IT3120038 / Inghiaie
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,3 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 4
Specie in Direttiva Uccelli: 34
Qualità

Area palustre relitta di fondovalle su substrato calcareo, con vegetazione rarissima e ormai quasi ovunque distrutta con le bonifiche. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili. Il sito è inoltre di rilevante importanza per la nidificazione, la sosta e/o lo svernamento di specie di uccelli protette o in forte regresso, e/o a distribuzione localizzata sulle Alpi. Presenza di invertebrati dell'allegato II che indicano buona naturalità delle acque correnti.

Altre caratteristiche

Area paludosa in Valsugana, localizzata nella parte inferiore, quasi completamente pianeggiante, di una conoide di natura calcarea; la vegetazione è rappresentata da prati umidi, invasi qua e là da salici ed altre specie arbustive.

Protezione e conservazione
Habitat
5
Misure
8
Minacce
8

Misure di conservazione

È necessario condurre interventi di sfalcio del fragmiteto e di contenimento degli arbusti nei settori di cariceto e molinieto con presenze floristiche eccezionali e non ancora completamente invasi dalla cannuccia di palude. Tali interventi potrebbero concretizzarsi con uno sfalcio annuale della cannuccia di palude da effettuarsi quando il terreno è completamente ghiacciato. La cannuccia ottenuta non va accumulata nella zona umida ma va allontanata dal biotopo. È necessario inoltre tagliare ed "esboscare" le giovani piante di specie legnose (frangola, pino silvestre, pioppo nero, Salix cinerea, ecc.).

Minacce e motivazioni

Nella porzione centrale del biotopo, i molinieti e i cariceti sono fortemente minacciati dall'invasione della cannuccia di palude e dall'ingresso di essenze arbustive che si stanno affermando con notevole velocità. Questi delicatissimi habitat, impreziositi dalla presenza di specie vegetali di straordinario interesse (Liparis loeselii, Gentiana pneumonanthe, ecc.), sono infatti abbandonati da diversi anni (soltanto una minima parte viene sfalciata) e in molti casi si sono trasformati in un fragmiteto puro o in un vero e proprio arbusteto, che anche per molte specie faunistiche risultano molto meno interessanti.

Habitat interessati
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)

Misure di conservazione

Si rende necessario lo sfoltimento, tramite decespugliamanto e taglio, della fascia di vegetazione palustre costituita da tifa, cannuccia di palude e da specie legnose che circonda gli stagni, in modo da liberare parte delle rive. È da valutare la possibilità di approfondimento dei bacini, al fine di garantire la presenza stabile di un volume minimo d'acqua, da attuare nel tardo autunno utilizzando una macchina operatrice.

Minacce e motivazioni

Nell'ambito del progetto Nemos è stato realizzato uno stagno collegato con il rio Vena che ha avuto sicuramente delle conseguenze positive sugli anfibi e sull'avifauna. Nel breve lasso di tempo intercorso dalla sua realizzazione il bacino però ha subito una rapidissima evoluzione. Le piantine di salici e ontani messe a dimora sulle rive sono cresciute fino a dare vita ad una formazione boscata fittissima che si spinge fino all’orlo dello specchio d'acqua Se da un lato questo fenomeno da garanzia di tranquillità agli stagni, dall’altra riduce la varietà ambientale, eliminando quei microambienti aperti che per certe specie di uccelli acquatici posseggono un’indubbia importanza. La vegetazione palustre inoltre, formata in primo luogo da tifa e da cannuccia di palude, si è sviluppata a dismisura limitando la superficie dello specchio d’acqua e favorendo l'impaludamento causato anche dalla caduta delle foglie dalle piante delle rive.

