Lago di Loppio
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 1,13 km²
- Tipo: RNP, ZSC
- Codice: IT3120079
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 1,13 km²Qualità
Ambiente di notevolissimo interesse, con resti di vegetazione naturale lungo le rive e vasti fenomeni di colonizzazione delle specie pioniere sul fondo (formato di crete lacustri), dell'antico bacino lacustre. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi.
Altre caratteristiche
Vasto bacino lacustre nell'incisione valliva fra il gruppo del M. Bondone e quello del M. Baldo, che fino a 30 anni fà occupava il Lago di Loppio, poi prosciugato; sul fondo dell'antico bacino lacustre è ora sviluppata una vegetazione molto ricca di praterie umide e palustri, in mezzo alle quali si va diffondendo il salice bianco. Lungo alcuni tratti delle rive sono presenti banchi di torba con un una rara vegetazione a Ciperacee. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Caricetum elatae (Magnocaricion) (5%), Alnetea glutinosae (10%), Phragmition (15%).
Habitat 6210 prioritario (stupenda fioritura di orchidee).
Protezione e conservazione
Nei lavori per il ripristino parziale del Lago di Loppio attenersi rigorosamente a quanto prescritto dallo studio di incidenza e nel caso si prospettino, con l'avanzare degli stessi, scenari non previsti, effettuare nuove indagini naturalistiche per evitare di stravolgere completamente l'attuale assetto naturalistico del biotopo. In questa sede non si propongono misure di conservazione attiva (es: realizzazionedi invasi permanenticontenimentoper gli anfibi, delle essenze vegetali invasive, rimodellamento del canale di drenaggio) visto l'imminente inizio dei lavori di ripristino.
A seguito del prosciugamento artificiale del Lago di Loppio è iniziato un processo ininterrotto di degrado del sito. Dal confronto infatti con studi effettuati in varie epoche, si vede come vi sia una rarefazione e scomparsa sia degli ambienti umidi che delle specie più legate all'acqua. Diversi sono stati i progetti di recupero degli assetti vicini a quelli originari, l'ultimo dei quali mira al ripristino parziale del lago. L'inizio dei lavori dovrebbe essere prossimo. Le opere più importanti riguardano lo scavo di una galleria per captare acqua di falda, la realizzazione di un bacino di lagunaggio per far sedimentare l'acqua captata, la parziale impermeabilizzazione dell'alveo, il collegamento con la galleria Adige-Garda per regolare il livello del lago e la realizzazione di un'area verde. Si tratta di un progetto che potrà migliorare l'attuale assetto del biotopo ma che in varie fasi può risultare fortemente impattante sulle varie componenti naturali, per questo è stato redatto uno studio di incidenza per mitigare i maggiori aspetti critici e, in base ai possibili scenari che si avranno, indirizzare le successive fasi progettuali.
Pare opportuno il controllo attento della caccia, sembra anzi prioritario individuare una fascia di silenzio venatorio, soprattutto lungo il margine orientale del biotopo, dal lato opposto della strada statale.
Nonostante il divieto, la caccia si compie ancora entro i confini del biotopo, soprattutto sugli aspri versanti del settore orientale che sembrano impedire, di per sè, l'accesso ai cacciatori.
È necessaria una periodica pulizia, almeno dei rifiuti da ritenersi "a rischio", come contenitori di vernice e batterie esauste per autoveicoli.
Lungo il ciglio della ciclabile e lungo la scarpata che delimita a sud il biotopo con i coltivi, sono presenti delle discariche di materiali inerti. All'interno del biotopo, soprattutto nella parte meridionale, si notano numerosi pneumatici, alcuni anche nel canale di drenaggio.
Habitat interessati
- 6430 - Bordure planiziali, montane e alpine di megaforbie idrofile
Vanno infatti pubblicizzate presso i proprietari dei terreni nel sito e in sua vicinanza le misure previste dal P.S.R. della P.A.T. per far adottare metodi di agricoltura alternativi e/o biologici necessari per la tutela delle importantirisorse naturali presenti nell'area protetta, come ad esempio la conservazione di aree prative non concimate, lo sfalcio ritardato dei prati, la costituzione e/o mantenimento di siepi (che producano frutti appetiti), la conservazione di filari, piante isolate, boschetti, la manutenzione dei fossati e la realizzazione di colture a perdere.
Potenziali fattori di rischio sono legati alle attività agricole che si compiono dentro e ai margini dell'area protetta. Gli afflussi di sostanze organiche eutrofizzanti e di fitofarmaci costituiscono le minacce più reali.
Completamento del programma di salvaguardia della migrazione degli anfibi, con realizzazione in particolare dei rimanenti tre-quattro sottopassi finestrati e relative bocche d'accesso lungo la strada statale 240 nel tratto del Lago di Loppio.
La migrazione degli anfibi, favorita dalle condizioni di periodico reinvaso dell'alveo che probabilmente si stabilizzeranno a seguito dei lavori di ripristino, trova ancora ostacoli dall'attraversamento della statale 240, nonostante i quattro sottopassi e le barriere stabili realizzate nel 2002.
Direttiva Habitat (Natura 2000)