IT3120033 / Palude di Roncegno
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,21 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 4
Specie in Direttiva Uccelli: 10
Qualità

Relitto di ambiente paludoso e ripariale di fondovalle, diventato rarissimo in tutto il territorio provinciale. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.

Altre caratteristiche

Conoide sulla sinistra orografica della Valsugana, occupata da foreste ripariali ad ontano bianco sulla parte inclinata della conoide e da foreste paludose di ontano nero all'orlo inferiore della conoide; nelle radure delle ontanete sono presenti vaste praterie umide di megaforbie e palustri (magnocariceti). Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Alnetea glutinosae (5%), Magnocaricion (5%).

Protezione e conservazione
Habitat
5
Misure
6
Minacce
6

Misure di conservazione

È necessario lo svuotamento periodico dei sedimenti presenti nel bacino di decantazione (almeno ogni 3-5 anni). L'asporto dei sedimenti nei due invasi è invece un'operazione che porta per forza di cose a forti impatti sul biotopo a causa dell’accesso di mezzi pesanti nel cuore della zona protetta. Questa operazione va fatta ad intervalli di circa 10 anni nel periodo compreso tra i mesi di novembre e gennaio quando i rischi di disturbo per la componente ornitica sono modesti. Effettuare inoltre lo sfoltimento annuale tramite decespugliamanto e asporto di materiale organico, della fascia di vegetazione palustre costituita da cannuccia di palude e da tifa che circonda gli stagni, in modo da liberare parte delle rive. Si propone di effettuare i tagli a partire dal mese di novembre quando il periodo migratorio di tutte le specie legate al canneto può essere considerato terminato.

Minacce e motivazioni

La realizzazione al posto di una ex-discarica di due invasi, avvenuta nel 1997, ha senza dubbio determinato un aumento della diversità faunistica e ornitica in modo particolare. Risulta perciò di strategica importanza il mantenimento della loro integrità dalla minaccia di interramento data dal continuo apporto di sedimenti trasportati con le acque del torrente Chiavona e dall’accumulo di materiali organici di origine vegetale soprattutto dovuti alla cannuccia di palude e alla tifa. L’originale profondità degli stagni di 2 metri prevista dal progetto e poi realizzata con i lavori di scavo, si è oggi ridotta a pochi decimetri, nonostante la realizzazione di un bacino di sedimentazione posto poco a valle della strada che costeggia il limite occidentale del biotopo.

Habitat interessati
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Evitare qualsiasi intervento che possa captare l'acqua del Rio Chiavona o che possa abbassare il livello di falda. Migliorare, per quanto possibile il collegamento tra gli stagni artificiali con l'ambiente fluviale e, ove possibile, incrementare il loro ricambio idrico.

Minacce e motivazioni

La Palude di Roncegno rappresenta uno degli ultimi e più importanti boschi ripariali di fondovalle presenti nella Provincia di Trento. Quest'area conserva ancor'oggi, nonostante i numerosi interventi operati dall'uomo, le caratteristiche degli antichi paesaggi boschivi di fondovalle, sia in termini di struttura della vegetazione, sia per quanto riguarda le specie faunistiche presenti. Il continuo ed abbondante apporto di acque garantito dal Rio Chiavona e da altri ruscelli minori mantiene il terreno in uno stato di perenne ristagno d'acqua, anche grazie al fatto che questi corsi non sono canalizzati e quindi nel biotopo si ramificano in numerosi rivoli superficiali che si disperdono su un'ampia zona. La presenza d'acqua nel terreno, costituito in prevalenza da limi, sabbie e ghiaie alluvionali, rappresenta la condizione indispensabile per lo sviluppo della vegetazione palustre.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile

Misure di conservazione

È necessario sfalciare la cannuccia di palude e le entità nemorali spesso alloctone almeno una volta l'anno al di fuori del periodo riproduttivo e migratorio così da contenerne l’invadenza. Si propone di effettuare i tagli a partire dal mese di novembre quando il periodo migratorio di tutte le specie legate al canneto può essere considerato terminato.

Minacce e motivazioni

In alcuni tratti l'ontaneta è interrotta da radure occupate da prati umidi parzialmente invasi da cannuccia di palude. Questi ambienti aperti sono molto importanti perché contribuiscono ad elevare il grado di diversità dell'ecosistema palustre.

