IT3120032 / I Mughi
Dettagli dell'Area Protetta
Superficie
Superficie totale: 0,21 km²
Biodiversità
Specie in Direttiva Habitat: 3
Specie in Direttiva Uccelli: 1
Qualità

Sito di grande interesse, trattandosi di una vasta torbiera boscata con pino mugo e diverse associazioni turficole. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili.

Altre caratteristiche

Vasto bacino con una torbiera in parte boscata (formazione a pino mugo e sfagni) nel Tesino (Trentino orientale), con un complesso vegetazionale nel quale sono rappresentate le associazioni delle torbiere piane fonticole, di transizione e alte.

Protezione e conservazione
Habitat
11
Misure
7
Minacce
7

Misure di conservazione

Mantenere inalterate le condizioni idrologiche del biotopo, evitando qualsiasi intervento potenzialmente in grado di abbassare il livello della falda. Sul medio periodo vigilare affinché gli ”occhi di torbiera” nella porzione sud-occidentale del biotopo non si ostruiscano. Se ciò dovesse accadere andrebbero riaperti artificialmente.

Minacce e motivazioni

La torbiera in un passato non troppo remoto è stata in parte oggetto di pesanti manomissioni legate allo sfruttamento del giacimento di torba in essa conservato. È molto probabile che questi lavori abbiano avuto un impatto decisamente negativo sull’equilibrio idrologico del sito, ma attualmente tutto fa pensare che si sia ripristinata una situazione di stabilità (es: scarso incespugliamento delle torbiere di transizione) e di elevata naturalità. Nella parte sud-occidentale del biotopo ad esempio sono presenti una serie di piccoli specchi d’acqua creati con l’estrazione della torba, che grazie allo sviluppo della vegetazione, si configurano attualmente tra gli elementi di maggior importanza naturalistica (es: sito di riproduzione anfibi, presenza sui bordi di specie floristiche estremamente rare) e paesaggistica de i Mughi.

Habitat interessati
  • 91D0* - Torbiere boscate
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
  • 7230 - Torbiere basse alcaline
  • 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali

Misure di conservazione

Sarebbe auspicabile rilasciare ad evoluzione naturale le aree di pecceta all'interno del biotopo per favorire l’instaurarsi di processi e strutture naturaliformi e per evitare danni a seguito delle operazioni d'esbosco nelle torbiere adiacenti.

Minacce e motivazioni

La pecceta rappresenta il raccordo naturale tra le varie zone umide posizionate sui diversi piani altimetrici, che caratterizzano il biotopo. Per quanto meno pregevole dal punto di vista floristico-vegetazionale rispetto agli ambienti di molinieto e di torbiera, riveste un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli (es: picidi e strigidi) e chirotteri e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intera area protetta. Rispetto inoltre ai boschi del versante nord del Monte Silana la pecceta all'interno dei confini del biotopo presenta una scarsa fertilità.

Habitat interessati
  • 7110* - Torbiere alte attive
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
  • 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

È utile Incrementare la vigilanza nel biotopo in coincidenza con la riproduzione degli anfibi.

Minacce e motivazioni

Per il passato è nota, in occasione del periodo riproduttivo primaverile degli anfibi, la raccolta notturna delle rane con l’uso delle torce all’interno del biotopo. Tale tradizionale attività parrebbe essersi mantenuta fino ai nostri giorni, a dispetto dei divieti previsti dalla vigente legislazione.

Misure di conservazione

È opportuno vigilare affinché il pur limitato disturbo dovuto agli escursionisti, alle operazioni di esbosco rimangano limitate e comunque al di fuori dell'area protetta. Nel caso dei proprietari delle casette sarebbe assai opportuno trovare delle forme di sensibilizzazione o addirittura di responsabilizzazione, per impedire che gli stessi vivano la protezione della torbiera come un’indebita intromissione in un’area di loro proprietà, ed evitare ostracismi o peggio vandalismi nei confronti del biotopo. A loro dovrebbe essere ribadita la proibizione di detenere o peggio lasciar vagare cani nel sito.

Minacce e motivazioni

Lungo il lato nord-occidentale del biotopo sono presenti una serie di abitazioni che, soprattutto nella bella stagione e nei fine settimana, contribuiscono a determinare una certa presenza turistica nell'area. Altre presenze antropiche si hanno soprattutto al momento della maturazione dei piccoli frutti, nel periodo di raccolta dei funghi e durante le utilizzazioni forestali.

Habitat interessati
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
  • 7230 - Torbiere basse alcaline

Misure di conservazione

Il taglio dell’erba è un intervento importante per la conservazione attiva dei triseteti, dei nardeti, dei cariceti e dei molinieti che andrebbe ampliato anche ad altre superfici del biotopo per evitare l'infeltrimento della cotica erbosa, l'ingresso di specie erbacee eccessivamente competitive o l'incespugliamento. È tuttavia è opportuno che le operazioni di sfalcio siano effettuate con mezzi leggeri per non provocare danni al terreno e non prima della seconda metà di luglio, così da evitare interferenze con l’avifauna terricola che qui si potrebbe riprodurre.

Minacce e motivazioni

In corrispondenza dei Masi Rippa limitate porzioni di prateria, caratterizzati in parte da elevati livelli di umidità, vengono sfalciate. Altri settori del biotopo dalle condizioni ecologiche simili sono invece state abbandonate e ciò ha provocato un massiccio ingresso di Filipendula ulmaria, come ad esempio nel tratto di area protetta confinante con la strada asfaltata o di Deschampsia caespitosa a sud-est di Masi Rippa.

Habitat interessati
  • 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 6520 - Praterie montane da fieno

Misure di conservazione

Si consiglia, oltre alla necessità di far rispettare il divieto di caccia all’interno del biotopo, la rimozione di alcune “saline” e di capanni da caccia. Tali strutture sono infatti in netto contrasto con i principi che stanno alla base dell’istituzione dell’area protetta, e con la sua immagine nei confronti dei visitatori.

Minacce e motivazioni

Attualmente all'interno del biotopo è attuato un prelievo venatorio.

Misure di conservazione

Dato l’estremo valore naturalistico del biotopo, sarebbe utile realizzare un’indagine sugli aspetti idrologici dell’area protetta mediante la quale determinare dimensioni, caratteristiche, eventuali inquinamenti e vulnerabilità dell’acquifero che sottintende alla zona umida e definire una zona di rispetto all’interno della quale garantire la tutela della risorsa idrica, stabilendo le eventuali misure da intraprendere a tal fine.

Minacce e motivazioni

Il biotopo è localizzato in una zona di conca a cui possono arrivare eventuali scarichi provenienti dai vari masi presenti in vicinanza dell'area protetta. Un campanello d'allarme che indica concentrazioni elevate di nitrati è dato dalla discreta copertura di Cirsium palustre e di Deschampsia caespitosa nel settore centrale del sito.

Habitat interessati
  • 91D0* - Torbiere boscate
  • 91E0* - Foreste alluvionali di Alnus glutinosa e Fraxinus excelsior (Alno-Padion, Alnion incanae, Salicion albae)
  • 6410 - Praterie con Molinia su terreni calcarei, torbosi o argilloso-limosi (Molinion caeruleae)
  • 7140 - Torbiere di transizione e instabili
  • 7150 - Depressioni su substrati torbosi del Rhynchosporion
  • 7230 - Torbiere basse alcaline
  • 3160 - Laghi e stagni distrofici naturali
Direttiva Habitat (Natura 2000)
Habitat
8
Specie (Direttiva)
29
Pressioni/Minacce
8
Classi habitat
6
Mappa delle osservazioni