IT3120065 / Lago d'Idro
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,14 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 4
Specie in Direttiva Uccelli: 23
Qualità

Sito di eccezionale importanza a causa della vegetazione lacustre sulle rive del lago e delle vaste paludi sviluppate sul fondo di una vallecola che si immette nel lago stesso; ambiente unico nel suo genere, con associazioni vegetali sempre più rare a causa delle bonifiche nelle zone alluvionali di fondovalle. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi.

Altre caratteristiche

Riva settentrionale del Lago d'Idro (Valle del Sarca) con vasti canneti e soprattutto magnocariceti; di particolare interesse una valle percorsa da un immissario del lago e completamente invasa da magnocariceti. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Caricetum elatae e Caricetum gracilis (40%), Phragmition (30%).

Protezione e conservazione
Habitat
7
Misure
10
Minacce
10

Misure di conservazione

È necessario individuare delle misure di compensazione alla perdita dell'habitat 3130. È necessario anche che il livello idrico resti costante nell'intorno di una quota prefissata. Il range di fluttuazione idrica deve essere limitato al massimo di un metro nell'arco temporale minimo di un mese. Fluttuazioni del livello idrico più accentuate nello spazio e nel tempo causano ripercussioni negative alle specie e agli habitat. Un livello di quota medio, calibrato sulle esigenze avifaunistiche, dovrebbe essere a 368 quota S.L.I. Massimo range: 367,5-368,5 quota SLI nell'arco di un mese minimo.

Minacce e motivazioni

Gli ingenti interventi di ripristino naturalistico realizzati nell'ambito del progetto Nemos (abbassamento e reidratazione di una vasta porzione della sponda, ampliamento della risorgiva dalla quale nasce il Rio Fossone, piantagione di 5.000 talee di salice e ontano) hanno avuto sicuramente un impatto positivo sulle specie e sulle associazioni vegetali legate all’acqua, che risultavano fortemente minacciate dall'abbassamento prolungato del livello dell'acqua soprattutto a seguito degli emungimenti a scopo irriguo nel settore bresciano del Lago d'Idro. La successiva decisione della provincia di Brescia/Regione Lombardia di innalzare in maniera costante il livello del Lago ha determinato però la scomparsa di alcune rarissime specie e associazioni di sponda fangosa che si sviluppavano nei periodi di inaridimento delle rive.

Habitat interessati
  • 3130 - Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea

Misure di conservazione

È da incrementare ulteriormente la diversità del reticolo idrografico attraverso interventi volti all'estensione degli ambienti acquatici d'acqua corrente (rami laterali e varici del corso d'acqua), d'acqua morta (morte a contatto con il corso d'acqua) e ferma (lanche). È da conservare accuratamente la possibilità di scambio dell'ittiofauna tra il Lago d'Idro e il Rio Fossone, mantenendo la sua continuità longitudinale e la foce naturale nel lago.

Minacce e motivazioni

La struttura generale dell'alveo, compreso nell'originario letto terminale del Fiume Chiese, nonché la confluenza di acque di risorgiva di ottima qualità consentono il mantenimento di uno stato di elevata naturalità secondaria, ampiamente compatibile con le caratteristiche originarie del reticolo idrografico perifluviale del fondovalle del Chiese.

Habitat interessati
  • 3130 - Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 3240 - Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion

Misure di conservazione

Evitare in futuro il taglio delle specie igrofile arboree soprattutto in corrispondenza dei corsi d'acqua. Prevedere invece il contenimento dei nuclei di robinia.

