Lago Pudro
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,13 km²
- Tipo: RNP, ZSC
- Codice: IT3120040
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,13 km²Qualità
L'interesse è dovuto all'aggallato con la vegetazione delle torbiere di transizione. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi.
Altre caratteristiche
Vasta conca glaciale facente parte del bacino idrografico del torrente Fersina, completamente invasa dalla vegetazione delle torbiere di transizione (prati galleggianti); fino a pochi anni fà era quivi sviluppato il più vasto "aggallato" di tutto il Trentino. A seguito dello scavo della torba, al centro del bacino è oggi presente un vasto specchio d'acqua. La vegetazione è rappresentata dai residui della vegetazione dell'aggallato, mentre nelle vasche di escavazione della torba si è diffusa la ninfea. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Alnetea glutinosae (5%).
Protezione e conservazione
Va regolarmente controllato il limite attuale dei coltivi, ad evitare una continua erosione dell'ambito "naturale" dell'area protetta. A tale scopo è consigliabile l'impianto di adeguate essenze vegetali arboree (Alnus sp. e Salix sp) per creare un confine fisico tra il biotopo e le proprietà agricole situate a nord. Queste specie piantumate risulterebbero di fondamentale importanza per numerose pregevoli specie dell'avifauna che le utilizzerebbero come posatoi. Un'altra possibile misura potrebbe essere lo scavo di pozze o canali a limitata estensione (pochi mq) e modesta profondità (50 cm), tra il fragmiteto e i coltivi, per impedire l'avanzata degli stessi e per favorire la riproduzione degli anfibi e la presenza di insetti acquatici. Sarebbe infine auspicabile un ampliamento, anche modesto, dell'area protetta al fine di costituire una fascia di protezione a vantaggio della lingua di canneto che si distende lungo la riva del lago.
I numerosi lavori di rinaturalizzazione realizzati nel biotopo, tra cui l'eliminazione della discarica, unitamente all'acquisizione di alcuni terreni dell'area protetta da parte dell'Ente Pubblico, ha consolidato le possibilità di conservazione di questo prezioso ambiente naturale. Al confine settentrionale del biotopo sono però presenti alcune colture (un modesto vivaio, coltivazioni di piccoli frutti, prati falciati e orti), che tendono progressivamente ad erodere spazi al canneto localizzato all'interno dell'area protetta, riducendone lo spessore in direzione del lago. Tale associazione costituisce una fascia ecotonale tra la campagna coltivata e la zona umida e come tale risulta di grande importanza per il rifugio e la riproduzione di numerose specie di uccelli.
Habitat interessati
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
Monitorare l'estensione della torbiera e l'avanzata del canneto e dei saliceti. L'eventuale futuro contenimento della cannuccia di palude e dei salici dovrebbe avere luogo solo dove essi risultano realmente infestanti e realizzato con modalità "a scacchiera", alternando annualmente le porzioni su cui intervenire, sempre al di fuori della stagione riproduttiva dell'ornitofauna.
Lo specchio d’acqua creato con l’estrazione della torba, grazie allo sviluppo della vegetazione, attualmente si configura con un elemento di grande importanza naturalistica e paesaggistica. Al suo interno si trova uno splendido agallato dove sono stati censiti la maggior parte degli elementi floristici di maggior pregio. L'agallato sembra presentare oggi una discreta stabilità. Una potenziale minaccia, quantomeno per il medio periodo, è costituita dall'avanzata della cannuccia di palude e dei salici a scapito dell'ambiente di torbiera e delle rarissime specie floristiche che lo impreziosiscono.
Habitat interessati
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
I visitatori vanno mantenuti lungo il percorso di visita. Va limitato l'accesso dei mezzi motorizzati lungo la strada interpoderale che corre al margine meridionale del biotopo, che oggi risulta aperta al traffico. Va esercitata opportuna sorveglianza sull'ingresso nel biotopo di cani liberi, al fine di evitare all'avifauna nidificante sia lo stress derivante dagli inseguimenti, sia probabili predazioni dirette a danno di nidi e pulli.Si ritiene indispensabile mantenere l'inaccessibilità delle sponde del lago per evitare un indesiderato aumento del disturbo nelle fascia perilacuale che mantiene invece a tutt'oggi un apprezzabile grado di naturalità e tranquillità per la fauna.
La facile accessibilità dai centri abitati limitrofi (es: Vigalzano, Canzolino, Pergine Valsugana), la bellezza paesaggistica del luogo e il reticolo di strade che circondano il biotopo, sono tra i principali fattori che determinano un elevato flusso di visitatori nell'area protetta.
Monitorare la qualità delle acque del biotopo soprattutto per quanto riguarda la concentrazione di nitrati, di fosfati e di diserbanti. Limitare l'uso dei liquami evitando il loro spargimento soprattutto nel periodo autunnale e invernale all'interno del bacino imbrifero su cui insiste l'area protetta. Mantenere rigorosamente le captazioni idriche nei limiti concordati , evitare qualsiasi intervento che possa abbassare il livello della falda. Vanno adeguatamente pubblicizzate presso i proprietari dei terreni siti in vicinanza dell'areaprotetta le misure previste dal P.S.R. della P.A.T. per promuovere metodi di agricoltura alternativi e/o biologici, come ad esempio la conservazione di aree prative non concimate, lo sfalcio ritardato dei prati (a metà di agosto), la costituzione e/o mantenimento di siepi (che producano frutti appetiti), la conservazione di filari, piante isolate, boschetti, la manutenzione dei fossati e la realizzazione di colture a perdere.
Potenziali fattori di rischio sono legati alle attività agricole che si compiono fuori dell'area protetta. Gli afflussi di sostanze organiche eutrofizzanti e di fitofarmaci, e i possibili emulgimenti d'acqua costituiscono le minacce più reali.
È auspicabile un controllo della robinia e, in parte, dei rovi che, soprattutto nella porzione meridionale del biotopo, si stanno diffondendo nei boschi ripariali.
Possibili elementi di minaccia sono costituiti dalla robinia e dai rovi che tendono ad intaccare la naturale evoluzione vegetazionale delle sponde, soprattutto lungo il lato meriodionale del biotopo. Questo fenomeno porta sia ad un progressivo impoverimento qualitativo degli boschetti ripariali che vanno assolutamente conservati, sia ad una limitazione all'insediamento delle specie ornitiche di maggior pregio.
Habitat interessati
- 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
Direttiva Habitat (Natura 2000)