Canzenagol
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 0,03 km²
- Tipo: ZSC
- Codice: IT3120027
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 0,03 km²Qualità
La presenza di alcune rare specie palustri, l'eccellente stato di conservazione uniti all'ambiente decisamente poco antropizzato (difficoltà di accesso), rendono il sito decisamente apprezzabile dal punto di vista botanico. Si tratta di un biotopo di vitale importanza per la riproduzione di molte specie di anfibi e rettili.
Altre caratteristiche
Torbiera di transizione situata in una conca nella pecceta sul versante nord della catena porfirica del Lagorai a sud di Predazzo. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE, in particolare: Caricetalia fuscae (5%).
Protezione e conservazione
È opportuno vigilare affinché il pur limitato disturbo dovuto agli escursionisti, alle utilizzazioni forestali e alle operazioni di esbosco rimangano limitate e comunque al di fuori dell'area protetta.
Il biotopo gode di una buona tranquillità. Gli unici segni attuali di presenza antropica sono rappresentati dalla strada forestale - peraltro chiusa al traffico - che delimita a valle il biotopo, dal sentiero per Val Sadole che solo marginalmente interessa il sito e dalla Casera de Cansenaol nella zona a nord-est rispetto all'area protetta. La casera, un tempo utilizzata per il pascolo, oggi non più presente, è oggi la base logistica per le operazioni selvicolturali che vengono effettuate nell'area in cui insiste il biotopo ad opera della Magnifica Comunità di Fiemme.
Il bosco affermato potrebbe essere lasciato ad evoluzione naturale, evitando di asportare il legno morto.
La pecceta rappresenta la struttura base che caratterizza l'ambiente in cui è inserita la torbiera. Per quanto limitatissima all'interno dell'area protetta ed estremamente meno pregevole dal punto di vista floristico-vegetazionale rispetto agli ambienti di torbiera, riveste un elevato significato per molte specie di animali, specialmente uccelli quali picidi e strigidi, e quindi, in generale per il valore ecologico/funzionale dell’intero biotopo.
Habitat interessati
- 9410 - Foreste acidofile montane e alpine di Picea (Vaccinio-Piceetea)
Sul medio periodo è opportuno vigilare affinché gli "occhi di torbiera”, particolarmente importanti per la riproduzione degli Anfibi, non si ostruiscano. Se ciò dovesse accadere andrebbero riaperti artificialmente.
La torbiera costituisce una delle ultime fasi di colmamento dello specchio d'acqua un tempo presente e dal punto di vista fitosociologico ha un suo equilibrio, mostrando una scarsa propensione al dinamismo verso il ritorno il bosco. La torbiera è impreziosita da alcune pozze nella parte meridionale del biotopo.
Sarebbe utile monitorare e, laddove necessario, prevedere interventi manuali di contenimento (estirpazione) a carico degli abeti rossi che manifestano maggior vigore, rispettando viceversa i bonsai, deboli, in cattive condizioni vegetative e con accrescimenti molto limitati. Il materiale sradicato dovrà essere allontanato dalla torbiera (può essere rilasciato sul terreno nella pecceta limitrofa oppure esboscato). La rimanente porzione di torbiera boscata dovrà essere invece lasciata ad evoluzione naturale.
Le parti più asciutte della torbiera intermedia sono limitatamente minacciate dall’avanzamento della torbiera boscata: giovani piantine di abete rosso si stanno affermando, favorendo in tal modo l’ulteriore prosciugamento della area su cui si sono stabilite e di conseguenza innescando una dinamica evolutiva di trasformazione della torbiera verso formazioni più mesofile e quindi più banali.
Direttiva Habitat (Natura 2000)