Minacce e motivazioni

In questi ultimi anni purtroppo non pochi caratteristici esemplari arborei sono stati abbattuti in corrispondenza dei corsi d'acqua ed è stata effettuata una ripulitura degli alvei torrentizi. Si tratta di interventi che vanno in direzione diametralmente opposta rispetto alle esigenze di conservazione della fauna di rilevante valore che caratterizza l'area protetta.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)

Misure di conservazione

Vanno programmate operazioni di sfalcio negli arrenatereti e soprattutto nei molinieti e nei magnocariceti, nonché il contenimento della cannuccia di palude e degli arbusti che stanno invadendo questi habitat. Ovviamente gli interventi dovrebbero essere programmati a rotazione sulle varie superfici del biotopo, concentrandosi sulle aree non ancora completamente invase della cannuccia di palude o "chiuse" dagli arbusti, in modo da mantenere sempre quella condizione di “mosaico ambientale” che tende a far accrescere la diversità floristica e che sembra soddisfare le esigenze ecologiche della maggior parte delle specie della fauna. Gli interventi, che dovranno ripetersi sulla stessa zona ogni 2-3 anni, dovranno essere effettuati nel periodo tardo-autunnale invernale con asportazione completa della biomassa prodotta.

Minacce e motivazioni

L'area protetta sta cambiando lentamente aspetto, soprattutto a livello della composizione delle fitocenosi e conseguentemente della struttura della vegetazione. Il fragmiteto, molto spesso degradato da elevate coperture di specie erbacee invasive (es: ortica e Calistegia), ha colonizzato ampi spazi (soprattutto in loc. Camarelle) un tempo caratterizzati dalla presenza di magnocariceti e molinieti. Giovani piante di pioppo e dell'esotica Phyllostachys stanno incespugliando ampi settori in loc. Rionda. A seguito del parziale abbandono della fienagione anche l'assetto vegetazionale degli arrenatereti in alcune zone è profondamente mutato, a seguito dell'invasione di specie fortemente concorrenziali e/o di specie arbustive.

Habitat interessati
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

Misure di conservazione

Ridurre, anche attraverso una più assidua sorveglianza, le varie attività che si svolgono all'interno dell'area protetta, mantenendo i turisti sul percorso di visita, evitando l'attracco di imbarcazioni, la percorrenza con le stesse del Rio Fossone e interdendo l'ingresso alle rive del biotopo. Per quanto riguarda il campeggio vanno ricercate ipotesi di mitigazione del disturbo che la sua presenza comporta.

Minacce e motivazioni

Il biotopo è localizzato in un'area a vocazione turistica limitata al periodo estivo, con flusso giornaliero di persone dalle limitrofe località. Nei pressi del sito sono presenti alcune strutture legate all'industria turistica. Presso l’estremità sud- orientale è presente ad esempio un campeggio, in loc. Rionda un locale pubblico e una spiaggia (alcuni bagnanti sconfinano anche all'interno dell'area protetta). Di recente un piano di valorizzazione da parte del Servizio Ripristino e Valorizzazione Ambientale della Provincia di Trento ha curato tra l’altro la costruzione di un ampio parcheggio nei pressi del campeggio, la sistemazione dei sentieri e la realizzazione di una pista ciclabile che entra nel biotopo stesso. L'innalzamento infine del livello dell'acqua ha favorito l'attracco nel biotopo di molte imbarcazioni (di pescatori e di turisti) in loc. Camarelle.

Misure di conservazione

Va prevista la creazione di barriere vegetali, sotto forma di siepi e filari di alberi, che accentuino la separazione spaziale tra i coltivi intensivi, campi di mais, e l'area protetta. Anche se probabilmente inattuabile la soluzione migliore resterebbe peraltro quella di acquisire al biotopo un fascia di campagna alcune decine di metri da riconvertire in superficie cuscinetto. Vanno inoltre accuratamente pubblicizzate presso i proprietari dei terreni siti nell'area protetta e nelle vicinanze della stessa le misure previste dal Piano di Sviluppo Rurale, in modo da favorire il più possibile pratiche agricole alternative e/o biologiche più compatibili con tutela delle importanti risorse naturali presenti nel biotopo.

