IT3120031 / Masi Carretta
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,03 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 1
Specie in Direttiva Uccelli: 2
Qualità

Torbiera di eccezionale interesse, isolata in una piccola conca, interessante per la fascia esterna di pecceta su torba. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili.

Altre caratteristiche

Piccola conca di esarazione glaciale nel Tesino (Trentino orientale), con una torbiera di transizione, che al centro ospita un laghetto residuo, progressivamente invaso dagli sfagni; il bordo esterno della torbiera è occupato da una fascia di foresta di abete rosso, sviluppata su torba (raro esempio di taiga alpina).

Protezione e conservazione
Habitat
5
Misure
4
Minacce
4

Misure di conservazione

Allo stato attuale non si ritiene di dover suggerire alcun intervento in ordine alla gestione idrica del biotopo. È comunque da evitare qualsiasi intervento che possa modificare il livello della falda. Sul medio periodo vigilare affinché gli ”occhi di torbiera” nella porzione meridionale del biotopo non si ostruiscano. Se ciò dovesse accadere andrebbero riaperti artificialmente.

Minacce e motivazioni

La zona umida appare ben idratata e in generale in una buona situazione di equilibrio idrico. Un’osservazione di una certa importanza è costituita dall’individuazione di un emissario (artificiale?) sotterraneo in corrispondenza di quello che presumibilmente era un vecchio sistema di trincee risalente al primo conflitto mondiale localizzato in corrispondenza del margine sud-occidentale dell’area protetta. L’emissario regola il livello idrico nella torbiera e pare attivo lungo tutto il corso dell’anno, inverno compreso.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
  • 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali

Misure di conservazione

È opportuno vigilare affinché il pur limitato disturbo dovuto agli escursionisti, alle operazioni di esbosco rimangano limitate e comunque al di fuori dell'area protetta. Nel caso dei proprietari delle casette sarebbe assai opportuno trovare delle forme di sensibilizzazione o addirittura di responsabilizzazione, per impedire che gli stessi vivano la protezione della torbiera come un’indebita intromissione in un’area di loro proprietà, ed evitare ostracismi o peggio vandalismi nei confronti del biotopo. A loro dovrebbe essere ribadita la proibizione di detenere o peggio lasciar vagare cani nel sito.

Minacce e motivazioni

A dispetto della relativa vicinanza con alcuni vecchi masi che sono abitati in prevalenza durante la bella stagione e/o nei week-end e delle relative strade e mulattiere di collegamento, relativamente poco trafficate, il biotopo non sembra patire particolari problemi dal punto di vista del disturbo antropico. Le uniche eccezioni forse sono costituite da qualche traccia di discarica di materiali edilizi e da una flora ricca di specie nitrofile sulle scarpate tra i masi e la torbiera.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion

Misure di conservazione

Sarebbe auspicabile rilasciare ad evoluzione naturale le aree di pecceta all'interno del biotopo (ad eccezione che i pecci non colonizzino le torbiere) per favorire l’instaurarsi di processi e strutture naturaliformi e per evitare danni a seguito delle operazioni d'esbosco nelle torbiere adiacenti. é inoltre opportuno favorire le latifoglie già naturalmente presenti nell'area.

Minacce e motivazioni

La pecceta divide e delimita le due zone umide che caratterizzano il biotopo. Si tratta di un bosco torboso di notevole interesse perché caratterizzato dalla presenza di un’abbondante copertura di sfagni sul terreno. Per quanto meno pregevole dal punto di vista floristico- vegetazionale rispetto agli ambienti di torbiera, riveste un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli quali picidi e strigidi, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intera area protetta.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
  • 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)

Misure di conservazione

Sarebbe utile effettuare alcuni interventi puntuali sugli individui di abete rosso che stanno colonizzando la zona umida a nord. Gli interventi dovrebbero prevedere lo sradicamento manuale (molti esemplari sono infatti giovani e/o di piccole dimensioni) o il taglio degli individui di peccio evitando di intervenire sui "bonsai". Tutto il materiale dovrà essere accatastato fuori dalla zona umida (ad esempio nella pecceta) e quindi divenire utilizzabile dalla fauna minore. Le operazioni andranno eseguite verso la fine di agosto per non disturbare le fasi più critiche dell’ornitofauna.

Minacce e motivazioni

Masi Carretta è circondato quasi per intero da un bosco di peccio che sta gradualmente colonizzando la zona umida settentrionale (problemi analoghi non sembrano invece sussistere per la torbiera maggiore). L’espansione della pecceta a scapito di questo settore porterebbe inevitabilmente ad un sensibile calo nella biodiversità del sito.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
6
Specie (Direttiva)
50
Pressioni/Minacce
4
Classi habitat
4
Mappa delle osservazioni