Alpe di Storo e Bondone
Dettagli dell'Area Protetta
- Estensione: 7,6 km²
- Tipo: ZSC, ZPS
- Codice: IT3120094
- Sito web ufficiale
Superficie
Superficie totale: 7,6 km²Qualità
Notevole contingente di specie endemiche a baricentro occidentale in un ambiente in cui sussiste ancora un equilibrio ottimale tra attività silvo-pastorali e pregi naturalistici. Area di interesse internazionale per il transito di molte specie migratrici a medio e lungo raggio nel periodo tardo estivo e autunnale (migrazione post-riproduttiva).
Altre caratteristiche
Il sito occupa la parte più occidentale della catena calcarea Tremalzo-Caplone (Prealpi Ledrensi). Al di sopra dei pascoli di Malga Alpo si eleva l'isolata Rocca dell'Alpo (o Cima Spessa), sui cui fianchi è possibile osservare la transizione dalla mugheta alla faggeta. Sono presenti habitat di particolare interesse non compresi nell'all.I della direttiva 92/43/CEE: ambienti sottoroccia con Hymenolubius e Saxifraga arachnoidea (1%).
Protezione e conservazione
Regolamentare il calpestio dei turisti nelle aree più sensibili, incanalando gli escursionisti e i biker su percorsi stabiliti.
Habitat interessati
Evitare l’intensivizzazione delle colture (ad esempio con forti o squilibrate concimazioni).
Evitare le trasemine con specie foraggere non autoctone.
Monitorare il pascolamento e lo sfalcio affinché siano equilibrati per la tipologia di habitat e di tipo tradizionale.
Orientare la selvicoltura alla conservazione della tipologia di habitat in quanto tale e al mantenimento di una diversità ambientale il più possibile elevata, sia per quanto concerne la composizione specifica che la complessità strutturale.
Habitat interessati
- 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
- 9130 - Faggeti dell’Asperulo-Fagetum
- 9140 - Faggeti subalpini dell’Europa centrale con Acer e Rumex arifolius
- 9150 - Faggeti calcicoli dell’Europa centrale del Cephalanthero-Fagion
- 91K0 - Foreste illiriche di Fagus sylvatica (Aremonio-Fagion)
Evitare le aperture eccessive della compagine arborea che favorirebbero l’ingresso di altre specie.
Habitat interessati
- 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
- 9130 - Faggeti dell’Asperulo-Fagetum
- 9140 - Faggeti subalpini dell’Europa centrale con Acer e Rumex arifolius
- 9150 - Faggeti calcicoli dell’Europa centrale del Cephalanthero-Fagion
- 91K0 - Foreste illiriche di Fagus sylvatica (Aremonio-Fagion)
Orientare i tagli al perseguimento del governo ad alto fusto e alla valorizzazione degli acero-frassineti.
Habitat interessati
- 9180* - Foreste di versanti, ghiaioni e valloni del Tilio-Acerion
Evitare la costruzione di nuove strade forestali e di nuove infrastrutture (soprattutto in corrispondenza di stazioni di crescita di specie endemiche e in lista rossa).
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 6170 - Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine
- 6520 - Praterie montane da fieno
- 62A0 - Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneretalia villosae)
Limitare l’avanzata degli arbusti soprattutto nelle stazioni di specie endemiche e di specie in lista rossa.
Habitat interessati
- 6230* - Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
- 6170 - Formazioni erbose calcicole alpine e subalpine
- 6520 - Praterie montane da fieno
- 62A0 - Formazioni erbose secche della regione submediterranea orientale (Scorzoneretalia villosae)
Incentivare gli sfalci (con esportazione della biomassa) il cui numero non sia superiorie ad un taglio l'anno seguito eventualmente da un turno di pascolo.
Mantenere il pascolo
Evitare eventuali raccolte intenzionali da parte di botanici collezionisti.
Limitare ogni forma di disturbo nei pressi di nidi occupati (ad es. riprese fotografiche e osservazione diretta non a scopo scientifico).
Garantire la tutela integrale dei luoghi dove sono noti siti di nidificazione, evitando la costruzione nelle immediate vicinanze (alcune centinaia di metri) di sentieri, palestre di roccia, strade forestali e impianti di risalita.
Promuovere la selvicoltura naturalistica con particolare riguardo all’articolazione strutturale del bosco e al mantenimento dei formicai e della necromassa vegetale al suolo e in piedi (non meno di tre piante/ha qualora presenti), al rilascio di alberi vivi di grandi dimensioni (diametro superiore a 50 cm se presenti) e con cavità di nidificazione.
Conservare principalmente l’abete bianco, in quanto essenza arborea preferita dai picidi per lo scavo delle cavità di nidificazione.
Pianificare l’attività selvicolturale, con sospensione della stessa o regolamentazione nei pressi dei siti di riproduzione e durante il periodo riproduttivo (marzo-luglio).
Incentivare una gestione agricola semi-estensiva che garantisca una diversificazione del paesaggio agrario (mantenere la presenza di zone prative e agricole interrotte da siepi, cespugli e alberi sparsi).
Conservare le aree aperte quali radure, pascoli e prati da sfalcio.
Contenere la forestazione naturale degli ambienti aperti di versante.
Mantenere e/o ripristinare le zone umide, le paludi, le torbiere i boschi igrofili.
Aumentare la disponibilità di prede garantendo l’utilizzazione dei pascoli che tra l’altro permettono una deposizione diffusa di escrementi, che favoriscono l’instaurarsi di un’entomofauna diversificata..
Conservare i lembi di bosco limitrofi, le zone umide i fossati e altre tipologie ambientali al fine di garantire il massimo livello possibile di diversità ambientale.
Direttiva Habitat (Natura 2000)