Montepiano - Palù di Fornace
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,33 km²
- Tipo: ZSC
- Codice: IT3120089
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,33 km²Qualità
Piccole paludi di grandissimo interesse floristico, per la presenza di specie rare e scomparse quasi ovunque. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili.
Altre caratteristiche
Altopiano porfirico sopra il paese di Fornace , fra la Val di Cembra e la Valsugana, con depressioni palustri nelle quali sono sviluppati prati umidi (molinieti, sceneti e cariceti) con specie molto rare; la vegetazione forestale è costituita da pinete a pino silvestre e da alcuni lembi di querceti di rovere. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Magnocaricion (20%).
Protezione e conservazione
Evitare l’apporto di azoto e di altri minerali in grado di favorire fenomeni di eutrofizzazione.
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
- 91D0* - Torbiere boscate
- 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7230 - Torbiere basse alcaline
- 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
Evitare le captazioni idriche, le bonifiche, i drenaggi e qualsiasi altro intervento potenzialmente in grado di modificare il livello della falda.
Habitat interessati
- 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
- 91D0* - Torbiere boscate
- 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7230 - Torbiere basse alcaline
Evitare apporti di materiale, anche forestale (accumulato ai margini delle zone umide).
Evitare la rinnovazione artificiale soprattutto di resinose (pino silvestre).
Monitorare il pascolamento e lo sfalcio affichè siano equilibrati per la tipologia di habitat e di tipo tradizionale.
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7230 - Torbiere basse alcaline
- 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
Contenere il fragmiteto e le invasioni legnose tramite sfalcio o decespugliamento (nel periodo autunnale) con asportazione della biomassa.
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 7230 - Torbiere basse alcaline
- 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
Valorizzare e conservare l’ontano nero e le latifoglie nobili, nelle situazioni in cui non minaccino le zone umide aperte.
Ridurre progressivamente le specie sostitutive (picea) e le eventuali specie alloctone.
Conservare in maniera generalizzata l’abete bianco, in quanto essenza arborea preferita dai picidi per lo scavo delle cavità di nidificazione, successivamente utilizzate dalla civetta capogrosso.
Evitare ogni forma di disturbo nei pressi di nidi occupati ad es. lavori forestali, riprese fotografiche e osservazione diretta non a scopo scientifico.
Evitare l’apporto di azoto e di altri elementi inquinanti per lo più derivanti dall’agricoltura o pastorizia intensive o da scarichi fognari/reflui.
Conservare integralmente gli ambienti umidi al fine di garantire il massimo livello possibile di diversità ambientale.
Promuovere l’adozione di criteri di gestione forestale basati sulla selvicoltura naturalistica attenta alla conservazione delle piante deperienti con cavità naturali, all’articolazione strutturale del bosco, al mantenimento di piante ad alto fusto utilizzate come posatoi, al rispetto delle specie eduli, alla conservazione in bosco di formicai e necromassa vegetale.
Contenere le invasioni legnose tramite sfalcio o decespugliamento (nel periodo autunnale) con asportazione della biomassa.
Incentivare una gestione agricola semi-estensiva che garantisca una diversificazione del paesaggio agrario (mantenere la presenza di zone prative e agricole interrotte da siepi, cespugli e alberi sparsi).
Direttiva Habitat (Natura 2000)