Minacce e motivazioni

Il biotopo si trova a stretto contatto con insediamenti residenziali e varie attività produttive. La porzione più meridionale del biotopo include una fascia di coltivi che bordano, verso l'interno, il canneto. Le colture presenti, soprattutto nel settore sud-orientale, in buona parte sono di carattere estensivo (prati da sfalcio, filari di alberi da frutta, orti) e per questo vanno mantenute, in altri casi sono però rappresentate da intensivi campi di mais che soprattutto nella porzione più settentrionale giungono quasi a ridosso della zona umida.

Habitat interessati
  • 3240 - Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

Misure di conservazione

Al fine di ottenere il ripristino almeno parziale delle condizioni ittiche naturali va evitata l'immissione di trote fario di provenienza ittiocolturale di ceppo "atlantico" e contenere la diffusione dei taxa ittici alloctoni quali la trota iridea e il rodeo.

Minacce e motivazioni

La presenza e l'elevata abbondanza di taxa esotici di pesci trota iridea, rodeo) diffusisi ampiamente in tempi recenti nel Lago d'Idro hanno determinato la riduzione o la scomparsa di molti dei taxa ittici caratteristici della zona.

Misure di conservazione

Il biotopo Lago d'Idro é della massima importanza per quanto concerne le presenze di avifauna migratoria e stanziale. Si ricorda che l'attività venatoria non è consentita all'interno dei confini del biotopo. Vanno ricercati accordi con le associazioni di cacciatori, per assicurare la fruizione invernale dell'area protetta anche ad opera di specie che attualmente vengono allontanate.

Minacce e motivazioni

Minacce presenti nel biotopo sono la caccia, che viene svolta prevalentemente da appostamenti fissi esterni al biotopo, a cui si devono aggiungere peraltro episodi di bracconaggio, e la pesca, che provoca un intenso disturbo soprattutto nel periodo riproduttivo dell'avifauna.

Misure di conservazione

Va sistematizzato il servizio di pulizia per eliminare i rifiuti che le correnti del lago regolarmente L'intervento depositano. dovrebbe limitarsi all'asportazione delle immondizie lasciando in loco invece i resti delle cannucce d'acqua e più in generale i detriti vegetali la cui presenza sulle sponde è per contro assolutamente naturale.

Minacce e motivazioni

L’elevata frequentazione antropica dell’area e il particolare regime di brezze che, con superiore frequenza rispetto alle altre direzioni, spirano dal lago verso la costa settentrionale, e quindi verso il biotopo, determinano come possibili conseguenze la formazione di accumuli di sporcizia.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3130 - Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 3240 - Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion

Misure di conservazione

Nel 2005/2006 è stato restaurato il canneto in destra orografica del Rio Fosson. Stante il buon risultato, accertato da una maggiore presenza avifaunistica, vanno ora programmati analoghi interventi con le stesse modalità operative anche nel più vasto canneto che si estende in sinistra orografica Rio Fosson fino al campeggio con la creazione di raccolte d'acqua interne, smarginature dei bordi, riassetto ecotoni, diversificazioni dell'ambiente fisico in modo tale da far rientrare habitat (tipo cariceto e molinieto) che hanno subito forte regresso a causa delle oscillazioni del livello lacustre.

Minacce e motivazioni

I canneti del biotopo, a seguito del lungo periodo di basso livello idrografico del lago, si sono evoluti verso fasi meno umide, diminuendo la loro capacità di ricezione della fauna acquatica. Ora con l'innalzamento del livello idrico, per recuperare la perduta funzionalità, i canneti ricompresi fra il Rio Fosson e il campeggio avrebbero bisogno di una manutenzione straordinaria.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3130 - Acque stagnanti, da oligotrofe a mesotrofe, con vegetazione dei Littorelletea uniflorae e/o degli Isoëto-Nanojuncetea
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 3240 - Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion
  • 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
6
Specie (Direttiva)
37
Pressioni/Minacce
9
Classi habitat
5
Mappa delle osservazioni