Misure di conservazione

È necessario il contenimento della diffusione della robinia, sia nelle particelle pubbliche sia in quelle private, attraverso un progetto di coinvolgimento, condivisione e partecipazione dei proprietari. Ciò in considerazione delle caratteristiche biologiche della robinia che attraverso la spiccata capacità di emettere nuovi polloni, potrebbero rendere poco efficace l’opera di impianto attuata nelle particelle di proprietà pubblica. In seconda battuta, qualora il coinvolgimento dei proprietari in questo progetto si rivelasse limitato, potrebbe risultare utile per limitare le capacità pollonifere della specie allungare comunque il turno dei tagli dei boschi privati di robinia presenti nel biotopo.

Minacce e motivazioni

L’elemento di maggiore distonia nel paesaggio forestale del biotopo è senza dubbio rappresentato dalle formazioni di robinia che, oltre ad aver ormai completamente occupato ampie porzioni periferiche del biotopo un tempo destinate alle aree prative e agricole, oggi abbandonate, hanno cominciato ad invadere anche la porzione più centrale e più naturale del biotopo. Nonostante da qualche tempo si stiano realizzando, almeno nelle particelle pubbliche, delle operazioni di contenimento e progressiva sostituzione della robinia attraverso cercinatura nel periodo della fioritura, invecchiamento dei polloni e messa a dimora di piantine appartenenti a specie autoctone, la minaccia dell'ulteriore diffusione della robinia rimane reale.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 9160 - Querceti di farnia o rovere subatlantici e dell’Europa centrale del Carpinion betuli
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

Misure di conservazione

Oltre a mantenere lo sfalcio estensivo dei prati ancora utilizzati, si potrebbe considerare l'opportunità di un recupero delle superfici di taluni prati da sfalcio abbandonati e ad esempio invasi da robinia. È evidente che la pubblicizzazione delle misure compensative previste dal PSR della PAT, inerenti la conversione all’utilizzo di pratiche biologiche per la conduzione delle coltivazioni che comporterebbero una significativa riduzione dell’impatto negativo sull’ambiente circostante, sarebbe auspicabile. Risulta di assoluta importanza però evitare che vi sia un diretto disturbo alla zona centrale del biotopo, dove sono localizzati i bacini artificiali e l’ontaneta paludosa. Si ritiene infine di notevole importanza anche allo scopo di programmare eventuali contromisure, prevedere la realizzazione di una ricerca che chiarisca la provenienza e la consistenza delle sostanze azotate e fosforiche nelle acque della Palude di Roncegno.

Minacce e motivazioni

Attualmente il biotopo non pare essere particolarmente pressato dalle pratiche agricole che si svolgono quasi esclusivamente fuori dai suoi confini. Gli habitat più delicati sono infatti ben protetti dai coltivi, che si trovano comunque ben delimitati da strade o da siepi. Nell'area protetta sono invece presenti prati da sfalcio in parte ancora utilizzati e in parte in stato di progressivo abbandono. Essi sono caratterizzati dall'ingresso di determinare specie invasive (es: rovi, ortica), che oltre a situazioni di degrado, possono rappresentare un campanello d'allarme nei confronti di un eccessivo apporto di liquami e fertilizzanti.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

Misure di conservazione

Per il contenimento dell'Impatiens glandulifera è necessario effettuare tagli ripetuti durante la stagione primaverile ed estiva in modo tale da impedire la formazione di fiori e soprattutto di semi. In alternativa si potrebbe far pascolare, solo nell'area di crescita della pianta, le greggi di ovini in transumanza nel periodo primaverile e autunnale. La brucatura e il calpestio da parte di bestiame pascolante dei germogli non permetterebbero a questa specie annuale di arrivare alla fioritura e alla produzione di semi. Si potrebbe inoltre verificare la disponibilità di allevatori della zona di Roncegno a tenere al pascolo con continuità alcune pecore all'interno della zona.

Minacce e motivazioni

Alcuni settori del biotopo, soprattutto la zona meridionale a confine con il Fiume Brenta Vecchio è invasa da Impatiens glandulifera, una specie esotica invasiva, che sta scalzando molte specie spontanee.

Habitat interessati
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
4
Specie (Direttiva)
47
Pressioni/Minacce
5
Classi habitat
7
Mappa delle osservazioni