Habitat interessati
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition

Misure di conservazione

Sono da evitare eccessive captazioni idriche e qualsiasi altro intervento che possa abbassare il livello della falda. È necessario, nel caso di futuri movimenti terra, seguire con attenzione l’esecuzione dei lavori, al fine di indirizzarli in modo tale da rendere minimi gli effetti negativi sulle condizioni idriche del biotopo, e in particolare del Rio Vena che è stato rettificato eccessivamente. Il corso superiore del Rio Vena va tutelato in modo assoluto. Si suggerisce inoltre di ridurre i prelievi irrigui estivi superficiali e sotterranei, particolarmente in situazioni eccezionali di siccità e di non allentare la sorveglianza soprattutto nella zona della pescicoltura, al fine di mantenere una sufficiente portata nel Rio Vena. Per quanto riguarda la pescicoltura è fondamentale che venga previsto un sistema di controllo dell'uso delle acque, affinché per operazioni di pulizia, di disinfestazione o per ogni altro motivo non si provveda a maggiori prelievi con l'abbassamento conseguente del livello idrico nel biotopo.

Minacce e motivazioni

Pochi anni fa sono stati effettuati per la durata di alcune settimane lavori di sistemazione della riva del Rio Vena, nel settore centro-occidentale del biotopo, al fine di rinforzare la sponda dopo una tracimazione che aveva determinato allagamenti nelle campagne poste a nord del limite dell'area protetta. Anche la zona della pescicoltura è stata interessata pochi anni fa da un pesante intervento di movimenti di terra. La presenza infine della pescicoltura immediatamente a ridosso del biotopo, che per di più ne emunge direttamente le acque costituisce forse uno dei problemi gestionali maggiori. L'azienda ittica intercetta infatti la maggior parte delle acque del Rio Vena. Anche alcune tra le maggiori risorgive sono emunte direttamente. Tutti questi fattori, uniti ai cospicui prelievi irrigui estivi sia superficiali che sotterranei, possono avere conseguenze molto negative sull'assetto idrico del biotopo e sulla presenza di molte specie legate all'acqua.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)

Misure di conservazione

Monitorare la qualità delle acque del biotopo soprattutto per quanto riguarda la concentrazione di nitrati, di fosfati e di diserbanti. Limitare l'uso dei concimi e dei liquami evitando il loro spargimento soprattutto nel periodo autunnale e invernale all'interno del bacino imbrifero del'area protetta. Evitare l'espansione delle aree coltivate (sopratutto mais e frutteti) a scapito delle zone umide e dei boschi circostanti, mantenendo invece gli sfalci nei prati stabili. Pubblicizzare presso i proprietari dei terreni siti all'interno dell'area protetta e in vicinanza della stessa le misure previste dal P.S.R. della P.A.T. per far adottare metodi di agricoltura alternativi e/o biologici necessari per la tutela delle importanti risorse naturali presenti nel biotopo, come ad esempio la conservazione di aree prative non concimate, lo sfalcio ritardato dei prati (a metà di agosto), la costituzione e/o mantenimento di siepi (che producano frutti appetiti), la conservazione di filari, piante isolate, boschetti, la manutenzione dei fossati e la realizzazione di colture a perdere.

Minacce e motivazioni

Potenziali fattori di rischio sono legati alle attività agricole (es: frutteti, campi di mais, prati stabili) che si compiono nell'area protetta e nelle sue vicinanze e all'avicoltura sita a ovest del biotopo. Oltre alle captazioni idriche, il disturbo arrecato alla fauna durante le diverse operazioni e il possibile inquinamento delle falde nell'immediata vicinanza del rio e quindi delle sue acque, accelerato dalla elevata permeabilità dei suoli, costituiscono le minacce più reali di queste attività economiche.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6510 - Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba officinalis)

