Palù Longia
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,1 km²
- Tipo: ZSC
- Codice: IT3120056
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,1 km²Qualità
Torbiera di eccezionale importanza, sia per lo stato di conservazione (ottimo) che per i tipi di vegetazione in esso rappresentati, testimonianza di un tipo di ambiente molto raro in tutto il versante meridionale delle Alpi. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili, nonchè di interesse ornitologico per la presenza di specie tipiche dell'avifauna alpina.
Altre caratteristiche
Torbiera di sella sui rilievi montuosi dell'alta Val di Non, con la vegetazione delle torbiere piane fonticole, di transizione e alte (estesi sfagneti); sul bordo esterno è sviluppata una ristretta fascia con un bosco di betulla pubescente su torba, cui segue una fascia di abete rosso, pure su torba (torbiera boscata). Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Caricion fuscae (10%), Molinion (acidofilo) (10%).
Protezione e conservazione
Mantenere inalterate le condizioni idrologiche del biotopo, evitando qualsiasi intervento potenzialmente in grado di abbassare il livello della falda.
In passato il biotopo è stato interessato da scavi per estrarre la torba e più di recente è stata realizzata una strada forestale che costituisce il confine occidentale dell'area protetta e che interessa per un tratto anche il settore umido. Entrambi questi fattori hanno avuto senza dubbio un impatto decisamente negativo sull’equilibrio idrologico della torbiera, ma attualmente tutto fa pensare che si sia ripristinata una situazione di stabilità.
Habitat interessati
- 91D0* - Torbiere boscate
- 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
- 7110* - Torbiere alte attive
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
- 7230 - Torbiere basse alcaline
Sarebbe opportuno evitare di entrare nella torbiera con mezzi meccanici, limitando lo sfalcio alle aree meno umide e limitrofe del biotopo (nardeto, molinieto).
Nella parte nord-occidentale del biotopo un privato sfalcia in agosto il nardeto, il molinieto e in parte anche la torbiera. Se lo sfalcio del nardeto e del molinieto contribuiscono al mantenimento di questi importanti habitat, l'utilizzo di un mezzo meccanico (seppur leggero) nella torbiera provoca danni ingenti agli sfagni e alle altre specie turficole.
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 7110* - Torbiere alte attive
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
Sul medio periodo sarà opportuno vigilare affinché le pozze non si ostruiscano. Se ciò dovesse accadere andrebbero riaperte artificialmente.
Nella porzione più occidentale della torbiera, la più vicina alla strada, si possono osservare alcune zone depresse, con acqua stagnante, residuo degli scavi effettuati a scopo estrattivo di torba, che, oltre ad essere molto importanti per la componente faunisitica del biotopo (es: per gli anfibi), sono state colonizzate da specie vegetali molto interessanti e rare a livello provinciale (es: Utricularia minor).
È opportuno vigilare affinché il disturbo connesso con la frequentazione occasionale dell’area (soprattutto nel periodo di raccolta funghi) rimanga comunque basso. Le operazioni di esbosco di eventuali utilizzazioni forestali non dovranno interessare la torbiera.
Il biotopo non pare attualmente interessato da turbative ambientali significative. L’esistenza della strada forestale e la presenza di alcuni rustici nei pressi del sito non sembrano determinare una frequentazione antropica capace di incidere negativamente sull’ecosistema; infatti sono stati osservati solo pochi segni di calpestio nella zona umida (dovuti forse a cercatori di funghi). Tale favorevole situazione è da porre in relazione soprattutto al fatto che l’area può esser raggiunta dagli autoveicoli esclusivamente tramite strade a transito limitato, e a piedi solo con un lungo percorso: questo ha fino ad oggi scongiurato forme di massiccia frequentazione turistica, estremamente pericolose per i delicati equilibri della torbiera.
Il bosco affermato potrebbe essere lasciato ad evoluzione naturale, evitando di asportare il legno morto.
La pecceta rappresenta la struttura base che caratterizza l'ambiente in cui è inserita la torbiera. Per quanto limitata all'interno dell'area protetta ed estremamente meno pregevole dal punto di vista floristico-vegetazionale rispetto agli ambienti di torbiera, riveste un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli quali picidi e strigidi, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intero biotopo.
Habitat interessati
- 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
Direttiva Habitat (Natura 2000)