all’interno della comunità degli uccelli nidificanti nel biotopo e le fluttuazioni delle presenza di uccelli migratori.

Minacce e motivazioni

La piantagione di essenze igrofile (per schermare i rumori provenienti dalla vicina S.S. 12 e dalla ferrovia) e la creazione di nuovi stagni nel settore occidentale del biotopo (realizzati nell'inverno 2003-2004), non hanno ancora avuto ricadute concrete sulla comunità ornitica dell’area protetta. Per il futuro è possibile ipotizzare l’incremento delle popolazioni nidificanti di alcune delle specie ornitiche già presenti, unitamente a possibili nuove acquisizioni. L’attuale assetto del biotopo risulta infatti particolarmente appetibile per gli uccelli soprattutto in coincidenza con il periodo migratorio, incrementando così le probabilità che qualche nuova specie la “scopra” e si trattenga nella palude anche per la riproduzione.

Misure di conservazione

È da attivare un sistema di sensibilizzazione verso gli agricoltori confinanti col biotopo, affinché cessi la continua erosione dello spazio occupato dal biotopo.

Minacce e motivazioni

Lungo le sponde dell'area umida si colgono numerose tracce di depositi di materiali inerti, come pietrame di risulta e scarti di lavorazioni, che sebbene in quantità modeste sono un elemento di degrado.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)

Misure di conservazione

Tutelare in modo assoluto la presenza del filare dei vecchi salici.

Minacce e motivazioni

Lungo il lato occidentale del canneto, è presente un filare di vecchi salici ben inseriti nel paesaggio del biotopo che costituisce una positiva saldatura tra la zona umida e le campagne circostanti. La contiguità tra area palustre e sistemi arborati può rappresentare un importante incentivo alla sosta, necessariamente temporanea ed occasionale, per le ridotte dimensioni del biotopo, degli ardeidi. I vecchi salici ed i pioppi, ricchi di cavità, costituiscono inoltre ottimi siti di nidificazione per alcune specie di uccelli e facilitano la riproduzione di altre che nell'ecotono canneto-boschetti igrofili trovano l'ambiente ottimale.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)

Misure di conservazione

È decisamente opportuno cercare di mantenere sempre la situazione del cinghiale sotto controllo, magari mediante l’attivazione di un monitoraggio regolare il quale permetta di fronteggiare prontamente possibili situazioni di crisi.

Minacce e motivazioni

Indizi inequivocabili indicano una presenza stagionale del cinghiale soprattutto nel settore meridionale dell’area protetta, dove la specie sembra aver particolarmente apprezzato i nuovi stagni. La presenza di questo mammifero rappresenta un potenziale motivo di conflitto con le vicine attività agricole per le quali il cinghiale è una possibile fonte di gravi danni economici. La sua presenza nel biotopo, anche se solo a scopi trofici, può essere interpretata come una conseguenza della presenza dell’area protetta e quindi può riaccendere quei vecchi dissapori che hanno caratterizzato i primi anni successivi all’istituzione del biotopo stesso.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Eseguire operazioni di controllo della presenza della nutria.

Minacce e motivazioni

Durante il 2009 è stata catturata una nutria all'interno dell'area a tutela integrale.

Misure di conservazione

Va completato il cinturamento della zona umida con una zona ecotonale su una fascia di terreni lungo il lato sud ed est, modellandola in modo tale da favorire il reinsediamento della vegetazione tipica degli ambienti umidi.

Minacce e motivazioni

I lavori di restauro ambientale hanno ricostruito una zona ecotonale fra l'area umida e l'area coltivata per circa metà del perimetro. È ancora da ricostruire l'ecotono sul versante lato bosco (lato est) e sul versante lato industriale.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)

Misure di conservazione

Sarebbe auspicabile l'acquisto da parte dell'ente pubblico della p.f. 444 C.C. Borghetto in modo tale di restituire alla naturalità un ambito coltivato che penetra all'interno della zona umida.

Minacce e motivazioni

Prima dell'istituzione del biotopo, la zona era oggetto di bonifica che procedeva per appezzamenti. L'ultima bonifica, evidente nella lettura del paesaggio, è stata la p.f. 444 C.C. Borghetto.

Mappa delle osservazioni