Marocche di Dro
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 2,51 km²
- Tipo: RNP, ZSC
- Codice: IT3120074
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 2,51 km²Qualità
Eccezionale ambiente detritico di fondovalle, con un paesaggio di tipo quasi desertico, di grande interesse per i fenomeni di colonizzazione da parte della vegetazione. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi. Presenza storica di lepidotteri presenti nell'allegato II.
Altre caratteristiche
Le marocche di Dro (bassa Valle del Sarca) sono formate da imponenti ammassi detritici di natura calcarea, di forma e dimensioni variabili, che hanno colmato gran parte del fondovalle; al loro interno si trova un laghetto originatosi per sbarramento da frana. Tutta l'area ha un aspetto quasi desertico, ove la vegetazione colonizza soltanto le porzioni favorevoli con specie pioniere, piccoli lembi di aree prative xeriche, nuclei di vegetazione arbustiva e talvolta forestale (caducifoglie termofile).. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Orno-Ostryetum (10%).
Habitat 6210 prioritario (stupenda fioritura di orchidee) con copertura del 9% del sito.
Protezione e conservazione
Un periodico servizio di pulizia e la chiusura fisica di una parte delle piazzole tramite l'apposizione di sbarre e l'inffittimento dei paracarri, potrebbero rappresentare le soluzioni a questi problemi.
Data la particolare morfologia, il territorio non è sede di particolari minacce legate alla frequentazione antropica. La principale distonia è probabilmente rappresentata dal tiro al volo che oltre a disturbi acustici determina l'accumulo sul terreno al confine con il biotopo di un'enorme quantità di materiale (residui dei piattelli e proiettili) tanto da sembrare una discarica di inerti. Una nota merita anche l'abbandono dei rifiuti lungo la S.P. 84 e la relativa diramazione verso il Lago di Cavedine. Soprattutto lungo quest'ultima sono presenti delle piazzole e degli slarghi utilizzati quali discariche abusive di inerti o temporaneamente per il campeggio libero con tutte le conseguenze del caso.
Habitat interessati
In loc. Laghisol si rende opportuno trovare delle forme di sensibilizzazione o addirittura di responsabilizzazione nei confronti dei proprietari, per impedire che vivano la protezione dello specchio d'acqua e delle sue rive come un’indebita intromissione in un’area di loro proprietà, ed evitare ostracismi o peggio vandalismi nei confronti del biotopo. Va comunque evitato qualsiasi intervento che possa modificare il livello della falda o che possa inquinare l'acqua.
In passato lo specchio d'acqua in loc. Laghisol ha accolto scarichi provenienti dall'abitazione sita nei pressi con conseguente pericolo di degrado biologico. Anche le rive dello stesso bacino hanno subito parziali interventi di bonifica. In vicinanza con il corpo idrico infine il cui proprietario ha messo in opera un impianto di irrigazione che gli ha consentito la parziale messa a coltura dell'area e la piantumazione di essenze alloctone.
Va controllata, mediante idonei interventi selvicolturali, l'espansione delle entità arboree e arbustive (in particolar modo di quelle esotiche invasive).
La copertura forestale è in parte costituita da popolamenti artificiale di Pino nero e da nuclei di Ailanto.
Habitat interessati
L'attività del tiro a volo deve cessare e l'area deve essere bonificata, per quanto possibile, dai residui.
L'attività del tiro a volo, seppur fisicamente enucleata dai confini del biotopo ma ad esso adiacente, a tutti gli effetti influisce negativamente con rumore e inquinamento dovuto residui di pallini di piombo e piattelli di plastica.
L'area, che non è interessata dalla presenza di habitat o specie di pregio naturalistico, deve essere sistemata in modo funzionale alla fruizione del biotopo, con la realizzazione di alcuni stalli per autovetture e l'allestimento di un punto informativo didattico. In tal modo si evita il degrado dovuto al parcheggio abusivo e si rende edotto il visitatore del pregio ambientale del sito.
L'area al Km 8,5 della S.P. 214, è usata come punto di stazionamento abusivo.
Va curata l'esposizione di cartelli segnaletici del grave danno ambientale e delle sanzioni pecuniarie che tale attività comporta.
Raccolta abusiva di bonsai naturali, specialmente lungo il percorso di visita e sentieri guardafili.
Direttiva Habitat (Natura 2000)