Lago di Santa Colomba
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,06 km²
- Tipo: ZSC
- Codice: IT3120102
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,06 km²Qualità
L'importanza del sito è dovuta al lago con relativo orlo di vegetazione elofitica e alla piccola palude con una rara vegetazione muscinale. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili.
Altre caratteristiche
Lago di esarazione glaciale sull'Altopiano porfirico del M. Calisio, situato fra la Val di Cembra e la Valsugana, con una cintura di vegetazione di idrofite natanti e sommerse e di elofite; nei pressi del lago si trova una piccola palude con cariceti, canneti e un folto strato muscinale. La zona circostante è occupata da foreste di pino silvestre. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Phragmition (10%).
Protezione e conservazione
Evitare l’apporto di azoto e di altri minerali in grado di favorire fenomeni di eutrofizzazione.
Habitat interessati
- 7210* - Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae
- 91D0* - Torbiere boscate
- 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
- 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
Evitare ulteriori trasformazioni delle sponde lacuali per salvaguardare la vegetazione perilacustre in tutte le sue articolazioni (evitare cementificazioni, costruzione di nuovi sentieri, di nuovi parcheggi, riprofilazioni e movimento terra, ampliamento delle spiagge, messa in opera di pontili, deposito di materiali di qualsiasi tipo).
Habitat interessati
- 7210* - Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae
- 91D0* - Torbiere boscate
- 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
- 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
Evitare le captazioni idriche, le bonifiche, i drenaggi e qualsiasi altro intervento potenzialmente in grado di modificare il livello della falda.
Habitat interessati
- 7210* - Paludi calcaree con Cladium mariscus e specie del Caricion davallianae
- 91D0* - Torbiere boscate
- 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
- 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
- 7140 - Torbiere di transizione e instabili
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
Ridurre il disturbo da calpestio dovuto all’elevata pressione turistica e al passaggio di biker, anche fuori sentiero.
Contenere il fragmiteto e le invasioni legnose tramite sfalcio o decespugliamento (nel periodo autunnale) con asportazione della biomassa soprattutto nelle aree dove minacciano la sopravvivenza di specie in lista rossa (es: Utricularia minor).
Ridurre progressivamente le specie sostitutive (picea, pino silvestre, betulla).
Evitare l’apporto di azoto e di altri minerali in grado di favorire fenomeni di eutrofizzazione.
Sorvegliare le eventuali raccolte o catture illegali.
Ridurre al minimo gli interventi artificiali di ripopolamento con specie autoctone. Non sono ammesse immissioni di quantitativi superiori alla capacità portante dell’ambiente.
Evitare ulteriori trasformazioni delle sponde lacuali per salvaguardare la vegetazione perilacustre in tutte le sue articolazioni (evitare cementificazioni, costruzione di nuovi sentieri, di nuovi parcheggi, riprofilazioni e movimento terra, ampliamento delle spiagge, messa in opera di pontili, deposito di materiali di qualsiasi tipo).
Evitare le immissioni di specie estranee ai popolamenti ittici teorici in tutti gli ambienti naturali. Evitare l’utilizzo di pesce vivo come esca.
Ridurre il disturbo antropico derivante principalmente da attività ludiche (turismo, pesca), soprattutto nel periodo riproduttivo.
Evitare ogni forma di disturbo nei pressi di nidi occupati ad es. lavori forestali, riprese fotografiche e osservazione diretta non a scopo scientifico.
Direttiva Habitat (Natura 2000)