Lago d'Ampola
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,24 km²
- Tipo: RNP, ZSC
- Codice: IT3120076
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,24 km²Qualità
Eccezionale ambiente lacustre, con la seriazione completa della vegetazione, situato in una gola rocciosa calcarea di grande bellezza. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.
Altre caratteristiche
Lago eutrofico di fondovalle, situato in un'area pianeggiante in corrispondenza dello spartiacque fra la Valle di Ledro e la Val d'Ampola; nel lago si trova una ricca vegetazione di idrofite natanti; le rive sono occupate da una fascia di canneto, al quale seguono magnocariceti, prati umidi e torbosi. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: Magnocaricion (10%).
Protezione e conservazione
Evitare che venga abbassata la soglia del Torrente Palvico oppure che vi siano captazioni dell'immissario. L'elettrodotto a media tensione sarà interrato nel 2010-2011 da parte della Cedis. L'interramento dell'elettrodotto ad alta tensione é di fatto irrealizzabile, considerati i costi e l'impossibilità tecnica di interrarne solo un breve tratto.
A partire dal 1991sono stati effettuati interventi di recupero ambientale indispensabili per la conservazione delle specie e degli habitat del biotopo. La discarica è stata isolata dai flussi idrici in modo tale da evitare il dilavamento; il livello della falda è stato ristabilito, la strada in sponda orientale è stata rimossa e si è provveduto all’impianto di specie vegetali adatte agli ambienti di ripa. Infine è stata ripristinata la configurazione naturale delle sponde, creando nicchie per la sosta e la riproduzione dell’avifauna. Le migliorie dovute ai lavori di ripristino dell’area protetta hanno ormai raggiunto uno stato di avanzamento tale per cui buona parte del biotopo si presenta in condizioni ambientali ottimali. Una nota distonica è rappresentata dai due elettrodotti ad alta e media tensione che attraversano il biotopo.
Evitare che il flusso di visitatori fuoriesca dal percorso di visita. Prevedere un percorso barrierato anche ad uso ciclistico dal ponte su torrente Ovri al Centro visitatori, in modo tale da evitare che le biciclette possano disperdersi e girovagare per il biotopo.
La presenza della S.S. 240 che delimita verso ovest l'area protetta, e della pista ciclabile determina un elevato flusso di turisti e di visitatori lungo il percorso di visita.
La presenza di capi bovini in vicinanza del biotopo è accettabile, sempre che la dimensione dei pascoli non eroda il molinieto e che i carichi zootecnici siano dimensionati con la capacità portante del luogo e quindi non influiscano negativamente sui suoi assetti fisici e biologici. È importante anche che lo sfalcio estensivo continui ad essere esercitato, anche nel settore sud- orientale in modo da evitare il precoce ingresso di elementi floristici indesiderati, quali erbe dei prati abbandonati o specie arbustive e arboree. Per evitare fenomeni di eutrofizzazione si suggerisce il controllo qualitativo delle acque di sgrondo.
A monte del biotopo è presente una stalla i cui pascoli sono confinanti con l'area protetta. L'attività di pascolamento, pare non influisca in misura rilevante sulla struttura della zona umida, anzi contribuisce a tener controllata l'avanzata degli arbusti. Anche lo sfalcio estensivo dei prati al confine occidentale del biotopo sono importanti per la conservazione di questa tipologia ambientale.
Habitat interessati
- 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
- 3240 - Fiumi alpini con vegetazione riparia legnosa a Salix eleagnos
- 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
- 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
- 7230 - Torbiere basse alcaline
Il fragmiteto asciutto andrebbe controllato, bloccandone l’avanzata con tagli selettivi da effettuare ad esempio ogni 3-4 anni quando il terreno è ormai perfettamente gelato ma non ancora coperto di neve (fine novembre-dicembre). La cannuccia ottenuta non va accumulata nella zona umida ma va allontanata dal biotopo.
Il molinieto a nord-est della passerella del percorso di visita (verso il limite settentrionale del biotopo) è in parte invaso dalla cannuccia di palude. Nel prossimo futuro è presumibile un'ulteriore progressiva diffusione del fragmiteto anche nel settore tra la passerella e il lago con effetti negativi anche per molte specie floristiche notevoli.
È utile eliminare al più presto Impatiens glandulifera, che sembra presente in un'area ben delimitata del biotopo. La sua ulteriore diffusione renderebbe quest'azione molto più complessa.
Nei pressi dell'inizio del percorso di visita è presente un nucleo assai denso di Impatiens glandulifera, una specie alloctona invasiva, che nel brevo-medio periodo potrebbe conquistare altri spazi a discapito delle specie spontanee.
Si rende necessaria una rimodulazione della morfologia spondale per favorire ecotoni più ricchi di habitat umidi. Interventi da eseguire in tardo autunno o fine inverno, dopo o prima le covate degli uccelli acquatici.
Dopo il restauro delle sponde effettuato ad inizio anni novanta, la vegetazione a Fragmites ha colonizzato in modo fin troppo invasivo ambienti di transito terra/acqua non dando spazio ad altre specie tipiche di sponda.
Direttiva Habitat (Natura 2000)