Misure di conservazione

Il bosco nei tratti meglio conservati e più umidi (es: zone di risorgiva, lungo i corsi d'acqua) va lasciato alla libera evoluzione. Nelle rimanenti zone, ed in particolare dove il bosco è più giovane e fitto, può essere consentito il perpetuamento del trattamento a ceduo che dovrà però avere come fine la riconversione, sia dal punto di vista delle composizione specifica che della struttura, verso modelli più vicini alle fitocenosi boschive igrofile naturali. Eliminare i gruppi fitti o estesi di conifere che risultino localmente dominanti, al momento attuale o in prospettiva, senza però porsi come obiettivo la loro completa eradicazione, diminuire la pressione dei prelievi rispettando turni di almeno 30 anni e valorizzare le latifoglie nobili. Un importante obiettivo cui tendere è il contenimento dell’espansione della robinia e, in seconda istanza, la sua progressiva eliminazione. Si sconsiglia l’esecuzione di nuovi impianti artificiali; eventuali zone di incolto a struttura erbacea o arbustiva rappresentano infatti ambienti interessanti dal punto di vista ecologico, la cui conservazione rientra nelle azioni di miglioramento ambientale.

Minacce e motivazioni

Il biotopo è caratterizzato dalla presenza di boschi igrofili che se in alcuni tratti si presentano in discrete condizioni, in altri settori appaiono degradati: ci sono zone con impianti artificiali soprattutto di resinose, territori con piante giovani che costituiscono una boscaglia fitta e poco strutturata, il cui sottobosco è dominato dai rovi, oppure aree dove la cenosi originaria è sostituita, più o meno completamente, da una boscaglia di robinia o di altre essenze banali (es: noccioli, sambuchi). Attualmente una parte di questi boschi igrofili è governata a ceduo.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)

Misure di conservazione

È probabile che una pulizia regolare delle microdiscariche e la messa in opera di una semplice sbarra chiusa con un lucchetto le cui chiavi siano consegnate ai soli proprietari dei fondi serviti dalla strada sia sufficiente a limitare di molto il problema.

Minacce e motivazioni

Lungo le strade interpoderali ai margini del biotopo e all'interno dello stesso sono spesso accumulate immondizie soprattutto di materiale edilizio. Presenze queste ultime evidentemente del tutto distoniche con l’esistenza dell’area protetta.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion

Misure di conservazione

Si potrebbe coltivare una siepe sulla riva sinistra del Rio Vena in modo da creare uno schermo tra il corso d'acqua e la strada e le campagne. Un punto critico è sicuramente il tratto di torrente tra la pescicoltura e il ponte per la strada di Santa Giuliana. La siepe dovrebbe eventualmente essere costituita da specie che già ora si rinvengono nel biotopo non necessariamente tipiche delle zone umide, quali il nocciolo (Corylus avellana) e la fusaria (Evonymus europaeus). Risulta inoltre estremamente importante garantire la tranquillità delle specie che qui si riproducono, intensificando la sorveglianza, così da evitare l'ingresso di pescatori nel biotopo.

Minacce e motivazioni

Alcuni settori del biotopo soprattutto in corrispondenza del Rio Vena presentano caratteristiche idonee alla nidificazione di alcune specie di uccelli acquatici. Purtroppo però il torrente è soggetto ad un notevole disturbo antropico soprattutto per la presenza della strada che lo costeggia e delle campagne a nord. Oltre alla facililà di scaricare materiale nel Rio Vena, vi sono forti indizi per ritenere che gli uccelli acquatici vengano cacciati direttamente dalla strada e che esercitata la pesca.

Misure di conservazione

Va prevista l'apertura degli specchi d'acqua richiusi. Vanno gestiti i rivi con idonee sistemazioni quali ad esempio aree di deposito, canali, laghetti e con l'asportazione periodica della ghiaia portata in particolare dai Rivi Pissavacca e Valscura.

Minacce e motivazioni

Il sistema idrico subisce continue variazioni grazie all'apporto di materiale detritico dai rivi sovrastanti.

Habitat interessati
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 3150 - Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition
  • 3260 - Fiumi delle pianure e montani con vegetazione del Ranunculion fluitantis e Callitricho- Batrachion
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
4
Specie (Direttiva)
46
Pressioni/Minacce
2
Classi habitat
6
Mappa delle osservazioni