Paludi di Sternigo
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,24 km²
- Tipo: RNP, ZSC
- Codice: IT3120034
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,24 km²Qualità
Relitto di ambiente palustre sulle rive di un lago, importante per la notevole estensione delle associazioni di megaforbie, a contatto con la vegetazione lacustre. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.
Altre caratteristiche
Vasta area palustre a nord del Lago della Serraia (Altopiano di Piné); la vegetazione è data da prati umidi di megaforbie, una volta sfalciati. Lungo le rive del lago è sviluppata una fascia di magnocariceti, che sono progressivamente invasi dalla canna d'acqua. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Magnocaricion (Caricetum rostratae) (10%), Phragmition (canneti) (15%).
Protezione e conservazione
Mantenere i turisti e i visitatori lungo le strade perimetrali del biotopo, evitando che possano entrare nel settori maggiormente delicato dell'area protetta, cioè lo specchio d'acqua e il canneto a contatto con il lago. La sorveglianza è fondamentale per scoraggiare anche gli atti vandalici (ad es: l’incendio del canneto), che possono nuocere gravemente agli equilibri dell’area protetta. Eseguire una regolare manutenzione delle boe segnaletiche. Va trovata una soluzione volta alla rimozione delle turbative provocate dalla pesca sportiva, provvedendo come misura minima il posizionamento di adeguati filtri e il regolare monitoraggio degli scarichi.
Il biotopo, che interessa in parte il settore settentrionale del Lago della Serraia, è molto vicino a Pinè, un'area molto turistica, soprattutto nel periodo estivo. Il sito è delimitato da strade secondarie che in parte lo attraversano ed è confinante con centri abitati e insediamenti turistici. La localizzazione del biotopo e la presenza nel suo "cuore" di una pesca sportiva comporta un elevato disturbo soprattutto sulla componente faunistica dell'ecosistema. Il posizionamento di boe segnaletiche galleggianti al limite della porzione di specchio d’acqua protetto ha consentito di evitare i frequenti episodi, registrati in passato, di intrusione nel biotopo da parte di natanti di vario tipo. L'intervento si è tradotto in un minor stress per gli animali, che hanno così potuto aumentare il proprio successo riproduttivo.
Habitat interessati
- 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
È in atto l'applicazione dell'Accordo di Programma per il recupero del Lago, volto alla diminuzione della concentrazione di sostanze organiche presenti. Sono anche auspicabili la stabilizzazione del regime idrologico del Rio Valle e la riduzione dell'impatto della derivazione idroelettrica per pompaggio delle acque lacustri.
Le acque del Lago di Serraia presentano condizioni di ipertrofia e inquinamento organico, che si riflettono anche sull'ittiofauna. Altri fattori di minaccia sono dovuti alle condizioni di anossia e alla derivazione idroelettrica per pompaggio delle acque lacustri.
Lo sfalcio dei prati umidi invasi della cannuccia di palude e dalla Filipendula ulmaria, va valutato area per area in relazione alle priorità di conservazione ( habitat/ specie avifauna), anche in seguito alla valutazione dei risultati ottenuti nei settori di prati umidi interessati recentemente dal taglio di queste specie invasive. Un possibile intervento finalizzato all’aumento della ricettività di questo settore dell’area protetta nei confronti dell’avifauna acquatica, ma anche degli anfibi e dei rettili legati all’acqua, potrebbe essere la realizzazione di un sistema di stagni nelle aree paludose che si stendono nella porzione retrostante il canneto, anche grazie alla ricca presenza di ruscelli e sorgenti. In ogni caso il settore di canneto in prossimità del Lago di Serraia e il boschetto di salici con il raro Salix pentandra andranno assolutamente conservati, così come la prateria dominata da Calamagrostis canescens.
Solamente la fascia di canneto a contatto con il lago è utilizzata dalle specie ornitiche acquatiche, mentre tutta la rimanente parte di area protetta, non ospita specie delle zone umide, ma solo entità dei bosco, dei cespuglieti e dei coltivi. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che i prati paludosi, situati sul fondo della conca valliva, sono eccessivamente esposti e disturbati e vengono quindi evitati. Questi prati umidi, erano fino a non molti decenni fa in parte occupati da coltivazioni, oggi abbandonate per la scarsa produttività. Essi, nonostante siano invasi da cannuccia di palude e da Filipendula ulmaria e non ospitino specie notevoli, fungono da cuscinetto, preservando il biotopo dal disturbo connesso a un eventuale avvicinamento "via terra" al canneto. Inoltre, quest'area appare importante dal punto di vista botanico per la forte diffusione della rara Calamagrostis canescens, una presenza quasi unica a livello provinciale. Recentemente in alcuni settori marginali di questi prati umidi sono stati effettuati da parte di privati dei tagli del canneto per ottenere superfici pascolive.
È importante evitare ulteriori captazioni idriche e qualsiasi altro progetto in grado di abbassare il livello della falda. I boschi igrofili vanno valorizzati mediante il dirado dell'abete rosso.
Il settore sud-orientale del biotopo, che si sviluppa a monte della strada circumlacuale, da boschi igrofili dominati da ontano nero. È in corso un intervento di riduzione della pecceta artificiale, ma purtroppo l'abete rosso sta colonizzando alcuni lembi di ontaneta, probabilmente a causa di una diminuzione dell'umidità rispetto al passato dovuta a captazioni idriche e della realizzazione di strade forestali effettuate sul versante occidentale del Dosso di Costalta.
Habitat interessati
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
Direttiva Habitat (Natura 2000)