IT3120055 / Lago di Toblino
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 1,71 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 7
Specie in Direttiva Uccelli: 34
Qualità

Lago di fondovalle con cintura di vegetazione elofitica, in una cornice ambientale e paesaggistica di eccerzionale interesse, per la presenza dei boschi sempreverdi di leccio, qui al loro limite settentrionale di distribuzione. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.

Altre caratteristiche

Lago di fondovalle (Valle del Sarca), con una cintura di vegetazione palustre (in prevalenza canneto) e lacustre (qualche nucleo di "lamineto" a ninfea gialla); in alcuni punti delle rive è presente anche qualche nucleo di saliceto a salice bianco. Il sito comprende anche le colline circostanti il lago, con boschi cedui di leccio. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Phragmition (10%).
Habitat 6210 prioritario (stupenda fioritura di orchidee) con copertura dello 0,04% del sito.

Protezione e conservazione
Habitat
8
Misure
5
Minacce
5

Misure di conservazione

La conservazione delle preziose caratteristiche di naturalità e tranquillità che già ora contraddistinguono il lago rappresenta la migliore garanzia anche per il mantenimento sia qualitativo che quantitativo dell'attuale diversità biologica. A questo riguardo va prestata attenzione ai possibili sbalzi di livello delle acque causati dalla gestione artificiale delle stesse. È inoltre utile limitare o meglio vietare la frequentazione da parte soprattutto dei pescatori della penisola che si protende nel lago di fronte a Santa Maria al lago. Tale intervento potrebbe essere reso definitivo scavando un canale largo qualche metro nel punto di distacco dalla terraferma della penisola, la cui larghezza non supera qualche decina di metri, così da trasformarla artificialmente in isola. È infine assolutamente sconsigliabile l'approntamento di sentieri o percorsi sulla sponda occidentale, meridionale e orientale in quanto comporterebbero un indesiderato aumento del disturbo in aree che mantengono invece a tutt'oggi un apprezzabile grado di naturalità.

Minacce e motivazioni

La presenza di una strada, anche se con elevata percorrenza, lungo il solo tratto di sponda settentrionale e addirittura l'assenza di qualsiasi via di transito, anche di semplici sentieri, lungo buona parte delle restanti sponde del Lago di Toblino, unita alla vastità dello specchio lacustre, alla sinuosità della linea di sponda, all'esistenza di alcune isolette assicura alla fauna vertebrata una condizione di notevole tranquillità e sicurezza. Anche il disturbo generato dalle pratiche alieutiche non è eccessivo essendo limitato quasi esclusivamente alle sponde sud-occidentali. Ultimo punto da ricordare è l'assenza pressoché completa di attività balneari o comunque di frequentazione turistica dello specchio lacustre, conseguente alla bassa temperatura delle acque ed alle pericolose correnti che attraversano il lago. L'elevata diversità territoriale determina un elevato numero di specie floristiche alcune delle quali assolutamente poco frequenti a livello provinciale

Habitat interessati
  • 7210* - Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Sarebbe utile prevedere alcuni interventi di contenimento degli arbusti che stanno invadendo gli ormai limitati lembi di prato arido presenti soprattutto nei settori settentrionale, orientale e meridionale dell'area protetta.

Minacce e motivazioni

Il declino del piccolo allevamento e l'abbandono dello sfalcio estensivo a carico dei prati aridi, ha determinato una avanzata degli arbusti e dei boschi. Questa dinamica vegetazionale ha causato quindi l'inesorabile regresso delle aree prative poco produttive e la rarefazione di molte specie ad esse legate.

Habitat interessati
  • 6210(*) - Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte da cespugli su substrato calcareo (Festuco-Brometalia) (*stupenda fioritura di orchidee)
  • 62A0 - Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneretalia villosae)
  • 6110 - Formazioni erbose rupicole calcicole o basofile dell'Alysso-Sedion albi

Misure di conservazione

Pur essendo velleitaria l'ipotesi di una "riappropriazione" totale della pertinenza comune, non dovrebbe essere definitivamente accantonata l'idea di rinaturalizzare una parte di questa ampia area restituendola alla flora ed alla fauna lacustre.

Minacce e motivazioni

Nella porzione più meridionale del lago, là dove i vigneti confinano direttamente con il fragmiteto, la comparazione tra le mappe catastali e l'andamento reale del terreno mostra che un'ampia fascia di campagna (ca. 500 m di sponda per una larghezza media di 50 m tra S. Maria al Lago ed il punto ove nasce il T. Rimone) è stata ricavata direttamente sulla particella fondiaria del lago e risulta quindi essere di proprietà pubblica.

Misure di conservazione

È da evitare qualsiasi ampliamento dei vigneti a scapito delle leccete e dei boschi di forra. Per quanto riguarda la gestione selvicolturale è opportuno rispettare il leccio e valorizzare le latifoglie nobili.

Minacce e motivazioni

Tra le zone boscate comprese nel biotopo che meritano un'attenzione particolare rientrano i boschi di forra e le leccete che possono essere minacciate dall'eventuale ampliamento dei vigneti.

Habitat interessati
  • 91H0* - Boschi pannonici di Quercus pubescens
  • 9340 - Foreste di Quercus ilex e Quercus rotundifolia

Misure di conservazione

Si potrebbe mettere a disposizione degli anfibi piccole raccolte d’acqua utilizzabili per la riproduzione. Non dovrebbe essere troppo difficoltoso realizzare a questo scopo nel settore orientale del biotopo alcuni scavi di modesta estensione e profondità, che in brevissimo tempo diverrebbero certamente siti riproduttivi di estrema importanza per la salvaguardia delle popolazioni locali di anfibi.

Minacce e motivazioni

La presenza nel biotopo degli anfibi è piuttosto scarsa, e la riproduzione della maggior parte delle specie è compromessa a causa dell’assenza di idonei siti di deposizione delle uova.

Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
5
Specie (Direttiva)
156
Pressioni/Minacce
2
Classi habitat
7
Mappa delle osservazioni