IT3120045 / Lagabrun
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,05 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 3
Specie in Direttiva Uccelli: 1
Qualità

Torbiera di transizione ben conservata. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.

Altre caratteristiche

Bacino di esarazione glaciale sul Dossone di Cembra, con prati umidi e palustri; al centro si trova una pozza, residuo di un antico laghetto, con qualche lembo di vegetazione delle torbiere di transizione. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Caricion fuscae (10%), Molinion acidofilo (10%).

Protezione e conservazione
Habitat
6
Misure
7
Minacce
7

Misure di conservazione

Mantenere lo sfalcio estensivo dei nardeti e delle zone umide che circondano il canneto, da effettuarsi non prima della seconda metà di luglio, con mezzi leggeri e allontanando il materiale sfalciato. Inoltre il taglio andrebbe fatto per “settori” lasciando quindi una fascia o un bordo di prato non tagliato all’interno della quale gli animali possano comunque trovare rifugio. Qualora il prato dovesse essere tagliato interamente è comunque importante che le operazioni di sfalcio si svolgano a partire dal lato meridionale verso il centro della conca così da consentire agli animali di potersi rifugiare nel canneto della torbiera via via che la macchina operatrice avanza. Pubblicizzare presso gli agricoltori dell’area le misure contenute nel P.S.R. della P.A.T. che, tra l'altro, prevede la concessione di aiuti per il mantenimento dei prati umidi e da strame (cariceti e canneti).

Minacce e motivazioni

Le zone prative sono ancora in buone condizioni perché vengono mantenute grazie ai proprietari che fino ad oggi hanno sfalciato ogni anno gran parte dei prati (compresa una parte di quelli umidi). Le praterie che occupano la porzione meridionale della conca sono inoltre caratterizzate dalla presenza del re di quaglie. È evidente che qui la conservazione di un ambiente adatto a questo Rallide deve prevalere su altre considerazioni di ordine economico.

Habitat interessati
  • 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

Misure di conservazione

Evitare le concimazioni: l'unico modo per contrastare il processo di eutrofizzazione dell'area è quello di asportare biomassa senza reintegrare la conseguente sottrazione di nutrienti per mezzo di concimazioni. Va monitorato l'emissario in uscita dall'area adibita a pascolo equino, trovandosi essa a monte della torbiera vanno controllati anche gli scarichi delle baite.

Minacce e motivazioni

Attualmente il biotopo non pare eccessivamente minacciato dall'intensivizzazione delle pratiche agricole. Le concimazioni sarebbero però una forte minaccia per alcune specie e habitat che non sopporterebbero elevate quantità di azoto. L'abbandono dello sfalcio porterebbe comunque ad un eutrofizzazione dell'area, per mezzo dell'apporto di sostanze azotate tramite le piogge e l'azotofissazione operata soprattutto dalle Leguminose.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili

Misure di conservazione

Nel caso dei proprietari dei due rustici ubicati rispettivamente alle due estremità settentrionali e meridionali della conca sarebbe assai opportuno trovare delle forme di sensibilizzazione/responsabilizzazione. Va fortemente ribadita la proibizione di lasciar vagare cani nel sito. Risulta importante prevedere dei criteri tutelativi specifici per gli interventi sul patrimonio edilizio montano esistente degli edifici situati nelle immediate adiacenze del SIC.

Minacce e motivazioni

La conca, che è “cinturata” da strade forestali, è interessata da due costruzioni rustiche abitate saltuariamente. Al di fuori dei fine settimana della bella stagione la presenza infatti di persone è assai relativa e le stesse di regola si guardano bene dall’avvicinarsi alla torbiera, che non possiede alcun elemento di particolare curiosità e/o bellezza per l’escursionista medio, calpestando poi quelli che sono dei prati da sfalcio privati.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 9110 - Faggeti del Luzulo-Fagetum

Misure di conservazione

Evitare che venga abbassata la soglia del canale artificiale di deflusso oppure che vi siano nuove captazioni dell'immissario, che va mantenuto e ripulito regolarmente. Non è infatti accettabile l’ulteriore inaridimento della zona umida.

Minacce e motivazioni

Il funzionamento del “sistema idrico” della zona umida è stato pesantemente influenzato dall’uomo. Il ruscello affluente è stato ad esempio in gran parte interrato allo scopo di espandere l’area falciabile e di migliorare la qualità del fieno da essa ricavabile. Per contro relativamente intatto è rimasto il canale emissario in quanto il suo eventuale intasamento avrebbe comportato il reimpaludamento dell’intera conca. Esso è stato realizzato artificialmente in passato allo scopo di bonificare l’area, svuotandola parzialmente dalle acque che la occupavano presumibilmente nella sua quasi totalità. Anche le pozze nella torbiera sono grandemente diminuite fino a ridursi, tranne una, a dimensioni limitatissime.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili

Misure di conservazione

Eliminare ogni due anni la cannuccia, da effettuare ad esempio quando il terreno è ormai perfettamente gelato ma non ancora coperto di neve (dicembre). Questo intervento potrebbe essere effettuato alternativamente su due metà dell'area, per non sottrarre completamente l'habitat ad eventuali presenze faunistiche legate al canneto. La cannuccia ottenuta non va accumulata nella zona umida ma va allontanata dal biotopo. È necessario inoltre tagliare le giovani piante di specie legnose (ontano nero, frangola, pino silvestre, Salix cinerea etc.)

Minacce e motivazioni

Documenti inoppugnabili mostrano il progressivo avanzare del canneto (che ormai domina la parte W) e del boschetto di ontani ai danni del molinieto e del prato umido a Carex nigra. Negli anni scorsi una porzione di canneto è stato "martellato" dalla PAT (per valutare gli effetti di questo intervento si dovranno aspettare alcuni anni).

Habitat interessati
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili

Misure di conservazione

Evitare l'ulteriore chiusura delle pozze e valutare l'ipotesi di riapertura e approfondimento di uno o più invasi.

Minacce e motivazioni

Nella parte centrale del biotopo sono presenti una serie di pozze, alcune delle quali appaiono pressoché identiche rispetto al 1942, altre notevolmente ridotte a causa sia di un interramento molto notevole, sia, verosimilmente, a causa di un intervento antropico, quale la discarica di materiale.

Misure di conservazione

Guidare la rinnovazione naturale del bosco verso una formazione a latifoglie ricche di piante fruticose, eventualmente con abete bianco. Va controllata l'espansione dell'abete rosso, ad esempio sopprimendo la sua rinnovazione a favore della rinnovazione di latifoglie, oppure sacrificando esemplari dominanti rispetto a promettenti piante di latifoglie. Va mantenuta il più possibile una quota di legno morto.

Minacce e motivazioni

La faggeta, per quanto meno pregevole dal punto di vista floristico- vegetazionale rispetto agli ambienti umidi, riveste un elevato significato per molte specie di animali, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intera area protetta.

Habitat interessati
  • 9110 - Faggeti del Luzulo-Fagetum
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
5
Specie (Direttiva)
64
Pressioni/Minacce
6
Classi habitat
5
Mappa delle osservazioni